La fede incrollabile della Curva Ovest, arma in più per la S.P.A.L. in vista del campionato

uno scorcio della curva ovest
“Spal, la tua forza è la nostra fede”. Diceva proprio così, lo storico striscione che appariva spesso nella parte bassa della Curva Ovest, a partire dai primi anni ’80. C’è una foto dove lo si vede bene sotto una Curva stracolma e festante nonostante la sconfitta di misura: il campionato era quello di B e l’avversario era il Milan, che proprio quell’anno, il 1981, tornò subito nella massima serie.
Categoria e avversario di oggi sono ben altri. E la Curva è lontana parente di quella che fu. Eppure, in queste prime gare ufficiali, non ancora di campionato, si legge nei volti e nelle parole dei tifosi uno spirito nuovo rispetto alle disastrose annate che hanno seguito il miracolo incompiuto di Donigaglia. C’è entusiasmo e speranza, c’è voglia di esserci, di far parte di questo viaggio. C’è desiderio di tornare grandi, anche in Curva.  Ci si tiene a freno, sembra tutto troppo bello per essere vero e allora ci si impone di restare coi piedi per terra, di essere cauti nei giudizi, per non rimanere delusi, come è stato con le fallimentari gestioni precedenti. Perché nulla è ancora stato fatto, nessun risultato raggiunto.
La Ovest lo sa, ma con il Porto Tolle non rinuncia a dare un altro assaggio di quel che sarà: il dodicesimo uomo in campo, la carta in più che la S.P.A.L. potrà giocarsi in campionato, se saprà lasciarsi trascinare dal canto instancabile dei suoi ultrà. Nel Delta Porto Tolle, che ambisce ad un campionato di vertice, ci sono due ferraresi, due ex spallini, Pippo Fiorini e Gianluca Laurenti. La Curva nutre per loro affetto e stima e lo dimostra da subito, quando i loro nomi vengono annunciati tra i titolari. Quando Laure uscirà, la Ovest gli tributerà un lungo applauso ed un coro, come se ad uscire fosse un giocatore della S.P.A.L., e forse Laurenti lo sarà per sempre, indipendentemente dalla maglia che indossa.  Gli ultras osservano per dieci minuti, aspettano gli ultimi tifosi bloccati dalle code ai botteghini. Poi si parte: “Forza S.P.A.L. alè / la Curva Ovest tifa con amore / e insieme a te / ogni partita lotta con ardore / grida insieme a noi / la nostra fede è grande come il sole / magica S.P.A.L vinci per noi /noi non ti lasceremo mai”. C’è curiosità di vedere all’opera Manuel Personé, attaccante a lungo inseguito e ora finalmente in campo. L’ex Albinoleffe ci mette poco per farsi conoscere. Scambio in velocità con Banzato e palla dentro per Vita. Poi gran tiro di Personé ed è calcio d’angolo. L’attaccante è già ribattezzato Zlatan, per le movenze e la stazza, che ricordano il primo Ibrahimovic. Un boato segue la punizione di Silvestri, poco più tardi: botta del numero 2 e palla di un pelo sopra la traversa. La S.P.A.L. piace tantissimo. Ululati e cori di scherno per il portiere ospite, come si conviene. È un derby, dopotutto, e gli ospiti sono dei “vongolari”, c’è poco da fare. Delirio al gol di Diego Vita: Alè Alè la Spal alè / Oh Eh Oh / Alè alè la Spal Alè”. E ancora: “Canterò forza Ferrara / Canterò forza Ferrara / finché vivrò / finché vivrò”.

Per la prima volta in stagione si sentono anche i tifosi avversari. Gli ultras rispondono come sanno: “E dai Ferrara facci un gol / che poi la Curva esploderà /  in un boato che farà / tremar / la terra e il mar”. Jurgen Pandiani è già un idolo. Il ciuffo ribelle oggi è schierato attaccante. Solito dinamismo, Ju svaria su tutto il fronte, va al cross, prova il tiro appena vede un varco. Proprio quello che vuole la Ovest. E probabilmente anche Leo Rossi. Quando poi Jurgen segna il raddoppio spallino e viene a esultare sotto la Curva, aggrappandosi alle barriere, gli ultras scendono dai gradoni e lo abbracciano idealmente, in un nuovo delirio collettivo. Grandissimi applausi per Silvestri, quando lascia il campo per Cozzolino. C’è spazio anche per un coro anti Benasciutti, tanto per non scordarsi il pericolo scampato. “Siamo noi la S.P.A.L.”, si ribadisce. E di nuovo si sostengono i ragazzi: “Biancazzurro è il colore che amo / il mio amore è soltanto per te / alzo gli occhi e guardo il cielo / solo il cielo è più grande di te”. Nuovo boato quando Cozzolino sfiora il gol con un sinistro a giro che si stampa sulla traversa. E quando il bomber fa tre a zero non c’è altro da dire: “Tutti a casa alè / tutti a casa alè”. Domenica comincia un campionato cruciale per la storia biancazzurra, uno dei più difficili di sempre. Il messaggio della Curva è chiaro: S.P.A.L. la tua forza è la nostra fede. I ragazzi di Rossi devono sapere che non sono soli.

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