Il ritorno degli Ultras. La Ovest canta fino alla fine: Spal, non camminerai mai sola

“Non camminerai mai sola”. C’è lo striscione che dice tutto. E si sente il coro provenire da fuori lo stadio, prima che la partita cominci.
Il programma è uno soltanto: cantare dall’inizio alla fine, non ci sono scuse.

C’è gente che arriva da tutte le parti. Ci sono i vessilli spallini, le magliette di tutte le epoche, i bandieroni e le sciarpe. Ci sono facce che non si vedevano da tempo. C’è l’emozione di chi torna a casa dopo anni di esilio. È la prima partita in casa, la S.P.A.L. contro il Monza. Loro sono forti, c’è pure Gasbarroni, col numero dieci. “Chi, quello del Palermo e della Samp?” “Sì, quello del Palermo e della Samp.” “E allora?”, c’è chi risponde: “Noi abbiamo Jurgen Pandiani, quello della S.P.A.L.” E abbiamo Cozzolino e Leo Rossi in panchina e Di Quinzio che la mette nel sette anche quando vuole crossare. Abbiamo Menegatti a difendere i pali, e Silvestri e D’Orsi dietro. Abbiamo Fantoni e il suo sinistro fatato, abbiamo Paloni da quest’altra parte, Landi a far legna e Capellupo a tessere, abbiamo Varricchio, il capitano! Abbiamo, soprattutto, un dodicesimo uomo.

La Curva è un muro biancazzurro da dove proviene una voce sola, la voce degli ultras, che sono tornati come è tornata la S.P.A.L.

(Foto De Simone per LoSpallino.com)

(Foto De Simone per LoSpallino.com)

Quasi millecinquecento abbonamenti venduti, più i biglietti singoli per questa serata. Tremilaseicentotrenta persone, annuncerà poi lo speaker a metà tempo. Tutti al “Mazza” per questo esordio casalingo, per dimenticare la ‘tragi-commedia’ di Meda, con il direttore di gara che si fa male quando la S.P.A.L. aveva già ribaltato il risultato e vinceva per tre a uno sul Renate. Tutto da rifare, certo, ma si pensa positivo: “Ci toccherà tornare là e fargliene altri quattro, che più i tre dell’altra volta fanno sette”.  Tutti al “Mazza” per dimenticare Benasciutti, la serie D, per dimenticare anche Pagliuso, la S.P.A.L. come succursale del Cosenza, per dimenticare Butelli, le sue assenze, i suoi silenzi, il suo fallimento. La S.P.A.L. è tornata, i suoi tifosi lo sanno e partono i cori, anche prima che la partita cominci: “Siamo noi la S.P.A.L.”.

La partita è inizialmente bloccata, le squadre si studiano e lo spettacolo è sugli spalti: “Nasce dal fondo del cuore / è un giuramento d’amore / Ovunque tu sarai, noi sempre ci saremo / Ci sentirai cantare, battere forte le mani / Tifare biancazzurro / tifare biancazzurro”.

A guidare il tifo ci sono gli esponenti dei gruppi ultras storici, dall’Astra Alcool al Porro Group, dai Boys89 ai sempre presenti Estensi Curva Ovest. Poco più in su, il Galo Guercio, sempre fedele.

Si continua senza sosta. È un continuo battimani, si tirano fuori canti impolverati, si ripetono quelli più recenti: “Siamo sempre qua che cantiam per te / alè la S.P.A.L. alè”. E ancora: “Insieme a noi / insieme a noi / S.P.A.L. Ferrara lotta e vinci insieme a noi”.

Si soffre e si spera che arrivi la prima vittoria. Il tifo esplode quando il pistolero Varricchio la mette nel sacco, di rapina, proprio sotto la Ovest. Quando poi arriva il raddoppio, sempre di Varricchio, stavolta su rigore, in Curva non ci si trattiene più, si fa professione di fede, sciarpe alzate e si canta a squarciagola: “Biancazzurro è il colore che amo / il mio cuore è soltanto per te / alzo gli occhi e guardo il cielo / solo il cielo è più grande di te”. E se qualcuno vuole saperne di più, è utile chiarire il concetto: “La gente vuol sapere / chi noi siamo / Noi siamo la Curva Ovest”.

Il primo tempo si chiude sul due a zero per la S.P.A.L. C’è fiducia e felicità dilagante, chiacchiere allegre di un popolo unito dalla passione cristallina per questi colori, per questa storia.

Ma alla ripresa la squadra è stranamente in difficoltà. La Curva reagisce chiedendo man forte a tutto lo stadio. Dopo tanto tempo è ora di tornare a cantare insieme, curva e tribuna: “Tutto lo stadio / deve cantare / i ragazzi han bisogno di noi”. E si continua, quando arriva in rapida successione l’uno-due che consegna il momentaneo pareggio al Monza. C’è delusione, ma non ci si perde d’animo: “Canterò forza Ferrara / finché vivrò / finché vivrò”. Non bisogna mollare, il campionato non è una sfilata di moda, è fondamentale lottare fino alla fine: “Forza S.P.A.L. alè / non mollare perché / questa curva sarà / sempre vicino a te oooooh oooooh”.

Arriva il tre a due per la S.P.A.L. Di Quinzio segna sotto la Est ma si fa tutto il campo per andare a esultare sotto la Curva. È il delirio. Birra ovunque e un fumogeno che di nuovo si accende. Pugni al cielo e grandi abbracci in Curva. Ora si crede nella vittoria, arrivati oltre il novantesimo si aspetta solo il fischio finale. E invece. E invece il Monza fa tre a tre, per la Curva è fuorigioco evidente. La Ovest suggerisce all’assistente di mettere la bandiera in un posto dove potrà sicuramente essere più utile, proprio là dove non batte il sole.

Niente paura, S.P.A.L. La Curva è con te. La cattiveria, la capacità di chiudere le partite arriverà con l’esperienza. Per ora va bene così. La Curva chiama i ragazzi di Leo Rossi sotto la Ovest. Tanti applausi e poche, chiare parole, queste: “Siamo sempre con voi / siamo sempre con voi / non vi lasceremo mai”.

E domenica tutti a Bassano! FORZA S.P.A.L.!

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