GIACOMO LAURINO: IN QUATTRO MESI POSTE LE BASI PER ESSERE IL VIVAIO DI RIFERIMENTO SUL TERRITORIO

All’interno dei locali del Centro di via Copparo prima del rompete le righe per le festività di fine anno abbiamo fatto il punto con il responsabile del Settore Giovanile della Spal Giacomo Laurino sul lavoro svolto fin qui. Risultati sul campo oltre le aspettative, iniziative per promuovere il settore giovanile sul territorio e difficoltà alle quali si cerca di sopperire.

Giacomo, dopo quattro mesi di lavoro sul Settore Giovanile è il momento di fare il punto della situazione.
“Il lavoro svolto finora è una buona base di partenza. Siamo ancora nella fase lavori in corso. Abbiamo superato quella di ‘cantiere aperto’. Ci sono le fondamenta, i pilastri da seguire. Quello che stiamo vivendo è un anno zero’. E’ stato posto un punto di partenza per quel che riguarda lo staff tecnico, il livello delle squadre, il rapporto con il territorio, i contatti con le società dilettantistiche da affiliare e con le quali fare progetti comuni dai campi estivi alle scuole calcio. Senza dimenticare l’idea di proporre un percorso di formazione interna per i nostri allenatori da condividere anche con le società che collaboreranno con la Spal”.

Traduciamo in cifre quanto fatto nei primi mesi.
“Il settore giovanile della Spal ha formazioni in sei categorie (Juniores Nazionali, Allievi Provinciali, Giovanissimi Provinciali, Esordienti, Pulcini), con quasi cento atleti, anche se in questo periodo ne stiamo tesserando altri. Ad esempio l’ultimo arrivato è un ’96, Grenzi, difensore centrale dal Calcio Ferrara, che andrà a rinforzare la Juniores di Albiero”.

La società nelle persone di Ranzani e Benasciutti segue il settore giovanile. Capita di vederli osservare gli allenamenti al Centro e le partite sul campo di via Veneziani.
“C’è un’idea comune fra il sottoscritto, Ranzani e Benasciutti. La base della nuova Spal è il settore giovanile. La Spal dei ferraresi è un pallino di Benasciutti. Quindi l’idea sarebbe quella di un settore di bambini ferraresi e provincia, senza precludere l’arrivo di altri ragazzi promettenti provenienti da altre zone. Stiamo provando a mettere insieme un progetto tecnico comune con Sassarini. Pur sapendo che gli allenatori, soprattutto quelli della prima squadra, sono sempre soggetti ai risultati. L’idea è quella di creare una maggiore collaborazione con lui attraverso un aumento della comunicazione interna con Albiero e Del Mastio e scambio di idee e informazioni tecnico-tattiche”.

Qual è il punto di forza della Spal dei giovani?
“L’entusiasmo dei nuovi arrivati. Sia dei bambini sia degli allenatori dello staff tecnico che per la prima volta hanno vestito la maglia della Spal”.

Dove si può e si deve migliorare?
“Da migliorare c’è sicuramente il livello tecnico delle squadre. Perché se le cose dovessero andar bene il prossimo anno ci troveremo ad affrontare settori giovanili di squadre professionistiche. Quindi occorrerà alzare l’asticella dalla Juniores ai Pulcini. Un gruppo di sette-otto osservatori monitora le squadre dilettantistiche della zona di Ferrara, Rovigo. In base ai contatti a disposizione può darsi che a gennaio arrivi qualche prestito da squadre professionistiche venete o emiliano-romagnole. Non solo osserviamo ragazzi per juniores e allievi, ma soprattutto bambini per i pulcini, per porre le basi per il futuro”.

Come sono i rapporti con gli allenatori delle giovanili?
“Ottimi. Ho avuto due riunioni tecniche con tutti gli allenatori. Seguo più da vicino i ragazzi più giovani che allenano i pulcini. Mentre con Albiero, Del Mastio, Fabbri facciamo il punto settimanalmente. Spesso però seguo gli allenamenti al Centro e ci scambiamo pareri”.

Quali sono i valori che la Spal vuole trasmettere ai giovani?
“Prima di tutto formare degli uomini. Dei cento tesserati forse due o tre faranno i calciatori di professione. Personalmente ci tengo tantissimo a trasmettere prima dei valori che insegnamenti tecnici. Farli crescere, dar loro valori umani come l’importanza del sacrificio, l’allenamento, il rispetto dei compagni e degli avversari”

Come sono i rapporti con i genitori dei ragazzi?
“Di collaborazione. Non di confidenza né di amicizia. Reciproca collaborazione. Dobbiamo essere uniti nel comune obiettivo di far crescere i ragazzi. Non è solo importante insegnare una diagonale ma dei valori. Soprattutto per le fasce di ragazzini più piccoli”. 

Facciamo il punto sulle squadre giovanili. La Juniores di Albiero è tra le prime posizioni del girone pur cedendo due anni di media alle compagini avversarie.
“La Juniores ha fatto un ottimo girone d’andata. Ha giocato sistematicamente con due anni in meno rispetto agli avversari. Una formazione composta per la maggior parte dai classe 1996 se si escludono il portiere o Zanellato e Orlando entrambi del 1994. Stagione positiva disputata costantemente al vertice e con gli esordi in prima squadra di Nako, Orlando, Zanellato e con Battiloro già convocato. Oltre ai già citati anche Zitelli, Barone e Sorrentino, un classe 1997, si allenano a volte con i ragazzi di Sassarini”.

Dunque i tanto richiesti 1994 per la prima squadra sono da trovare già in casa?
“Sì. Zanellato, Orlando, Nako sono buoni elementi, il problema è che son pochi. Da sotto abbiamo prevalentemente 1996. Per motivi diversi non hanno avuto spazio, ma Orlando e Zanellato sono aggregati alla prima squadra e sono presi in considerazione da Sassarini. Zanellato ha avuto anche richieste da formazioni di Eccellenza. Per la Juniores è un giocatore che fa la differenza. Per la squadra di Albiero è fondamentale. Credo che riuscirà a ritagliarsi altri minuti in campionato con Sassarini”.

Essere aggregati alla prima squadra e poi il fine settimana essere rispediti alla juniores può limitare la crescita e il morale dei ragazzi?
“Il fatto di potersi allenare con i giocatori della prima squadra è un premio e uno stimolo. Allenarsi con gli adulti è solo un motivo di crescita. Perché hanno ritmi diversi e possono confrontarsi con gente esperta”.

Marchini, Sartori, quando hanno avuto modo di essere impiegati con la Juniores hanno avuto solo commenti positivi per i ragazzi di Albiero.
“E’ veramente un buon gruppo”.

Forse numericamente e in alcuni ruoli la Juniores ha bisogno di qualcosa?
“Abbiamo preso un difensore centrale 1996 Grenzi dal Calcio Ferrara. Proveremo a tesserare qualcun altro. Anche perché molti di loro sono giocatori offensivi adattati in altre zone del campo. Stiamo cercando di rimpolpare l’organico. Due o tre rinforzi arriveranno”.

Dopo la Juniores, ci sono due squadre da vertice nelle rispettive categorie. Gli Allievi di Del Mastio e i Giovanissimi di Cancellato.
Sia gli allievi sia i giovanissimi hanno disputato un girone d’andata positivo. Anche gli allievi erano un anno sotto la media con due ragazzi classe 1998.  Ho voluto stimolare i 1998 che per caratteristiche diverse, possono essere considerati elementi interessanti. I Giovanissimi di Cancellato hanno fatto un buon girone d’andata con ragazzi del 1999 chiudendo al secondo posto”.

Chiudiamo la carrellata con i ragazzi degli Esordienti e dei Pulcini.
“Il lavoro svolto in queste categorie è una semina ed è importante. Ho lavorato prevalentemente con l’attività di base con Cesena e Milan e ho a cuore il lavoro in questa fascia di età. Se selezioni e lavori bene con pulcini e esordienti, un domani non devi andare a ribaltare le squadre. Sono una risorsa importante per il futuro”.

Iniziative del settore giovanile Spal. Cos’è il “Gioca al Paolo Mazza”?
“E’ un progetto di coinvolgimento delle società presenti sul territorio. Portare centocinquanta bambini a calcare il terreno del Paolo Mazza significa dare un segnale. Serve a riavvicinarci e a riavvicinare i bambini di Ferrara e del territorio e le società dilettantistiche alla Spal, fidelizzare e avvicinare le società del territorio e, non lo nascondiamo, per osservare bambini interessanti in prospettiva. Da marzo ci saranno nuovi appuntamenti per i 2002 e 2005. Poi proveremo ad organizzare un torneo in palestra al Kleb, l’ultimo consorziato, per i più piccoli. Poi riproporremo a maggio e giugno il “Gioca al Paolo Mazza”. Speriamo di coinvolgere altre società. La filosofia è quella, dalla prima squadra ai pulcini, di una squadra quanto più legata al territorio”.

Qual è la missione di Giacomo Laurino?
“Una Spal di bambini ferraresi che giochino per la Spal e non per il Bologna, Padova, Cesena. È questo il nostro desiderio”.

Curiosità a margine. Perché la Juniores non gioca più al Centro, ma in via Veneziani?
“Per dare un campo migliore alla squadra e anche iniziare una collaborazione con le società dilettantistiche ferraresi. Finora ci sono collaborazioni non scritte, ma basate sulle conoscenze. Si spera in futuro soprattutto con il ritorno nel professionismo di essere maggiormente appetibili anche per coinvolgere maggiori società in attività di partnership, per diventare il settore giovanile punto di riferimento”.

Dopo aver registrato l’intervista è giunta la notizia (già approfondita dalla nostra testata online: http://lospallino.com/settore-giovanile/item/3740-negata-la-deroga-per-il-campionato-regionale-ad-allievi-e-giovanissimi-laurino-questo-vanifica-mesi-di-lavoro) del rifiuto della deroga da parte del Settore Giovanile e Scolastico della Figc alla richiesta della Spal di far partecipare le formazioni Allievi e Giovanissimi alla fase primaverile regionale dei rispettivi campionati. Decisione legata ad una norma federale che impedisce alle società affiliate da meno di due anni di partecipare a campionati di ordine regionale a livello giovanile.

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