MATTINATA DI LAVORO DEI BIANCAZZURRI: PROTAGONISTI I PORTIERI DE MARCO E COLETTA

Clima ideale per allenarsi dopo il fortunale che, nella giornata di ieri, ha interessato il ritiro di Sant’Agata Feltria. Sulla perfetta pelouse del campo di allenamento gli unici assenti sono Falcier, alle prese con noie muscolari e Leonardo Mercurio. Il portiere proveniente dalla Spes Montesacro non ha convinto lo staff tecnico ed ha lasciato il ritiro biancazzurro. Leonardo Rossi assiste alla seduta mattutina dal cerchio di centrocampo e in seguito si consulta con il preparatore atletico Damiano Duina. A condurre i lavori è l’allenatore in seconda Stefano Baldoni. Sotto esame: i meccanismi difensivi comprensivi di distanze e movimenti. Un occhio però alla fase di costruzione di gioco. In cabina di regia si alternano Braiati, Banzato e Capellupo. Restano in panchina Rosseti e Lazzari a scopo precauzionale. In mezzo alla difesa è Silvestri a dettare i tempi. Cozzolino cerca l’intesa con i compagni che si alternano sulle corsie esterne. Dopo poco più di un’ora all’esterno del terreno di gioco i giocatori di movimento si esercitano in qualche scatto, mentre sul campo restano ad allenarsi i portieri De Marco e Coletta con mister Scalabrelli. Scalabrelli impegna i due da diverse posizioni e spiega come ‘leggere’ le varie situazioni.
In precedenza, Cristiano Scalabrelli ha assistito all’allenamento dall’esterno.
Questa è stata l’occasione per una conversazione a 360° con il mister che da due anni lavora con Leonardo Rossi. Fino al 2009 ha giocato tra Eccellenza e Promozione con qualche puntatina nel campionato sammarinese al Murata con “Condor” Agostini e “Pluto” Aldair e la Nazionale di Beach Soccer, dopo una carriera spesa tra Torino, Fiorentina, Giarre, Cosenza, Lucchese, Napoli, Cesena,Ternana, Forlì.
Così sul ruolo del portiere :”E’ un ruolo particolare. Difficile da giudicare le prestazioni dei portieri. Riesce a valutare solo chi ha giocato in quel ruolo”. Meglio un portiere giovane o un esperto? “A 25-26 anni un portiere inizia a maturare, prima devi fare tanta gavetta. Se prendi uno già pronto sei un bel pezzo avanti, ma non è detto che non commetta errori. E’ un ruolo dove il giocatore è in costante evoluzione. Formare un giovane portiere da tante soddisfazioni”. Per un portiere che ha giocato poco la stagione precedente occorre un lavoro atletico differente? “No, il lavoro è più che altro a livello mentale. E’ il campo a formarti, ma c’è da lavorare sull’aspetto psicologico”. Il ruolo del preparatore dei portieri? “Nella mia carriera ne ho avuto pochi di significativi. Più che altro perché addirittura in B, al Cosenza, per esempio, lavoravo da solo. Le società non investivano in quel settore. Anche a Torino, un ottimo settore giovanile, non c’era un preparatore specifico. Pellizzaro, Costa e Grigioni quelli che hanno lasciato un segno nella mia carriera. Spesso nelle società si tende a risparmiare e quindi la qualità del lavoro ne risente. A livello tecnico sono i tecnici del settore giovanile a fare i danni peggiori. Soprattutto quando colpevolizzano i ragazzi ai primi errori”.

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