MARCHINI LAVORA AL RITORNO IN CAMPO NEL 2013 E SPRONA I COMPAGNI: NON SIAMO INFERIORI A NESSUNO

Per Davide Marchini, capitano della Spal, è stato un girone d’andata in chiaroscuro. Per il “Vecio” (cosi Davide ama essere chiamato da amici e compagni), dopo un avvio da vero trascinatore sono sorti alcuni acciacchi fisici, non gravi ma fastidiosi, che hanno deteriorato la sua condizione fisica, comportando diverse sue esclusioni dagli undici titolari scelti ogni domenica da mister Sassarini. Lo abbiamo sentito per discutere della situazione dei biancazzurri e analizzare le prospettive per il 2013, sue e della squadra.

Davide, siamo al giro di boa del campionato. Come giudichi questo girone d’andata?
“Guardando la classifica a oggi c’è poco da stare allegri, sicuramente meritavamo qualcosa di più di questi sette punti di distanza dalla capolista Pro Piacenza. Ciò che mi fa pensare comunque in positivo è che a livello di gioco nessuna squadra ci ha messi clamorosamente sotto, anche se ciò non toglie che alcune partite da vincere non le abbiamo vinte e ora sono quelle a far la differenza”.

La distanza dal primo posto è tanta, hai una ricetta per la rimonta?
“Ah, dobbiamo vincerle tutte (ride)! Sarà importante rimanere concentrati, aver fame di vittorie domenica dopo domenica e migliorare durante la settimana negli allenamenti alcuni punti di vista come squadra. Stare dietro a tutte queste squadre in classifica è sempre frustrante, ma se azzeccassimo un bel filotto l’energia mentale verrebbe dalla nostra parte”.

Tu come stai fisicamente?
“Al momento ho sempre il solito problemino che mi porto dietro da anni ormai, ma con il Mezzolara sarò sicuramente disponibile. La cosa che mi sta più a cuore è quella di potermi allenare serenamente perché i guai fisici mi hanno condizionato parecchio in questo girone d’andata e ad inizio stagione mi rendo conto anche io che davo veramente di più in campo”.

Sassarini qualche settimana fa ha voluto prendersi tutte le responsabilità della tua “crisi” ammettendo suoi errori nella gestione tattica dei ruoli in campo facendotene cambiare troppi…
“Io sono sempre a sua disposizione, ho cambiato diversi ruoli per il bene della squadra e perché c’era la necessità. Ovvio e logico però che è difficile allenarsi in certi ruoli e poi giocare in altri, in particolare per la sintonia da ricercare con i compagni di ogni specifico reparto. Io e il mister ne abbiamo parlato molto tranquillamente e ripeto, sono sempre a sua disposizione”.

Da capitano qual è la tua opinione sul fronte mercato?
“Innanzitutto posso dire complimenti alla società e al mister per aver portato nel nostro gruppo Cubillos. Oltre a essere un bravo ragazzo è anche un grandissimo giocatore, ricco di potenzialità tecniche e con un cambio di passo invidiabile. Credo poi che la società sia già attiva per cercare qualche giovane terzino che farebbe al caso nostro”.

Guardando indietro, ormai è un anno che sei alla Spal e nel frattempo ne sono successe un po’ di tutti i colori: l’espulsione all’esordio, i mancati pagamenti, la retrocessione, la non iscrizione… come si superano questi momenti difficili?
“Con l’amore per la propria città prima di tutto. L’anno scorso la cosa che mi ha dato più fastidio è stato il clima di falsità che c’era nell’aria. Promesse mai mantenute, poca chiarezza: cosi si lavora davvero male e i risultati si sono visti. L’ambiente va sempre tutelato con la sincerità e quest’anno le cose vanno decisamente meglio”.

Che parole ha dovuto usare il presidente Ranzani per farti aderire al progetto Spal messo insieme quest’estate?
“Mi ha semplicemente detto ‘Punto su di te’. Se sono ancora alla Spal è grazie a lui: Ranzani è un grande punto di riferimento per me, una persona speciale che conosce il calcio a trecentosessanta gradi”.

Uno sguardo al futuro: la prossima stagione sarai ancora un giocatore della Spal?
“Io qui sto benissimo. Sono scelte che poi faremo al termine della stagione con la società, ora rimaniamo tutti concentrati sull’obiettivo finale. Il mio è quello di contribuire ad aiutare la città a ritornare in categorie che più la competono. Nel mio futuro comunque sogno di fare l’allenatore”.

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