BENTORNATI TRE PUNTI: LA SPAL E UN PERCORSO A OSTACOLI DI UN CAMPIONATO RIAPERTO DOMENICA

La caduta in serie D ha fatto storcere il naso a molti. Campi e stadi di basso livello, titoli e nomi meno altisonanti, una minore qualità del gioco e dello spettacolo; in una parola dilettantismo. Tutto vero. Ma chi in questo nuovo mondo aveva paura di annoiarsi è stato sicuramente smentito, almeno in queste ultime partite. La Spal infatti alla ventiseiesima giornata si trova ancora a combattere per il primato, a dispetto della partenza travagliata, dei problemi societari e di sceicchi o magnati russi che ancora tardano a bussare alla porta di via Copparo. In tutto questo la Spal resta in sella, in una gara che si chiude e si riapre domenica dopo domenica, e che ogni volta in cui sembra finita invece riparte, con buona pace delle coronarie di chi la sta seguendo con passione. Chi infatti è saltato sulla sedia a Borgo San Lorenzo dopo quella straordinaria vittoria in rimonta e si è poi trovato a gettare le proprie speranze nel cestino dopo il pareggio e la sconfitta delle ultime due giornate, ha dovuto fare nuovamente marcia indietro davanti allo scenario completamente riaperto dalla vittoria a Bagnolo in Piano, combinata con i contemporanei passi falsi delle prime della classe, Atletico Pro Piacenza (che pareggia) e Tuttocuoio (che perde).

Una lotta nel fango più che una partita quella di ieri, che ha restituito finalmente un risultato netto e pesante (per gli altri) e la conferma di individualità importanti che in certi momenti, quelli difficili, sanno fare la differenza. Senatori come Braiati, che ieri ha montato la solita diga a centrocampo costruita a mattoni e orgoglio, e si è pure tolto la soddisfazione di un gol; il primo di questa stagione, il primo da quando indossa una maglia biancoazzurra, il primo da circa due anni a questa parte, scacciando tanti fantasmi legati al suo infortunio. O Marchini, il “Vecio” che ieri si è fatto il classico mazzo all’ottanta per cento a favore dei compagni. E poi c’è lui, Gianluca Laurenti. Qualche parente argentino deve averlo per forza il gioiellino di Copparo, per sfoggiare tanta classe quando serve. Non era certo tra i favoriti per la palma di migliore in campo, visto il campo melmoso e i fastidiosi problemi intestinali che lo hanno rallentato nei giorni precedenti, ma ieri con la sua prestazione ha regalato una bella vittoria e ha giustificato a tutti i ferraresi presenti il costo della trasferta e del biglietto, lasciando con due gol e un assist la sua firma sul tabellino, e con i suoi dribbling una ferita profonda nell’autostima di metà della difesa bagnolese. Soprattutto in occasione della seconda rete, quando tratta gli avversari come birilli e sfonda la porta di Bagnacani senza fare troppi complimenti.

Chi purtroppo ieri non è riuscito a brillare di luce propria è stato invece Alessandro Marongiu: dopo settimane ha ritrovato una maglia da titolare, ma si è perso nel fango reggiano mangiandosi gol indicibili e contribuendo alla vittoria molto meno di quanto ci si aspettava da tutta la sua voglia di tornare in campo. E’ finita quindi come doveva finire, Sassarini non aveva molte opzioni. O tre punti o tre punti poteva essere il motto di ieri, e in generale di questo momento del campionato in cui la vittoria serve sì per andare avanti in classifica, ma sembra anche essere una sorta di collante e di benzina che ancora tiene insieme e fa camminare tanti diversi aspetti dell’organismo Spal che altrimenti a fatica resterebbero insieme. La sfortuna si è accanita e non poco sul tecnico spezzino, che per quanto riguarda la fase difensiva ha dovuto inventare un reparto praticamente nuovo di zecca a causa dei numerosi infortuni delle ultime settimane, e per quanto riguarda il lato offensivo ha dovuto giocarsi le due ultime partite su campi al limite della praticabilità che di certo non hanno esaltato al massimo le buonissime doti tecniche di alcuni dei giocatori più decisivi dalla metà campo in su. Ma ancora una volta una soluzione è stata trovata, reinventando con buoni risultati giocatori in ruoli di cui prima avevano solo sentito parlare, e tirando fuori l’ennesimo bel coniglio bianco (e azzurro) dal proverbiale cilindro. Certo, va anche detto cha a calcio si gioca con degli avversari, e il livello di quello incontrato ieri non era esattamente eccelso, anzi. A Bagnolo un giornalista locale prima della partita, mentre tutti prendevano posto in tribuna stampa e cercavano una sistemazione alle prese con le scarse suppellettili disponibili, ironicamente commentava: “Qui al “Campari” mancano un paio di sgabelli e una trentina di punti in classifica”.

Sarcasmo per descrivere il campionato molto deludente di una squadra che ieri ha mostrato tutte le sue grandi lacune, sia in attacco sia in difesa, seppur con l’attenuante delle diverse assenze. Della Bagnolese infatti si ha traccia fino al diciottesimo del primo tempo, quando Braiati infligge il primo schiaffo. Fino ad allora la squadra di Olorunleke stava conducendo una partita abbastanza equilibrata, con una difesa attenta e precisa basata sul tentativo di contenere nel modo migliore gli esterni, come dimostrano le occasioni di Marongiu e il gol di Braiati tutte da posizioni centrali, con un occhio speciale per Marchini. Ma dal primo vantaggio in poi però è stato un declino continuo per la squadra di casa, fino ad arrivare al punto in cui i maggiori problemi alla Spal erano procurati da rimbalzi fasulli e difficoltà di gioco su un campo ormai completamente devastato, più che dai non irresistibili arrembaggi avversari. Ma come si è detto, l’importante era portare a casa il risultato, bello o brutto che fosse. Bisognava vincere, e si è vinto. Gli altri dovevano perdere, e hanno perso.

Ora i giochi sono riaperti, e iniziano adesso le vere sfide. Già domenica prossima la Spal aspetta al “Mazza” la Massese terza a pari merito, fresca del successo sul Camaiore, per il primo di una serie di scontri diretti contro le altre pretendenti al primo posto. Un sadico gioco ad eliminazione che dura fino all’ultima giornata del campionato. Il percorso di preparazione al match sarà tutto da vedere, soprattutto per capire se qualcuno dei numerosi infortunati tornerà finalmente disponibile. Quello che è sicuro è che si dovrà fare a meno di capitan Marchini, sulla cui testa pendeva una diffida che il giallo rimediato ieri ha trasformato in squalifica. Un’assenza pesante in una partita del genere, visto che la Spal ha mostrato di poter fare veramente paura quando sulle fasce schiera entrambe i suoi cavalli di razza. Insomma, proprio come canta un noto cantante, guarda caso reggiano, “il meglio deve ancora venire” in questo finale di campionato tanto riaperto quanto difficile.

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