Di Quinzio il migliore, gran partita di Varricchio, Cozzolino e Capellupo. Convince Landi. Difesa da registrare

MENEGATTI 6 – Tre gol al passivo, ma in nessuno è parso particolarmente responsabile. Sul primo, di Terrani, può davvero nulla, il missile è potente e preciso; sul secondo, di Valagussa, rimane a ragion veduta di sale – quanto noi – per il presepe fuori stagione messo in scena dai suoi compagni di reparto; sul terzo, infine, di Alessio Vita, si ferma convinto ingenuamente di un fuorigioco netto che l’assistente avrebbe dovuto, erroneamente a suo dire, segnalare: con la nuova normativa entrata in vigore lo scorso 30 giugno sul fuorigioco, il gol del 3 a 3 è buono. Rivedibile, in generale, nella scelta di tempo delle uscite dove, questa sera almeno, ha mostrato qualche titubanza di troppo.

PALONI 5.5 – Terzino di fortuna che si arrabatta alla meno peggio innanzi ai ben più quotati avversari di turno. Nel primo tempo il suo compito si limita ad arginare un modesto Bianchi e lo fa con metodo e solerzia, ma appena è Gasbarroni a prendere possesso di quella parte di campo e legger lo spartito son dolori e neppure gli incostanti raddoppi di Pandiani gli evitano di stonare. A inizio ripresa, pronti via, passano 40’’ che già va in affanno nell’uno contro uno contro il forte 10 brianzolo, poi, per due volte, si perde Finotto che va al tiro in altrettante occasioni, per fortuna senza colpo ferire. Nel finale, sul 3 a 2 per la Spal, gli viene il torcicollo con Gasbarroni che lo punta, lo supera e tira, per fortuna, debolmente. Tanta generosità, tanto sacrificio, ma anche qualche amnesia di troppo.

D’ORSI 6 – Partita a due facce. Al 21’ del primo tempo è provvidenziale a togliere dal collo destro di Alessio Vita un pallone pericolosissimo che avrebbe potuto avere destini peggiori per i colori di casa nostra; l’azione che porta al calcio di rigore parte dai suoi piedi – il lancio splendido per Di Quinzio – e, al 34’, salva tutto anticipando Finotto in calcio d’angolo dopo una respinta corta di Menegatti con il pallone che rimaneva pericolosamente in area di rigore in balìa degli avversari. Gran fisico, possente e scorbutico il giusto con gli attaccanti avversari, ma in generale non comunica grande sicurezza al reparto, vuoi per la troppa frenesia e la foga mostrata, a tratti, vuoi perché, a conti fatti, il gol del pari brianzolo è un concorso di colpa dei centrali difficilmente rimediabile, in un contesto che poi, da quel momento, imbarca acqua da ogni dove appena Gasbarroni prendeva palla.

SILVESTRI 6 – Bene in anticipo, come al 24’ quando, sugli sviluppi di un cross dalla destra manda fuori giri Gasbarroni, meno bene nell’azione del 2 a 2, sfortunato in quella del 3 a 3 anche se l’ultimo tocco, quello che rimette in gioco Alessio Vita per capirci, giura non essere il suo. SPAL - MONZA 2_0033Poco importa, è la prestazione che nel complesso non è del tutto in linea con quello che ha promesso nel primo mese di gare giocate a Ferrara. Con D’Orsi vanno affinati gli stessi meccanismi che anche a Meda, contro il Renate una settimana fa, avevano inizialmente mandato in crisi il reparto.

FANTONI 6.5 – Il compasso militare d’eccellenza di questa squadra: non solo precisi e calibrati i suoi cross, ma anche dotati di una gittata e un peso notevole. Su punizione o più semplicemente quando scende lungo il binario mancino, Simone si trasforma in un’arma di distruzione di massa che questa Spal farà bene a tenersi stretta nel tempo. Metà del primo gol porta la sua firma, ne sfiora un altro con una cannonata che accarezza la traversa. Deve migliorare, e parecchio, in difesa: a parte un errore che per poco non costa la frittata, nel secondo tempo Alessio Vita gli scappa una volta in più del dovuto, senza contare che il gol del momentaneo 2 a 1 di Terrani arriva dalla sua parte proprio quando lui, inopinatamente, seminava il panico oltre la metà campo con la sua corsa e la sua prestanza fisica.

PANDIANI 5.5 – L’impressione è che l’estroso e guizzante esterno ammirato in precampionato risenta e non poco delle tante aspettative riposte in lui in questa stagione nelle partite che contano: finalmente responsabilizzato, conscio di giocarsi una grande occasione davanti a un grande pubblico e con una maglia importante, sembra perdersi in lucidità in maniera direttamente proporzionale alla voglia che ha di ‘spaccare il mondo’. Ara la fascia destra in scioltezza con sacrificio, torna sovente in difesa ad aiutare ma, a parte un velo su punizione di Di Quinzio, un angolo guadagnato e un – mezzo – gol mancato corretto in rete da Varricchio, si vede davvero poco. Ha mezzi importanti e può far male agli avversari – e il bene della Spal – a patto stia più tranquillo.

(LAZZARI 6.5) – Impatto positivissimo sulla sfida per questo esterno cercato anche in categoria superiore ma al cui trasferimento ha posto il veto il diggì Vagnati, segnale e sintomo di un investimento a occhi chiusi e di lunga durata. Più mobile di Pandiani, due recuperi importanti, un corner guadagnato, due cross e un taglio in mezzo che fanno scattare l’allarme al centro della difesa biancorossa. Tutto questo in appena venti minuti o poco più.

LANDI 6.5 – Motorino perpetuo e instancabile in mezzo al campo, lavoro certosino e meticoloso che ricorda, a tratti, il miglior Schiavon. Da un suo recupero nasce l’azione che porta al rigore del momentaneo 2 a 0, ma è tutto un taglia e cuci in mezzo al campo che, almeno nella prima ora, mette alle strette la più lenta e compassata linea Maginot brianzola, il tutto grazie anche all’ottima intesa con Capellupo. A inizio ripresa l’arbitro lo grazia per un intervento in area di rigore commesso su Gasbarroni che lascia più di qualche perplessità.

CAPELLUPO 7 – Il più dotato della rosa biancazzurra: primo tempo da vero direttore d’orchestra della manovra, prestazione di tutto rispetto farcita da una buona dose di tecnica e impreziosita da una grande quantità di palloni recuperati. Cala un po’, come tutta la squadra del resto, nella seconda parte di gara, per poi riprendersi nel finale. La sensazione è che se si spegne lui anche il gioco della Spal, di conseguenza, ne risenta oltremodo e alla lunga questo potrebbe essere un piccolo svantaggio che Rossi dovrà ovviare in qualche modo a partita in corso trovando altre soluzioni.

DI QUINZIO 8 – Semplicemente indemoniato. Partita di rara bellezza di questo esterno scuola Inter. Giocatore di pallone vero, intelligente come pochi altri visti nel suo ruolo, si vede subito che è in palla e vuole fare bella figura davanti alla famiglia schierata al completo sulle tribune del ‘Mazza’. SPAL - MONZA_0045La sua partita?  E’ praticamente dappertutto: finte, cross, dribbling, punizioni a tagliare, due recuperi splendidi sulle gambe prima di Alessio Vita, poi su Sinigaglia con trenta metri di corsa sul groppone; un gol salvato sullo stesso Alessio Vita, lo zampino nella prima marcatura di Varricchio dove è bravissimo a tenere in campo il pallone, va vicinissimo a segnarne un altro prima del confettino splendido e speciale nell’occasione del 3 a 2 momentaneo che ha fatto, letteralmente, esplodere lo stadio. Quando ha campo libero non ce n’è per nessuno, micidiale nell’uno contro uno. Esce stremato colpito dai crampi, salutato da una autentica standing ovation dei 4 mila ferraresi presenti.

(BUSCAROLI ng) – Pochissimi minuti in campo, il tempo di bagnare l’esordio in maglia biancazzurra e vivere da protagonista la beffa del 3 a 3 finale. Ingiudicabile.

COZZOLINO 7.5 – Un leone che lotta e ringhia su ogni pallone con rara costanza. Non segna ma, di fatto, meriterebbe quanto Varricchio e Di Quinzio la possibilità di iscrivere il suo nome all’albo di giornata. Egoista il giusto come solo i grandi attaccanti sanno essere, sgomita come pochi in mezzo all’area e guadagna il rigore del 2 a 0 che, di fatto, poteva chiudere del tutto il match. Erano anni che la Spal non poteva contare su di un attaccante così completo.

VARRICCHIO 7.5 – Sullo stesso piano di Cozzolino, due gol segnati, al posto giusto nel momento giusto nell’occasione del 1 a 0, freddo e preciso quando ha messo la ciliegia del momentaneo raddoppio dagli undici metri. Sfiora anche la terza rete, non fosse che, anche lui, come tutti, risente di un’ora giocata a ritmi davvero importanti. Doppietta a parte, è un recupero mostruoso in difesa su Gasbarroni che incornicia il capitano a entrare di diritto nella top dei protagonisti di questa serata.

(PERSONE’ ng) – Un quarto d’ora in campo al posto del capitano, un armadio chiamato a fare la guerra con i difensori ospiti. Tocca pochissimi palloni, Galimberti lo anticipa in pieno recupero vanificando un ottimo lavoro di Lazzari sulla fascia. Nel complesso impossibile da giudicare.

ROSSI 6 – Vai a capire dove iniziano i meriti del Monza e finiscono i suoi: certo che i brianzoli sono davvero forti e anche l’allenatore a fine partita lo ha riconosciuto. Preoccupa il calo fisico e, di conseguenza, mentale della sua squadra nella parte centrale dell’incontro, forse con troppa leggerezza ha permesso ai suoi di abbassare così tanto e pericolosamente il baricentro, regalando di fatto metri al Monza. SPAL - MONZA 2_0082Dovrà lavorare e non poco sulla difesa, ancora troppo esposta ai quattro venti. Non può comunque certo dirsi fortunato di questo inizio: una gara sospesa sul 3 a 1, un 3 a 3 al quarto minuto di recupero. Sei punti che invece sono solo uno. Testa bassa e avanti così, perché le soddisfazioni, di questo passo, non tarderanno ad arrivare.

MONZA
Castelli 6; Franchino 5, Galimberti 6, Zullo 6.5, Anghileri 6; Valagussa 6, Grauso 6 (dal 22’s.t. Terrani 7), Gasbarroni 8, Bianchi 5.5 (dal 1’ s.t. Sinigaglia 6.5), A. Vita 6.5, Finotto 5.5 (dal 40’ s.t. Ravasi ng).
All.: A. Asta 6.5.

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