SPAL, UN PUNTO VERSO LA SALVEZZA

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Bortel, Smit; Quintavalla (dal 28′ s.t. Bazzani), Schiavon Bedin, Rossi (dal 35′ s.t. Migliorini); Valtulina (dal 21′ p.t. Meloni), Cipriani. A disp.: Ioime, Licata, Pedruzzi, Marongiu. All.: Notaristefano.
H.VERONA (4-4-2): Rafael; Cangi, Ceccarelli, Anselmi (dal 42′ s.t. Massoni), Pugliese; Pensalfini, Esposito, Russo; Berrettoni, Selva (dal 31′ s.t. Di Gennaro), Ciotola (dal 21′ s.t. Farias). A disp.: Ingrassia, Campagna, Garzon, Dalla Bona. All.: Remondina.

ARBITRO: Baratta di Salerno.
Assistenti: Levato e Granella.
MARCATORI: 22′ s.t. Selva (V), 44′ s.t. Meloni (S).
AMMONITI: Smit (S).
NOTE: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori 3.000 circa, trasferta vietata ai non residenti in Emilia Romagna (paganti 1.124, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 23.766 euro).
Angoli: 8 a 5 per la Spal . Recupero: pt 2’, st 8’.

Prima dell’inizio della partita su disposizione del Presidente Federale è stato osservato un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime dell’incidente ferroviario avvenuto in Val Venosta lo scorso 12 aprile.

 

LA CRONACA. Finisce 1 a 1 al Paolo Mazza ma i biancazzurri meritavano di più. Bel secondo tempo della squadra di Notaristefano che recupera con il cuore l’immeritato svantaggio a un minuto dalla fine grazie a Meloni.

 

SPAL, UN PUNTO VERSO LA SALVEZZA

FERRARA – Spal e Verona di fronte al Paolo Mazza per la diciannovesima volta nella loro storia, la seconda nella terza serie del calcio italiano. Il bilancio è sin qui piuttosto eloquente: sei vittorie biancazzurre (l’ultima in B poco meno di diciotto anni fa), nove ics e appena tre affermazioni ospiti. Gara da dentro o fuori per entrambe per una miriade di ragioni. Il Verona, dopo aver raccolto appena cinque punti su ventuno nelle ultime sette partite, è chiamato alla partita della vita per continuare a sperare nella promozione diretta dopo essere stato raggiunto in vetta dal sorprendente Portogruaro, impegnato nel non proibitivo match casalingo contro il pericolante Foggia. La squadra di Remondina ha un solo risultato a disposizione: la vittoria. I padroni di casa, rilanciati dallo schiacciante successo di sette giorni fa a Lanciano e dall’ottavo posto in classifica (ricordiamo che la Spal è in vantaggio con tutte le squadre che sono alle sue spalle per scontri diretti eccezion fatta per Marcianise e Foggia contro cui però deve ancora giocare), inseguono un sogno, di quelli fatti apposta per tenere vivo l’interesse del torneo fino alla fine: a quattro punti dalla aritmetica salvezza e con quattro gare davanti, la squadra di Notaristefano vincendo potrebbe garantirsi anzitempo non solo la permanenza in categoria, unico obbiettivo stagionale per il momento ma, con la complicità di una serie di risultati favorevoli e una congiuntura astrale idonea avrebbe ancora margine per acciuffare il quinto posto. Fantacalcio, almeno per il momento. Tornando all’appuntamento odierno, i biancazzurri si presentano privi di Cabeccia (squalificato) e Lorenzi (influenzato) sostituiti rispettivamente da Smit che scala a numero tre e Bortel al centro della difesa in coppia con capitan Zamboni. Inizialmente in panchina sia Meloni sia Bazzani, c’è Valtulina in appoggio a Cipriani e Schiavon in mediana (al rientro dalla squalifica) per Migliorini. Il Verona non può contare su Comazzi (appiedato dal giudice sportivo) e allora accanto al… bomber Ceccarelli (sei reti per lui sin qui) va l’ex Sassuolo Anselmi. Remondina, che a Ferrara si gioca il posto, cambia anche l’attacco e lascia fuori Di Gennaro a favore di Ciotola (non sarà una mossa vincente, anzi), ancora out invece l’eclettico Rantier autore del gol scaligero all’andata. Rientra Russo a centrocampo al posto di Garzon che torna in panchina dove invece trova posto Dalla Bona al rientro dopo un lungo periodo di infortunio. Terna arbitrale di lusso per la sfida odierna: fischia Baratta di Salerno, sesto anno, gara numero centoquattordici della sua carriera e in odore di salto di categoria, coadiuvato dai signori Levato di Torino e Granella di Nichelino. Lungo l’elenco dei diffidati tra le fila del Verona che comprende Pugliese, Ciotola, Russo, Berrettoni e Colombo mentre tra i padroni di casa dovranno stare attenti Bortel, Migliorini e Marongiu (oltre a Lorenzi non convocato per problemi influenzali). Giornata di sole ma ancora lontana da temperature primaverili e con una risposta di pubblico inferiore alle attese dopo che la società aveva chiamato in settimana a raccolta i propri tifosi applicando prezzi stracciati in curva e in gradinata dove sono soliti prendere posto abitualmente i tifosi ospiti, oggi assenti: ricordiamo infatti che l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, su indicazione del Casms, ha deciso di consentire l’ingresso all’impianto ferrarese solo ai residenti in Emilia Romagna e a tutti i possessori della tessera del tifoso.

Si comincia subito su buoni livelli. Dopo appena tre minuti contatto Ceccarelli-Capecchi sugli sviluppi di una punizione dalla sinistra di Esposito, il portiere ferrarese resta a terra qualche minuto e poi riprende senza problemi. Agonismo e colpi al limite della correttezza non mancheranno per tutti i novanta minuti. L’avvio appare timoroso da parte di entrambe le squadre che restano piuttosto compassate e contratte nell’impostare la manovra. Decimo minuto, calcio d’angolo di Rossi (non ripeterà la prova mostruosa di Lanciano) dalla sinistra e brivido per la porta veronese con Cipriani che manca l’appuntamento con il tap in vincente davvero per un soffio. Passano sessanta secondi e un errore in disimpegno di Esposito mette in movimento Quintavalla proprio al limite dell’area di rigore lungo il vertice basso di destra. Il numero sette biancazzurro si prodiga in un buon suggerimento per Cipriani in profondità che proprio all’ultimo però viene anticipato con una tempestiva chiusura di Ceccarelli. Il Verona si fa vedere pochi secondi dopo con un bel lancio di Selva in profondità per Ciotola ma la velocità impressa alla sfera dall’ex centravanti biancazzurro è troppo lunga e Capecchi fa suo il pallone. Fase di studio tra le due formazioni con la Spal più aggressiva, ma sono gli errori a centrocampo a farla da padrone da una parte e dall’altra. Diciannovesimo: la Spal perde Valtulina (nei prossimi giorni verranno fatti gli accertamenti del caso al ginocchio) che si infortuna da solo e il Verona ci prova con Berrettoni di testa ma il numero dieci veronese non inquadra la porta. Venticinquesimo: occasionissima Verona. Pensalfini in posizione centrale elude Zamboni e riesce a smarcare Russo sulla destra che cerca il colpo sotto ma Capecchi è bravissimo a dire di no e a respingere la palla in angolo. Brivido per i padroni di casa con Bortel e Smit che vanno in gita in mezzo all’area di rigore spallina in una difesa nell’occasione formato presepe. La Spal colleziona angoli (tre in cinque minuti) ma non punge e anche l’entrata in campo di Meloni non sembra sortire gli effetti sperati. Il Verona ci prova solo di rimessa soprattutto con Berrettoni che due minuti dopo mette a sedere prima Ghetti e poi mette in mezzo dove però il centrale slovacco si rifà parzialmente e devia in angolo. Sugli sviluppi dell’azione successiva ponte di Ceccarelli per Selva che con una bicicletta sul dischetto dell’area di rigore impatta centralmente (e debolmente) e per fortuna della Spal Capecchi fa sua la sfera. Seconda occasione gol per gli ospiti. Meglio il Verona della Spal in questa prima mezzora. Trentacinquesimo: ancora la Spal con un missile terra-aria di Schiavon che viene deviato proprio all’ultimo da Esposito in angolo con Rafael che aveva comunque dato l’impressione di essere sulla traiettoria. Trentanovesimo: punizione di Rossi dal centro sinistra e dalla media distanza ma il mancino finisce fuori di qualche metro. Tre minuti dopo lancio di Zamboni dalla retrovie per Meloni che prende il tempo a Ceccarelli ma proprio all’ultimo rallenta la progressione e Rafael recupera la sfera appena in tempo. Termina la prima frazione sul nulla di fatto, Spal guardinga con una discreta supremazia territoriale ma con il Verona che ha avuto le occasioni migliori.
La ripresa inizia con la Spal che attacca sotto la Ovest. Al secondo minuto disimpegno errato di Zamboni che di testa mette in movimento involontariamente Russo che dalla distanza non ci pensa su due volte e spara, conclusione a lato di poco alla sinistra di Capecchi. Quinto episodio dubbio in area di rigore veronese: sugli sviluppi di un lancio di Smit per Meloni l’attaccante nuorese si invola tutto solo verso l’area di rigore, Pugliese lo trattiene e il giocatore spallino finisce giù in maniera un po’ troppo plateale e Baratta non ritiene ci siano gli estremi per la massima punizione tra i fischi e gli improperi di tutto il pubblico. Azione da rivedere ma la trattenuta non è stata così evidente. Decimo minuto e ancora un dubbio sulla direzione di gara dell’arbitro campano: colpo di anca di Anselmi su Cipriani che accenna a qualche protesta proprio al limite dell’area di rigore, ma ancora una volta l’arbitro lascia correre. Al quattordicesimo ancora Spal che sembra finalmente aver preso fiducia rispetto alla prima frazione di gioco. Meloni in progressione supera Esposito e lancia Rossi sulla sinistra. L’esterno lascia partire un cross pennellato in mezzo ma la traiettoria si perde fuori. Sedicesimo: fallo di Anselmi su uno scatenato Cipriani, punizione velenosa di Smit dai venti metri spostato sulla sinistra ma Rafael fa buona guardia e para a terra. Ventesimo, momento di empasse di Ghetti che si perde Berrettoni: tiro del numero dieci veronese dalla media distanza ma Capecchi è bravissimo e respinge di pugno prima che tocchi a Zamboni fare buona guardia sull’accorrente Selva. La sfera termina sul fondo. Al ventiduesimo, proprio nel momento migliore dei biancazzurri, il Verona passa in vantaggio. L’appena entrato Farias lungo l’out di destra riceve una palla splendida in mezzo da Berrettoni che, eludendo la diagonale di Smit, si invola tutto solo e nel tentativo di concludere partorisce un tiro-cross che beffa Capecchi e sul quale interviene Selva che infila inesorabilmente la porta spallina per il più classico dei gol dell’ex. La Spal è colpita nell’orgoglio ma prova subito a raddrizzare le sorti del match con Meloni su cross di Smit ma il colpo di testa del numero diciassette spallino termina fuori dopo averlo schiacciato a terra. Occasione importantissima per i padroni di casa. Notaristefano le prova tutte e inserisce anche Bazzani al posto di Quintavalla, Spal con tre punte e a trazione interiore. Trentesimo: è sempre Spal. Sventola di Smit su calcio piazzato da trenta metri, Rafael però è bravissimo e respinge a mani protese. Ci provano i biancazzurri ma il Verona sembra contenere le sfuriate della squadra di Notaristefano, decisamente confusionaria a onor di cronaca. Proprio quando le sorti dell’incontro sembrano ormai segnate, al quarantaquattresimo arriva il pareggio. L’azione nasce da Bortel che mette in movimento Smit sulla sinistra, Cangi si perde l’esterno slavo che serve a Meloni un cross straordinario per potenza e precisione e l’attaccante sardo di testa, tutto solo, in elevazione, insacca imparabilmente alla destra di Rafael. Pubblico in visibilio e anche i risultati dagli altri campi (pareggio di tutte le dirette concorrenti alla corsa salvezza) regalano un enorme sospiro di sollievo. L’arbitro assegna ben otto minuti di recupero durante i quali non succede più nulla e la Spal porta a casa un punto d’oro che le consente di rimanere all’ottavo posto in classifica. Per il Verona un’occasione persa in virtù della vittoria del Pescara che raggiunge gli scaligeri al comando insieme al Portogruaro. A duecentosettanta minuti dalla fine niente è ancora deciso sia in testa sia in coda. E domenica tutti a Reggio Emilia per un derby che può valere una stagione.

GLI SPOGLIATOI. Grande soddisfazione tra i biancazzurri malgrado il risultato sia tutto sommato stretto. Notaristefano elogia Meloni e la squadra e sul possibile rigore ammette: “Non credo ci fosse”. Il bomber sardo entusiasta: “Dedico il gol alla mia famiglia che non è riuscita a venire allo stadio. Sono contento non per me ma per noi”. Soddisfatto anche Bedin: “Andiamo a Reggio Emilia consapevoli della nostra forza”.

UN CORO IN SALA STAMPA: “GRAZIE TIFOSI!”

Tocca al tecnico Egidio Notaristefano cominciare ad analizzare la partita. Una partita accesa, agonisticamente valida e con una Spal uscita alla distanza.
“Abbiamo fatto una buonissima prestazione, soprattutto nel secondo tempo. Credo che alla fine non abbiamo concesso che un’occasione, quella del gol. Siamo stati bravi a raddrizzarla contro una grande squadra”.

Gara esteticamente non bella.
“Oggi Spal e Verona hanno disputato una partita molto tattica, con pochi spazi per entrambe, noi avevamo esterni bassi che impedivano a loro di sfondare e loro riuscivano a imbrigliarci quando li attaccavamo centralmente. Sembrava davvero che a deciderla alla fine potessero essere solo degli episodi come poi alla fine è stato con due disattenzioni delle rispettive difese che sono state fatali”.

A memoria la difesa non ha mai rischiato, aldilà del gol subito.
“Siamo stati bravi perché siamo stati alti e loro non hanno potuto quasi mai giocare in profondità come bene invece sanno fare quando i loro esterni avanzano. Il nostro punto forte è stato questo anche oggi”.

A un certo punto hai giocato anche la carta Bazzani. Tre punte e Migliorini per l’arrembaggio finale.
“Dovevo farlo perché dovevo sfruttare un calo loro fisico che mi sembrava oggettivamente tangibile. Era l’unico modo per tenere costante la pressione”.

L’infortunio di Valtulina quanto ha cambiato la partita che avevi in mente.
“Gli si è girato il ginocchio proprio all’inizio e dispiace perché lui è uno di quei giocatori che mi servono quando ci sono da aggredire gli spazi. Però Meloni quando è entrato ha saputo fare lo stesso lavoro aldilà del gol. Anzi, poteva segnarne uno anche qualche minuto prima. Forse era in posizione ideale più in quell’occasione che in quella dove poi ha segnato. A parte questo ha tenuto bene la palla, ha aggredito gli esterni e soprattutto è riuscito a fare quello che avevo chiesto a Valtulina prima dell’inizio della gara cioè di fare in modo che Esposito non giocasse. Ed entrambi lo hanno fatto con grande sacrificio. Bravi veramente entrambi”.

L’episodio del rigore come lo hai vissuto dalla panchina?
“Io credo non fosse rigore. Lo ha tenuto probabilmente ma ho avuto la netta sensazione che la caduta di Beppe non fosse commisurata all’intervento di Pugliese. Non ho neanche protestato più di tanto a dire il vero, poi non so se ho avuto una percezione giusta o sbagliata, lo rivedremo in televisione per quello che può valere ovviamente adesso”.

A cinque minuti dalla fine la Spal rischiava fortemente i playout. Poi, nell’ordine, Portogruaro, Ravenna e Andria vi hanno regalato l’ottavo posto che perdura anche oggi dopo una partita non certo semplice.
“E’ un campionato stranissimo, lo diciamo dall’inizio con una partita vinta o persa in più o in meno ti puoi ritrovare a giocare i playoff o i playout. Dobbiamo essere bravi a non sentirci appagati mai, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita altrimenti è dura”.

Un plauso al pubblico.
“Encomiabili davvero, alla fine erano in campo con noi. Grazie di cuore ai nostri tifosi, non possiamo farne a meno”.

Ovviamente soddisfatto anche Giuseppe Meloni. Il calvario è proprio finito: un gol bellissimo e fondamentale il tuo.
“Un gol che dedico alla mia famiglia che non è potuta venire a Ferrara per colpa del vulcano islandese e che dedico anche a Valtulina, sfortunatissimo e al quale auguro di poter tornare al più presto in campo con noi. Personalmente sono felice, mi sono anche tagliato la mano arrampicandomi sulla curva ma davvero è stato più forte di me il desiderio di abbracciare tutti i tifosi che ci hanno sostenuto a gran voce per tutta la partita”.

Gara a due facce la tua, un primo tempo un po’ in ombra e una ripresa invece da autentico mattatore.
“Potevo farne due di gol. Quando sono entrato non capivo niente, ero felice, me la sono persino presa con Quintavalla per una cavolata ma credimi ero al settimo cielo anche se mi dispiaceva per Valtu. All’inizio mi dovevo occupare del loro numero quattro e dovevo provare a non farlo giocare, nella ripresa mi sono sgravato un pochino di più da questo compito e ho pensato soprattutto a metterla dentro. E ci sono riuscito”.

Con questo Meloni a pieno regime dall’inizio del campionato oggi la Spal dove sarebbe?
“Forse ultima! (ride). Non si può dire, penso che questo sia un risultato che ha ottenuto la squadra e non io, siamo stati bravi, io sto bene, mi alleno, corro con tutti i miei compagni e i problemi che mi hanno tenuto fermo sono davvero un lontano ricordo. Adesso ci dobbiamo rimboccare le maniche però perché non è ancora finita e già a Reggio sarà battaglia”.

Positiva anche la prestazione di Maurizio Bedin. Non si contano i palloni recuperati anche oggi…
“Tutta la squadra ha fatto bene, penso. Al Verona abbiamo concesso nulla, l’azione del gol e poco altro. Non abbiamo badato solo a difenderci ma abbiamo provato anche a costruire gioco anche se sapevamo che non sarebbe stato facile contro una squadra costruita per vincere il campionato”.

E’ un pareggio che, complice il risultato delle altre concorrenti, vi tiene sempre ancorati all’ottavo posto.
“Era fondamentale fare punti oggi, ci siamo riusciti e questo conta tantissimo. Se poi le altre ci danno una mano ancora meglio ma oggi abbiamo dimostrato di avere grinta e carattere nel ribaltare un risultato che sembrava compromesso. Andiamo a Reggio consapevoli della nostra forza, del nostro gruppo e delle qualità. Un grazie grande ai nostri tifosi che oggi sono stati ancora una volta l’uomo in più”.

La soddisfazione è tale anche per la dirigenza come dimostra Stefano Bena, l’amministratore delegato. Alla fine è un risultato giusto anche se strappato per i capelli proprio nel finale.
“Abbiamo fatto un grande lavoro, siamo riusciti a recuperare un risultato che sembrava compromesso per colpa di una nostra disattenzione anche se prima non mi sembra di ricordare un Verona che ci ha messo sotto. Dobbiamo continuare così, sperare che anche le nostre dirette concorrenti ogni tanto non vincano e mi sembra che oggi sia andata così e tenere quel margine di sicurezza dalla zona spareggi. E se possibile aumentarlo”.

Domenica si va a Reggio Emilia. E i ferraresi sognano una Reggiana fuori dai playoff magari proprio per mano della Spal.
“Credo sia importante che questa squadra continui ad avere fiducia nei propri mezzi come sta facendo e come ha sempre fatto. I ragazzi devono lavorare con la serenità e la tranquillità che ha da sempre caratterizzato questo gruppo sin dall’inizio. Sono assolutamente convinto che questa salvezza la raggiungeremo presto perché ce la meritiamo noi ma se la meritano soprattutto loro per l’impegno che ci stanno mettendo. A Reggio non sarà facile e non sarà la stessa partita dell’anno scorso dove avremmo meritato di vincere anche con maggiore scarto ma anche questo non è un problema e non ci spaventa, anzi ci da più motivazioni ancora. Loro sono davanti a noi e quindi la classifica dice che sono più forti, andremo per provare a smentire questa piccola verità e per toglierci una bella soddisfazione, perché vincere il derby e dedicarlo a tutti i nostri tifosi è sempre un regalo gradito penso e non solo al sottoscritto”.

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