LA SQUADRA, I POTENTINI, MELONI QUEL RIGORE E IL MITICO CEVOLI

Cominciamo bene (per Augusto detto Hughes e Gugu ma anche per il Comandante e il mister). Faccio mea culpa, infatti, e scrivo subito che evidentemente avevo torto. Il rigore su Meloni poteva starci. Oddio, rivedendolo non ne sono così sicuro ma visto che lo dicono tutti i tifosi e lo scrivono tutti i colleghi sto dalla parte del torto. Meglio così perché il fatto contribuisce non poco al concetto che ribadisco questa settimana.
E’ stata una stagione storta. Un campionato perso nel triste girone di andata. Un torneo disgraziato. Partitacce, all’inizio, e poi infortuni, gare giocate senza attaccanti, arbitraggi qualche volta un po’ così (vedi appunto domenica scorsa) e la sfiga alla quale tutti gli spallini del mondo uniti sono peraltro abituati. Non mi piace guardare indietro, quindi nemmeno analizzare e snocciolare i vari episodi. Primo perché c’è chi è pagato per questo, secondo perché non ho gli strumenti necessari per farlo, terzo perché è presto. La salvezza va ancora portata a casa e, oggi, è questa l’unica priorità assoluta. Scrivo, però, che mi ha fatto molto piacere leggere il parere in proposito, su La Nuova Ferrara di lunedì, del presidente Butelli, uno dei più critici e dei meno propensi ad aggrapparsi alle scuse domenica dopo domenica. Ha detto, Ave Cesare, un concetto chiaro, veloce e a mio avviso condivisibile, anzi sottoscrivibile in toto. Un concetto, bisogna scriverlo, che Pozzi e Schena, tra gli altri, sostengono giustamente da una vita. Questo concetto: “La squadra c’è”. Ecco, il punto fondamentale per ieri (in sede di bilanci finali), per oggi e soprattutto per domani passa esattamente da qui. Contro il Verona, a Portogruaro, in tutte le altre partite, almeno nel girone di ritorno, la Spal non è mai stata inferiore a nessuno. Forse solamente al Pescara, la squadra che, penso io, vincerà il campionato. Ce ne sarebbe abbastanza, in questa considerazione, per pensare positivo in vista di questo finale di stagione e in attesa del prossimo campionato. L’ho scritto già diverse volte ma continuerò a farlo e a ripeterlo ogni settimana all’Archimede di questa squadra, cioè Pozzi. La penso come, almeno oggi, la pensa anche il Presidente. La squadra c’è, insomma, anche se va ovviamente migliorata. Con la più totale umiltà, stampo la mia idea. Quattro titolari nuovi e conferma in blocco del gruppo che caratterialmente, e in fatto di palle, tanto per essere chiari, c’è sempre stato. Poi il mercato è un discorso a parte e farà, chi di dovere, le valutazioni del caso considerando ingaggi, richieste, offerte, età e così via ma la strada, insisto, dovrebbe essere questa e sarebbe in discesa. Niente nomi perché il Comandante ne conosce più di chiunque altro ma un paio di caratteristiche di massima invece sì. Un po’ di gioventù e un po’ di qualità. Quindi gente che ha fame. Punto. E a capo perché gli argomenti della settimana sono diversi.
Il primo mi appassiona molto. Si chiama Meloni. Uno che tatticamente magari ti fa impazzire perché va dove lo porta il cuore, spesso, e non lo schema. Ma anche uno che nonostante la sfortuna di quest’anno ha sempre fatto la sua dimostrando che in questa categoria ci sta alla grande. Con lui, ha ragione un altro dirigente, l’amministratore delegato Stefano Bena, sarebbe stata tutta un’altra Spal. Si è visto con il Verona, ammesso che ci fosse bisogno di una dimostrazione. Per schierarmi un po’ di più, anzi, mi farò fare una maglietta. Unico esemplare. Con scritto: Sto con Melo. Guai a chi me lo tocca.
Il resto, del calcio, il calcio che piace a me e a tanti amici tra i quali quelli della Vecchia Guardia e del Vecchio Astra, è andato in scena nel fine settimana a Ferrara. Quando i tifosi spallini hanno ricambiato la bellissima ospitalità avuta a Potenza ospitando i colleghi di curva lucani. Una serata che mi raccontano splendida e che raccontiamo pure sul sito de Lo Spallino. Posso giurare sulla Spal che la mia stima nei confronti dei potentini prescinde totalmente dal fatto di avere da parecchi anni una fidanzata di lì. Anzi. Apro parentesi: anche perché è una rompiballe (tanto non legge questa rubrica). Scherzi a parte ma restando in tema del clima ferrarese, mi ha fatto un enorme piacere vedere in Curva Ovest sua simpatia Cevoli, il comico, in compagnia del Grande Poltro. E’ romagnolo, il compare di Valentino Rossi nei divertenti spot pubblicitari, ma era vestito da cima a fondo di bianco e di azzurro. Un grande, davvero. Proprio come questa Spal che, nonostante tutto, per me, ribadisco, va preservata, custodita, confermata. Giocare alla pari, anzi con qualcosa in più e non soltanto sul piano del carattere, davanti a un Verona non al top ma con tanta qualità in organico non è cosa da poco. Nel frattempo, mentre Butelli e i suoi collaboratori faranno le valutazioni del caso, si va a Reggio Emilia. Il posto ideale per mettere in cassaforte la salvezza. Provaci ancora, Spal.

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