DOPO AVER RESCISSO CON IL VICENZA, BRAIATI POTREBBE ALLENARSI CON LA BERRETTI: RINGRAZIO POZZI PER LA PROPOSTA, PRESTO DECIDEREMO INSIEME

Edo. Punto. Perché basta la parola, meglio: il soprannome, per far capire allo spallino qualunque chi sia il soggetto. Parliamo e scriviamo, infatti, di Edoardo Braiati, ferrarese al cento per cento, trentuno anni, simbolo di quei ragazzi nati in via Copparo che hanno fatto fortuna, e che fortuna, altrove, uno che in quanto a spallinità… beh, mettetevi in fila. Quando la sua squadra di turno gioca in anticipo o in posticipo è molto semplice incontrare Edo. Curva Ovest. Appuntamento fisso. Luogo fisso. Amici fissi. Quelli dell’infanzia, poi quelli che erano i Boys ma anche i ragazzi della Vecchia Guardia o dell’Astra che Braiati lo conoscono da quando era piccolo così e una squadra non qualsiasi lo strappò ai biancazzurri vedendo in questo centrocampista dal baricentro basso, dai piedi buoni e dalla grinta mica da ridere, un potenziale campione. Pronti, partenza, via, allora, ed ecco il Nostro con la maglia della Juventus (nella foto sotto a destra).
Una stagione nel settore giovanile, poi un anno di ritorno a Ferrara con tre presenze in C1 e poi comincia il Braiati con la valigia. Saronno (grande stagione da titolare, sempre in C1, condita da due reti), Atletico Catania e la definitiva esplosione a Novara dove il ragazzo mette insieme sei campionati alla grande, gioca sempre e i suoi golletti li realizza pure. Sono anni di C2 e C1 per i piemontesi e sono gli anni della bandiera Braiati, perno non soltanto in campo della formazione che ora milita in serie A. Ma l’Edo-tour non finisce qui. Ogni estate la speranza è sempre quella di ricevere una telefonata da Ferrara per indossare la maglia del cuore e tornare nella propria città ma le offerte non mancano a parte una. Quella voluta. Così il centrocampista approda a Pisa e porta i toscani in serie B dopo un campionato incredibile in C2. Due stagioni nella serie cadetta, posto in squadra assicurato, gol pure e la faccia schietta, sorridente, sincera di Edo finisce stampata nel cuore (ancora oggi) della tifoseria nerazzurra. Altro giro, altra corsa, però: stavolta è il turno del Vicenza, sempre serie B. Una bella stagione poi la scorsa, complicata da un infortunio, e il resto è storia recente. C’è stato un momento, quest’estate, da rubricare alla voce retroscena di mercato, in cui Braiati era vicino al tanto atteso ritorno a casa. Il Direttore Generale spallino Pozzi non lo ammetterà mai ma con il Vicenza aveva parlato eccome della possibilità di uno scambio con all’interno l’Archimede della mezzeria biancorossa. Ma niente da fare. Peccato. soprattutto perché tra Braiati e il Vicenza i rapporti non erano strepitosi (eufemismo) e le scelte di mercato del club veneto percorrevano la strada spallina, quella dei giovani cioè. Ma Braiati è Braiati. E alla fine, come all’inizio, se sei forte giochi sempre. Comunque. Ovunque. Così mister Baldini, carattere particolare ma pregiudizi zero, in un’amichevole dopo l’altra schierava sempre il centrocampista made in Spal. E sempre così è successo anche all’inizio del campionato. Poi, però, qualcosa si è rotto e, notizia super recente, Braiati ha rescisso il contratto con l’ex Lanerossi.

Partiamo proprio da qui, e naturalmente arriviamo fino alla Spal, questa nostra intervista con Edo Braiati.

Allora. Spiega cosa è successo…
“Sinceramente è stata una storia partita male, non mi sono mai ambientato davvero cosa che, invece, mi è successa dappertutto. L’anno scorso è andata così così, ho avuto problemi con allenatore. Ora mi trovavo bene con Baldini, fisicamente ero e sono a posto, forse ho sbagliato anch’io con qualche discussione ma non mi andava di fare un part time e allora ho risolto e sono tornato a casa. Mi godo Ferrara, la mia Ferrara, dove sto preparando il dopo calciatore: aprirò un bed and breakfast a Monestirolo”.

Sei partito da Ferrara che eri un bambino. La Juventus, tanto per cominciare, e poi una marea di squadre sempre con ottimi risultati e sempre per più di una stagione. Segnali quasi atipici nel cosiddetto (e orribile) calcio moderno…
“Eh eh, si spiega che il calciatore cambia posto, società, luogo spesso in cerca di nuovi stimoli. Io, invece, quando mi lego a tutta una serie di situazioni e di persone, come a Novara dove ho tuttora amicizie, non voglio mai andare via. A Novara, il Direttore Borgo al quale sono legatissimo mi disse che c’erano pochi soldi e mi spronò a fare il calciatore vero altrove perché me lo meritavo, aggiunse. Sono arrivato troppo presto in Piemonte visto come è andata poi al Novara! A Pisa sono rimasto altri tre anni, e anche lì è stato un periodo splendido. Mi piaceva il modo di pensare dei pisani, la città, le persone. Portavo il cane all’allenamento e lo trattavano da dio. Poi firmai per altri tre anni, ero il capitano, l’Arena Garibaldi era quasi come il Paolo Mazza, cose per me importanti, e avevo rinunciato a diversi soldi della Triestina… ma la società fallì. Ho pianto per una settimana quando sono partito. A Vicenza, è giusto ammetterlo, mi sono fatto tentare anche dai soldi, non ho seguito la passione, l’istinto. E infatti l’ho preso in quel posto!”.

Hai la fama di aver un bel caratterino. Io che ti conosco dico, invece, che sei semplicemente un ragazzo di personalità, uno sincero. Tu che cosa dici?
“Guarda, tranne a Vicenza ho legato tantissimo con tutti e ovunque. E pure a Vicenza con lo staff medico, i magazzinieri, i giocatori non ho mai avuto problemi, anzi. Sono semplicemente uno che dice quello che pensa ma con rispetto ed educazione. In campo sono focoso, mi faccio valere ma fuori il mio motto è: pace e libertà. Mai avuto problemi veri con allenatori e direttori sportivi”.

Tutti i tifosi della Spal ti conoscono e quando vieni a Ferrara ti vedono al Mazza. Sei rimasto così spallino dentro e hai ancora molti amici qui?
“Ho ancora gli amici che avevo da ragazzino a Ferrara. Gli stessi. Dalla Spal mi mandarono via, non credevano fossi adatto alla C1. Ci rimasi male per un po’ ma passò tutto tanto che subito dopo, o quasi, andai con i ragazzi della curva con un treno speciale per vedere la Spal a Rovigo. C’erano i boys, allora. Li conosco tutti. La Spal è la Spal. Chiedi ad Arma quanto sono spallino…”.

Raccontaci quante volte sei stato vicino a un ritorno a casa e perché non se n’è fatto più niente.
“Guarda, onestamente ci sono state tante voci, in questi anni, ma mai niente di concreto. E ricordati che noi calciatori siamo sempre gli ultimi a sapere di queste cose. Tornare a indossare la “mia” maglietta, per me sarebbe il coronamento di una carriera. Da piccolo vedevo Mezzini, Zamuner, Labardi dal vivo allenarsi al Centro… Per me la Spal è come la Juve”.

A me risulta che anche un paio di mesi si parlò di un tuo possibile ritorno alla Spal… Confermi?
“Eeeeh (lunga pausa), posso dire che so che il Direttore Pozzi aveva chiesto informazioni al Vicenza ma poi Baldini mi tolse dal mercato…”.

Hai ancora voglia di giocare?
“Sì. A dire il vero mi era quasi passata e invece mi è tornata subito e sinceramente sto anche bene. Forse non ho tutto sto talento ma in quanto a corsa, voglia, cattiveria, esperienza lasciami stare. Sto benissimo, non ho mai avuto infortuni seri tranne che da ragazzino, e non faccio problemi di categoria. Voglio solo giocare e stare bene, anche dal punto di vista umano”.

Con gli anni le tue caratteristiche sono leggermente cambiate. Ora Braiati che tipo di  giocatore è?
“Ho cominciato come mezzapunta e così è stato fino a Pisa. Poi sono diventato un incursore, non un regista. Con Ventura giocavamo praticamente con quattro attaccanti, bisognava difendere e facevo il mediano ma incursore perché mi piace salire. Comunque faccio quello che serve alla squadra, ho giocato anche davanti alla difesa”.

Adesso che cosa farai visto che, dal punto di vista contrattuale, o scendi in D o aspetti gennaio…
“Adesso vedo, resto a Ferrara e aspetto un attimo. Mi andrebbero bene anche i dilettanti fino a gennaio. Mi manca già il pallone e lo stare insieme con un gruppo di ragazzi”.

E’ vero che hai parlato con il Direttore Pozzi appena rescisso il contratto con il Vicenza per chiedere ospitalità alla Spal in attesa di trovare una sistemazione?
“Sì, il Direttore è stato molto cortese e mi ha proposto di allenarmi con la Berretti. Voglio ringraziarlo davvero. Mi ha fatto veramente piacere. Ci sentiremo presto e decideremo insieme”.

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