LA PRIMA VITTORIA NON SI SCORDA MAI EUFORIA E UMILTA’: ISTRUZIONI PER L’USO

E una. Tu, tifoso spallino, passi la vigilia a sperare di uscire indenne dal Bentegodi. Per riuscirci ti affidi a tutto. Alla scaramanzia che ti fa camminare in un modo strano oppure ti fa rinunciare a una sigaretta, a uno spritz, a mezz’oretta sul forum degli Spallinati. Leggi e rileggi la formazione degli avversari, cerchi di convincerti che in fondo, e in quanto a nomi, te la puoi giocare. Poi pensi che l’ultima volta che hai fatto una trasferta del genere è andata come è andata. E allora ti chiedi se ci devi andare a Verona e ti rispondi che è meglio se resti a casa. Anzi no, non si può perdere un’occasione così. Chissenefrega se la danno in televisione. Il tuo week-end passa in questo modo, con il pensiero-chiodo fisso spallino in testa. Finalmente arriva il lunedì e, tu che puoi, decidi di partire. C’e chi ha un imprevisto mal di testa in ufficio, chi una zia lontana che si è sentita improvvisamente male, chi ha sullo stomaco la pizza perché persino le pizze, proprio come le stagioni, non sono più quelle di una volta. Insomma, come al solito, fai quel che puoi per la tua Spal e parti, destinazione Verona. Non sei l’unico, siete una marea, addirittura mille, soprattutto considerando che si gioca il lunedì, maledetto calcio moderno.
Alla fine sai che hai fatto bene. Non soltanto sei uscito indenne, anche fisicamente, dal Bentegodi. Hai addirittura vinto. Hai vinto perché hai una squadra che gioca a pallone, perché la mentalità c’è, perché hai meritato. Ma non c’è soltanto il campo a rinvigorire la tua fede biancazzurra. No, ci sono tante piccole, grandi cose. Quelle che aspetti da anni. Quelle che nemmeno speravi di vedere così presto. Scopri che si sta lavorando al sito ufficiale. Che ci saranno le foto dei tuoi giocatori, che ci sarà la loro carriera, che presto ci sarà anche una Wikispal, un’enciclopedia modello Wikipedia con tutte le partite della storia spallina e i giocatori. Ma non finisce qui. In questa settimana bella come il sole ti sei pure qualificato in Coppa Italia e potresti anche ritrovare la Giacomense. Poi leggi con piacere il tabellino dell’ultimo successo extra campionato, a San Marino, e vedi che c’era un ragazzo delle giovanili titolare, Pittaluga, e un altro che è stato decisivo, Marongiu. In più c’è il ritorno di un pezzo di storia come Gigi Pasetti (bentornato, davvero!) a insegnare calcio alla meglio gioventù spallina. Intanto non puoi fare a meno di pensare a tutti, ma proprio tutti, i novanta minuti di Verona. Dio bono, hai espugnato il Bentegodi. Maial che Spal.
Puoi andare a letto tranquillo, allora, almeno fino a sabato prossimo perché poi sarà la vigilia di una delle partite più difficili della stagione. Prima di spegnere la luce, però, devi ricordarti della tua storia, quella più recente compresa. Devi, insomma, stare bello tranquillo e volare basso. Se cominci a farti dei viaggi e a fare voli pindarici, sei pazzo. Devi continuare così. Felice per questa recente rivoluzione, e per queste prime belle partite, ma calmo e prudente e umile e cauto. Goditi pure la nuova Spal nata quest’estate, pensa già a programmare le prossime trasferte, consiglia pure agli amici di abbonarsi. Va tutto bene, basta che tu che non sei un pirla qualsiasi come Mourinho e del tecnico portoghese hai la stessa voglia di vincere, fai un passo alla volta e non dimentichi. Non dimentichi che questa squadra è stata fatta e rifatta in un nanosecondo, che l’obiettivo è divertirsi ma salvarsi, che uno dopo l’altro tante cose per te indispensabili alla voce tradizione e dignità stanno andando a posto, che la tua Spal è tornata, che tu sarai sempre al suo fianco perché di lei non ti stanchi, che con Mazza c’è stata la gloria e in un paio d’anni potrà tornare la vittoria, che è un giuramento d’amore che nasce dal fondo del cuore. Puoi cantare tutte le canzoni da stadio che vuoi, stasera e domani e dopodomani e dopodomani l’altro. Poi basta perché c’è la favorita Cremonese, domenica prossima. Devi stare calmo e, parola di ottimista cronico, nel mio piccolo te lo ricorderò ogni settimana. E’ questa la tua, la nostra forza, adesso. Tenerci dentro e seminare fuori tutto l’entusiasmo che c’e’. Ma guai a illudersi. Due partite significano zero. Questa nuova avventura, invece, significa tutto. E va maneggiata con cura. Buonanotte e sogni (ma anche realtà) d’oro.

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