Il meglio e il peggio di SPAL-VERONA

IL MEGLIO

MELONI PIU’ FORTE DI TUTTO

Eh sì perchè al posto di Valtulina, a quel punto della partita, doveva entrare Bazzani e non Meloni. Questo è chiaro e limpido. Magari Meloni entrava nella ripresa a velocizzare la fascia o a muoversi negli spazi che un Bazzani o un Cippo sanno creare mettendo in apprensione l’intera difesa avversaria. Mettere Cipriani a spizzare palloni (il lavoro di Bazzani) per di più sulla fascia con Meloni a cinquantametri è stata, secondo me, la follia del primo tempo, che ha impedito di concretizzare alcunchè nonostante la supremazia in campo. Fortuna che nel secondo tempo il mister se n’è accorto almeno accorciando le distanze tra i due pur proseguendo, ma non aveva più modo di uscire dall’errore, nella contraddizione di fondo dettata dalla natura dei due giocatori. E così a tre giornate dalla fine scopriamo che un virgulto di bomber ce l’avevamo in casa e davvero se ci fosse stato lui… chissà dove saremmo arrivati. Cattivo e indomabile, e da buon sardo prova a dirgli qualcosa o a dargli un consiglio (ne sa qualcosa Quintavalla). E ha avuto ragione lui alla fine a crederci e sputare sangue fino al pareggio. Sprecando sì ma non demordendo mai. Sul rigore c’è da credergli per assunto, se di calcio ne mastichiamo un minimo, nessuno a due passi dal portiere e con due difensori alle spalle si butta invece di tirare a botta sicura. E ci mancherebbe! Figuriamoci quella testa dura di sardo che per fermarlo devi sparargli col bombardino. Grazie Melo, un gol così non lo dimenticherò facilmente come quel cross da campionato del mondo di quel gran genio di uno Smit.

IL PEGGIO

CORRETTA COME UN CAFFE’

Beh, lo scatto fotografico penso che non lasci dubbi (tranne che anche al nostro direttore Enrico Testa!) circa la trattenuta in area punibile a regolamento con la massima punizione e con l’espulsione del numero tre veronese. Uno può cadere o non cadere (non è una spinta e quindi la caduta è sempre per sbilanciamento proprio e successivo) ma l’azione gol è compromessa quindi rigore punto e a capo (capito Enrico?). Ma non è qui il punto. Per il Verona questa era una partita chiave e una partita chiave così i colletti bianchi veneti non potevano lasciarla in mano alla sorte o alle gambe molli che abbiamo visto. Eh no. La partita andava corretta come un caffè. E così l’arbitro (da Salerno con la massima disponibilità) ha provveduto a confezionare una partita in cui non si fischiava nulla contro il Verona e tutto contro la Spal. Pazienza signori ma non è certo da ora che sappiamo che “un rigore è rigore solo quando arbitro fischia”. O no?

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