I biancazzurri, privi di Benfatto, scaldano i motori per l’amichevole di lusso contro la Reyer Venezia

Dopo la confortante vittoria in amichevole a Imola, coach Furlani torna a lavorare in palestra con un gruppo oramai quasi al completo. L’unico assente rimane Benfatto, reduce da un risentimento all’adduttore che lo costringe ad un lavoro differenziato da quasi due settimane. Si comincia forte con un ampio riscaldamento in cui si ripassano alcuni concetti chiave della transizione offensiva riguardanti soprattutto il ruolo dei lunghi. Probabilmente allo scopo di sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori, Furlani rivolge particolare attenzione al movimento di pick&pop a cui si arriva dopo il primo ribaltamento di palla nella transizione secondaria. Giocatori come Casadei, Jennings, e Pipitone, che non disdegnano la soluzione dalla media (o lunga) distanza si trovano, infatti, particolarmente a loro agio in questo tipo di movimento, dove il bloccante si apre per un tiro piazzato invece di tagliare verso il ferro.

Dal contropiede poi si passa ad alcuni aspetti difensivi: il taglia-fuori, e il sistema di rotazioni e aiuti dopo i blocchi sulla palla; per i quali l’allenatore, già da qualche giorno, lamenta uno scarso impegno da parte della squadra. Scarso impegno che Furlani nota anche nell’atteggiamento (baricentro alto) dei suoi lunghi quando chiamano palla con le spalle al canestro. Dopo un invito del coach ad una maggiore attenzione per certi dettagli, si arriva al cinque contro cinque finale che segna il definitivo ritorno di Ferri alla guida del gruppo. Dopo il ventello di Imola, il capitano dimostra, anche in allenamento, di aver sempre la mano calda e la mente fredda: i suoi bianchi (con lui Spizzichini, Andreaus, Jennings e Bottoni) vincono due game su tre cedendo solo nel finale alla squadra blu di un ispiratissimo Casadei autore di sette punti. Non resta che attendere ora il prestigioso incontro di domani pomeriggio con la Reyer Venezia, sicuramente il test più difficile in programma, in cui il gruppo sarà costretto ad alzare i giri, sia in termini d’intensità difensiva, che di concentrazione, per tornare a casa dalla laguna a testa alta.

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