Il meglio e il peggio di PORTOGRUARO-SPAL

IL FOTOVOLTAICO E LA PROSSIMA SPAL

Ci ho capito poco devo essere sincero e si che di grandi operazioni ne ho costruite anch’io quando dirigevo banche nel gruppo Credit Lyonnais, di certo l’avranno pensata bene da una parte e dall’altra, quindi mi fido. Comunque sia casca come un bellissimo regalo per la Spal, prima che per chi la conduce, e questo mi basta per considerarla anche giorni dopo l’annuncio l’unica cosa buona da ricordare di questa Pasqua di m… per mille e uno motivi.

 

 

 

 

 

 

 

MESSICO E NUVOLE…

E’ inutile che continuiamo a girarci intorno. Qua il difetto è e resta nel manico. A noi manca una guida tecnica che sappia far giocare le sue squadre. Notaristefano fa quel che può alla sua seconda rilevante esperienza professionale come mister, non gliene voglio. A Portogruaro abbiamo spinto e spinto ma senza mai concretizzare nulla. Non c’è gioco. Per me gioco è manovra, è saper cosa fare con la palla è cercare a memoria nello scacchiere l’uomo giusto che a sua volta sa cosa fare, e non solo “spingere”. Gioco è imporsi per soluzioni diverse in ogni partita che affronti. Sennò può andarti bene per un po’ e per una serie di coincidenze ma poi quando trovi una squadra che alza una linea Maginot  (vedi Pescina) o ne trovi una sulla carta superdotata (vedi Pescara) tu non sai che pesci pigliare, e allora vengono a galla i problemi e alla prima cazzata ci lasci la partita intera. Ha ragione il Pres. “Abbiamo perso immeritatamente? Conta poco. Quest’anno a vedere la Spal non ci vado più”. Questo rischia però di diventare un boomerang o un mantra che ripeteranno davanti ai botteghini anche i tifosi spallini in questo finale di campionato, con la conseguenza di lasciare potenzialmente sola (possibile più di così visti i 500 paganti recentemente riscontrati?) una squadra che proprio sotto la spinta del proprio pubblico ha sinora trovato qualche strumento per elevarsi. Direi un bel dramma quindi se così fosse. San Mongardi in questa pasqua del cazzo fa che arrivi presto fine d’anno prima che si spenga ogni fuoco sacro dentro e fuori dallo spogliatoio e la poesia si volatilizzi del tutto. Forza Spal sempre che ce n’è bisogno, amen.

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