Scaccabarozzi, l’enfant prodige del Renate: Ci aspettano 34 spareggi, non possiamo sbagliare

Jacopo Scaccabarozzi è uno dei prospetti più interessanti del calcio nostrano. Classe 1994, diciannove anni ancora da compiere il prossimo 18 novembre, l’ex enfant prodige del settore giovanile dell’Inter sta facendo passi da gigante. Dopo aver iniziato tra i nerazzurri, a 13 anni torna a Olginate, dove vive attualmente con la sua famiglia e conclude il suo percorso di formazione fino alla prima squadra. A 17 viene premiato come miglior giocatore della Rappresentativa regionale di serie D, quest’estate, a Lido di Camaiore, vince anche l’Oscar di categoria in qualità di giovane più promettente del panorama nazionale. Convocato in Rappresentativa più volte, e con la Nazionale giovanile pronta a strizzargli l’occhiolino, vanta al suo attivo già due stagioni piene da titolare in D con la maglia dell’Olginatese, squadra con cui ha esordito ad appena 16 anni. Centrocampista eclettico, mezzala vecchio stile con il vizio del gol, – 9 in due stagioni in D in un girone a dir poco infernale come quello lombardo e 1 in Coppa Italia Lega Pro –  a luglio è passato all’ambizioso Renate, abile a strappare con le unghie e con i denti il cartellino di questo ragazzone nativo di Lecco. Davanti a lui, dicono gli addetti ai lavori, un futuro già scritto tra i ‘grandi’ del calcio. Anche se adesso c’è solo il Renate. E la S.P.A.L., che domenica terrà a battesimo il suo esordio ufficiale tra  i ‘prof’.

“Quando mi hanno detto che avevo vinto l’Oscar della D, in estate, devo ammettere di non essermene neanche reso conto – attacca il centrocampista nerazzurro – Sarà che sono ancora molto giovane e ci ho pensato solo dopo. E’ stato un riconoscimento importante, bellissimo, neanche me lo aspettavo se devo essere sincero, perché so che devo ancora lavorare e crescere tantissimo. Avevo fatto bene in stagione a Olginate, è vero, ma da qui a pensare al premio ce ne passa”. E’ innegabile, però, che tutto questo interesse faccia piacere: “Sicuramente, ma non ho ancora fatto nulla e il Renate è la mia grande occasione. Mi affaccio con grande umiltà a una realtà come quella dei professionisti che non conosco, però sento di essere capitato nell’ambiente giusto”. La vera forza del Renate, dicono, è il gruppo: “E’ proprio così. Qui sto bene, mi sono inserito subito con i compagni, ho la fiducia dell’allenatore, in più siamo una squadra molto giovane: tantissimi ’88 e’89, senza dimenticare un ’82 come Baldo da cui cerco di imparare e, perché no, anche di rubargli qualche trucco del mestiere visto che è un centrocampista come me”. A 8 anni ecco l’Inter che spalanca le porte di una grande carriera: “Ho cominciato piccolino. Da Olginate, ogni giorno, partivo per andare all’Inter e così ho fatto fino a 13 anni quando sono tornato a casa perché si era capito che lì c’erano ragazzi più interessanti di me. Ma non è stato un problema, ho ricominciato la trafila tra Giovanissimi e Allievi qui a Olginate e, quando a 16 anni mi hanno detto che sarei stato titolare in una squadra che puntava a fare il grande salto (l’Olginatese, ndr), è stata una gioia immensa”. Per due volte al terzo posto in campionato, Play-off e nove reti all’attivo in oltre settanta partite da titolare per questa mezzala instancabile: “Sì, è andata bene, mister Alessio Del Piano (ex Brescia, Alzano e bandiera del Monza degli anni Novanta, ndr) mi ha subito dato fiducia ed è stato tutto più semplice. Il mio ruolo? Non ho un ruolo ben preciso, ho iniziato centrale di centrocampo, poi ho iniziato a spostarmi sulla fascia. Diciamo che so adattarmi alle evenienze e quando posso tiro in porta”. Ed eccoci alla S.P.A.L., un battesimo mica da ridere: “La S.P.A.L. degli anni d’oro a me l’hanno solo raccontata, ovviamente, quest’anno mi dicono che avete una coppia di attaccanti che per la categoria è un lusso (Varricchio e Cozzolino, ndr) e questo fa capire che avete ambizioni importanti, anche per gli anni a venire. Dobbiamo stare attenti”. E Scaccabarozzi, invece, che ambizioni ha? “Di fare il meglio, per i miei compagni e per me stesso, per questa società che mi ha dato fiducia e mi dà l’opportunità di giocare tra i professionisti. A giugno tireremo le somme, adesso bisogna solo lavorare e lasciare che il campo dica se l’impegno che mettiamo ogni giorno negli allenamenti è quello giusto per restare nelle otto. Io sono pronto, ogni domenica sarà una battaglia, la riforma non ammette distrazioni, ci sono 34 spareggi. Ma sono convinto che faremo bene”.

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