LA PRIMA VETTA NON SI SCORDA MAI ORA C’E’ IL NOVARA E“LO SPALLINO”

Tu chiamale, se vuoi: emozioni. Il periodo, ormai lungo per la verità, continua a farci andare belli tranquilli a letto, la sera, e belli pimpanti in ufficio, la mattina. Siamo sereni, ecco qual è il segreto. Siamo in pace con il mondo perché, a prescindere dai risultati, abbiamo smesso di soffrire. Sono mesi che chi tifa Spal ha un’altra faccia, un altro smalto, altre certezze e altri sogni. Da quest’estate la storia è ricominciata. E ha ricominciato a pulsare anche la passione, che comunque non si era mai fermata, degli spallini per la propria squadra ora, dopo tanti anni, di nuovo competitiva, tosta, forte, capace di stupire e di giocarsela contro chiunque. L’ultima conferma, con gli interessi, è arrivata a Legnano. Prima vittoria stagionale così netta e soprattutto prima volta in cima alla classifica. Confesso che temevo, e non poco, questa trasferta. Per il campaccio, tutte buche e traversoni che attraversano il campo, per le caratteristiche degli avversari, simili all’unica squadra che finora ha fatto soffrire i ragazzi di Dolcetti, la Pro Sesto, e per il fatto che, contro le piccole, si è sempre sofferto maggiormente rispetto alle formazioni favorite. E invece la Spal ha fatto la Spal, questa Spal. Perfetta. Ha dominato, come ha già fatto in questa stagione diverse volte, è passata subito in vantaggio e non ha rischiato mai. L’unica differenza, anche questa non da poco, è che la partita è stata chiusa subito. E così, per la prima volta, l’imbattibile Spal di Dolcetti (squadra meno battuta dei due gironi di Prima divisione) affianca la Pro Patria e vola al comando. Scrivevo prima della preoccupazione, mia e non solo, precedente al Legnano. Sbagliavo, evidentemente, e sbagliavo di grosso perché ci sono certi segnali, che noi tifosi malati, dovremmo saper cogliere. Avevo infatti sottovalutato un dato indiscutibile. Quando, sul sito degli Spallinati, ho scoperto che la webcronaca riservata a chi non può stare allo stadio era affidata a Braianferrara (con lei si vince sempre!) ho tirato un sospiro di sollievo. Quindi, oltre a ringraziare la Spal tutta, un grazie grande così a Braian. Stringendo e tirando le somme, sta andando tutto bene. La Spal è prima, la squadra è forte, la società non ha sbagliato una mossa, Dolcetti, lo scrivo ora, entro tre anni allenerà un grosso club in serie A, l’entusiasmo è tornato e domenica chi non va al Mazza è un truffaldino. Arriva il Novara, signora squadra, e lo spettacolo è garantito. Seimila spettatori è l’obiettivo. Si può fare, anzi si deve fare.
Per tutti questi motivi di cui sopra utilizzo spudoratamente questa rubrica a mo’di piccolo spazio, pubblicità. Mi fa piacere comunicare ai lettori che leggono la Nuova Ferrara e queste righe che, proprio in occasione della partitissima di domenica prossima, ritornerà a uscire il giornale “Lo Spallino”. Si tratta di una pubblicazione storica a Ferrara, per troppo tempo finita in soffitta a causa del morale, ovviamente basso e biancazzurro. Con Sergio Gessi e Roberto Labardi, prima di tutto da tifosi, abbiamo deciso che il tempo di far rinascere la passione, anche quella stampata su carta, era arrivato. Merito della nuova società che ha riportato un certo clima e merito della città che sembra finalmente avviata verso il risveglio biancazzurro. “Lo Spallino” riesce, quindi, con una dedica speciale, all’amico che non c’è più Andrea Talmelli, e con un’uscita speciale, quella del primo numero, di quarantotto pagine (che diventeranno trentadue) tutte a colori. Tanti gli amici e colleghi di Ferrara che hanno dato la loro disponibilità a collaborare e tantissimi i giornalisti, gli scrittori, gli addetti ai lavori che hanno voluto mandare una dedica a “Lo Spallino” e alla Spal per questo nuovo debutto. Marco Travaglio, Gianni Mura, Oliviero Beha, Maurizio Crosetti, Claudio Sabelli Fioretti, Roberto Perrone, Luigi Garlando, Massimo De Luca, Sandro Veronesi, Fabio Capello, Gianni De Biasi, Serse Cosmi, Edi Reja, Massimo Mezzini, Davide Torchia, Michele Paramatti, Giorgio Zamuner per fare soltanto alcuni nomi e cognomi perché ci vorrebbe una rubrica a parte per pubblicare tutta la lista degli interventi. Presuntuosamente si potrebbe aggiungere che, sul giornale, ci sarà tutto l’universo Spal. Invece no, perché non era, non è e non sarà questo l’intento, l’obiettivo, lo sforzo. Si tratta soltanto di un filo biancazzurro che unisce, un filo che hanno cominciato a tessere gli Spallinati, da soli, qualche anno fa, quando non era facile farlo. Un filo che passa per la Spal e vuole arrivare a questa passione oggi rinata ma ancora agli inizi perché questa nuova, bella avventura è come lo spettacolo. Continua.

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