La fatal Meda, l’amaro sfogo di Leo e una Ovest finalmente da riempire

MEDA, L’ICMESA E LA SPAL: MA CHE SQUADRA E’? – Meda, bassa Brianza. Si gioca qui, a quindici chilometri più a sud di Renate perché il Comune che ha dato i natali, tra gli altri, al cardinale e arcivescovo emerito di Milano Dionigi Tettamanzi non ha l’impianto omologato per la Lega Pro. Una struttura polifunzionale, quella di Meda, che sorge là dove periferia e centro si mescolano in tutt’uno e vanno a braccetto, lontani anni luce dai ritmi frenetici della pur vicinissima Milân. Via Icmesa – acronimo che sta per Industrie Chimiche Meda Società Azionaria – è l’indirizzo del campo di battaglia di quest’esordio di fine estate e la memoria non può non tornare al disastro ambientale di trentasette anni fa, quando un guasto a uno dei reattori dell’impianto della cittadina brianzola liberò nell’aria una nube tossica che conteneva la più pericolosa diossina a oggi conosciuta, la Diossina Seveso. Oggi l’ICMESA non c’è più, al suo posto, oltre allo stadio, un meraviglioso parco naturale, un’area che si estende per oltre 100 ettari. Da nube a nube, però, il passo è breve.  Assolutamente innocuo per la salute dell’uomo – eccezion fatta per quella del ‘Pres’ e dei tifosi spallini – ma non per questo meno ‘incazzoso’, ecco il cumulonembo disgraziato carico di sfiga che ieri, al minuto 13, guarda caso, e con la Spal avanti 3 a 1, si è addensato compatto sulle teste dei biancazzurri. Di fantozziana memoria ha stretto nella morsa il polpaccio dell’incerto Oliveri e ha mandato tutti a casa tra le grida di disappunto dei tifosi ferraresi al seguito. Torneremo a Meda. Ci tocca. Anche solo per raccontare fino in fondo che squadra è la Spal: “La Spal? Ma che squadra è? – Si chiedevano ieri alcuni ingenui ragazzini medesi, mentre  ‘sbiciclettavano’ nei dintorni dell’impianto brianzolo – Che nome è Spal? “. Avranno avuto dodici anni o giù di lì: è l’età giusta per vedere Silvestri, Di Quinzio e Cozzolino e non scordarseli più. Torneremo. E’ un fatto di educazione: una lezione – anche se di calcio – non si lascia mai a metà.

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(foto De Simone per LoSpallino.com)

LEO ROSSI, TRA (QUALCHE) PAURA E (MOLTE) VERITA’ – A fine partita le dichiarazioni a caldo, soprattutto se fatte dopo un 3 a 1 strameritato e spazzato via da un polpaccio dolorante e una regola assurda, andrebbero sempre pesate e considerate per quello che sono sull’onda di un’emotività difficilmente controllabile: semplici sfoghi, né più, né meno. Ha ragione l’allenatore quando dice che certi meccanismi andrebbero cambiati, che nel 2013 i professionisti giocano con regole preistoriche e vetuste; non si può non essere d’accordo neppure quando dice che non è possibile dover tornare a Meda chissà quando (pare il 9 ottobre, ndr) e dover ricominciare la battaglia daccapo in chissà quali condizioni, fisiche e disciplinari. Ha ragione perché sa dell’importanza dei tre punti che, mai come quest’anno, valgono davvero il doppio. Conosce il calcio il mister, le bellezze quanto i tranelli. Ma parlare di squadra ‘distrutta’ e da ricomporre mentalmente,  azzardare addirittura che tra un mese l’allenatore potrebbe essere in bilico perché nel calcio, come nella vita, non si sa mai cosa può succedere, è un voler mettere le mani avanti a ogni costo che non rende il giusto merito alla splendida prova che ieri hanno offerto i suoi ragazzi. Dopo i primi dieci minuti di panico e in cui il Renate poteva tranquillamente essere avanti 2 a 0, i biancazzurri hanno letteralmente travolto i brianzoli, lasciando loro le briciole, schiacciati nella loro metà campo, perlopiù. Una reazione veemente, di forza e coraggio che non può e non deve lasciar adito a dubbi: la Spal vista ieri, inevitabilmente non ancora al meglio della condizione, è forte e ha già i crismi della grande squadra.

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(foto De Simone per LoSpallino.com)

Non abbia paura alcuna, Leo, di quel che sarà domani. Poco o nulla dovrà contare l’incidente di ieri. Convinzione nei propri mezzi e sicurezza sono sì ingredienti da calmierare e infondere con giudizio e criterio in una squadra così giovane e che non può permettersi il lusso di arrogarsi il diritto di prendere il volo prima del tempo; nello stesso tempo, però, attenuanti future o, peggio ancora, vittimismi incontrollati, anche  di fronte a un evidente ‘scippo’ regolamentare, vanno dosati con il contagocce, perché pericolosi quanto i troppi complimenti. Da domani la delusione e lo scoramento di domenica, inevitabili, lascino spazio a una rabbia sportiva senza eguali, capace di mettere sotto tutti, a partire dalla grande favorita Monza, attesa per domenica sera a Ferrara.
Intanto, in neppure 60 giorni di vita, questa Spal ha un’ossatura portante che funziona e bene, con a capo del progetto un Walter Mattioli capace di spendere addirittura meno dell’anno scorso e riuscire a portare a Ferrara gente come Silvestri, Di Quinzio e Cozzolino rubandoli a una nutrita e agguerrita concorrenza, anche al piano superiore.  ll ‘Pres’, da Consigliere di Lega, potrà poi portare, senza particolare fretta, anche il polpaccio di Oliveri all’attenzione dei colleghi alla prossima riunione, per capire se c’è o meno la volontà di porre rimedio anche a questo scivolone regolamentare e riportare, se possibile almeno per una volta, A, B e Lega Pro tutte sullo stesso piano; nel mentre in noi dovrà maturare la ferma convinzione che  la ‘fatal’ Meda non fermerà la corsa di questa Spal. Neppure tra un mese.

L'esultanza di Di Quinzio nel momentaneo gol del 2-1.

(foto De Simone per LoSpallino.com)

LA VERA FORZA E LA DIFESA DA REGISTRARE – I calci piazzati: che sia un calcio d’angolo o una punizione, per gli avversari son dolori. La Spal ha in dote giocatori abili e capaci non solo tecnicamente, ma anche mentalmente, soprattutto quando è il momento di dare quel famoso cambio di passo quando c’è da suonare la carica. Se un difetto lo si vuol trovare, semmai, oltre ad avere la coperta un po’ corta, soprattutto in mezzo al campo dove non esiste un vero sostituto di Capellupo al momento, è la difesa, che, Silvestri a parte, vive di qualche lapsus di troppo con gli esterni che, se attaccati, vanno un po’ troppo in difficoltà:  solo il tempo dirà se anche Falcier (oltre all’arrivo di Buscaroli) potrà tornare disponibile. Non ci voleva perdere questo difensore dallo stacco poderoso e dal gol facile, per tutti gli addetti erede sicuro di difensori blasonati che hanno fatto le fortune delle società di calcio italiane più importanti. Per il resto, con il portiere non ancora giudicabile per limiti oggettivi degli avversari – ma ha pur sempre 80 partite e passa tra i ‘prof’ – Silvestri, se terrà a freno quell’innata foga agonistica che potrebbe costargli qualche cartellino di troppo in stagione, ha tutto per diventare il leader del reparto; oltre al già citato Capellupo, Landi in interdizione è spesso fondamentale, così come i chilometri abbinati alla tecnica macinati da Di Quinzio e Pandiani (o Vita). L’attacco è una garanzia: Varricchio e Cozzolino sono, per citare la frase cult di Diego Vita “tanta roba”.

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(foto De Simone per LoSpallino.com)

DOMENICA DI SERA – Con la fervida convinzione che l’estate settembrina duri almeno fino al prossimo week-end, la Ovest domenica sera contro il Monza si annuncia pulsante di calore e di entusiasmo proprio come ai vecchi tempi. Debordante di gente forse ancora no, ma encomiabile e generosa a dismisura in fatto di sostegno da parte dei presenti è lecito aspettarselo. Si giocherà alle 20:30 per magnetizzare quanto più popolo spallino e non, con la speranza che il nuovo corso incuriosisca anche quelle – troppe – generazioni di appassionati ferraresi che non sanno ancora cos’è la Spal. A tutto il resto penserà il campo e questi ragazzi che, forse per la prima volta dopo anni, vedono nella Spal una base di partenza dove metter radici e poter far crescere una carriera ricca di successi e grandi soddisfazioni.

 

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