Il tifo encomiabile, la beffa alla ribalta nazionale e il ciclo di fuoco alle porte

LA SPAL E IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE – Dice il principio di Archimede che “un corpo immerso totalmente o parzialmente in un fluido, liquido o gassoso, riceve una spinta dal basso verso l’alto di intensità pari al peso di una massa di fluido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo”. Con un po’ di fantasia, ma forse neanche troppa, lo potremmo tenere per buono anche per Varricchio e compagni: se la Spal, infatti, ogni domenica, si troverà, proprio come accaduto contro il Monza, immersa in un’atmosfera da brividi come quella regalata domenica sera dal suo straordinario pubblico per tutti e 90 i minuti di gioco, e tale sarà la forza in campo dell’undici di Leo Rossi quanto il ruggito imponente della parte più calda di tifo proveniente dalla Ovest, è quasi un diritto divino – direbbe Archimede da Siracusa – ricevere una spinta diretta verso quei primi e benedetti otto posti della classifica. Un punto invece di sei sono una bella dose di rogna al momento, ma è troppo presto pensare di fare un esposto all’Ordine della Sfiga o, peggio, appellarsi a chissà quali strane congiunzioni astrali. Forse bastava solo fermare Gasbarroni ieri sera. Avere un piano per farlo che non abbiamo avuto. Forse.

BIANCAZZURRI ALLA RIBALTA NAZIONALE – Profetico è stato il ‘tweet’ di in bocca al lupo firmato Gigi Buffon alla Ovest prima del match contro il Monza: molto presto, infatti, Spal e portiere della Nazionale italiana di calcio si troveranno ancora di fronte, per il momento nelle sole aule video della Federazione. I biancazzurri – o forse sarebbe il caso di dire le circostanze su cui è nato il pareggio del Monza – faranno scuola e insegneranno a tutti, Nazionali di calcio comprese, la nuova regola del fuorigioco. Perché, se qualcuno non lo sapesse ancora, giocata a maggio scorso, la partita di ieri sarebbe finita 3 a 2 per la Spal e non 3 a 3.

UNA QUESTIONE DI GENI E MISURE – Stefano Capellupo è indiscutibilmente uno dei giocatori più dotati della rosa biancazzurra: nessuno tra i suoi compagni ha la sua classe, nessuno la visione di gioco, nessuno quelle idee geniali che spesso traggono in inganno anche gli stessi colleghi. SPAL - MONZA 2_0012E’ giocatore vero che ha piedi che ‘pensano’ e questo non deve sorprendere perché mister Scienza, sin dai tempi della primavera del Toro, aveva scommesso a occhi chiusi su questo folletto dai piedi buoni nativo di Palinuro. Partita praticamente perfetta, la sua, quella di ieri sera: non fosse per quei 172 centimetri di altezza che lo hanno pazzamente spinto in aria sin dove non avrebbe dovuto arrivare, fino a sfiorare quella palla a mezzo metro di altezza o poco più, che ha involontariamente rimesso in gioco i 7 giocatori del Monza tutti, altrimenti, in netto fuorigioco. Per farla breve – e riferendoci strettamente al caso emblematico a cui abbiamo assistito ieri sera – la nuova regola introdotta lo scorso 30 giugno e voluta in primis da Blatter, dice che se un giocatore di una squadra colpisce il pallone diventa sempre e in ogni caso ‘tocco volontario’ a prescindere dal tocco e dalla traiettoria che assume la sfera e va a rimettere in gioco tutti i componenti della squadra avversaria se questi però sono posti a una distanza di oltre 150 cm dal punto del primo impatto – dove in buona sostanza Capellupo ieri sera ha colpito di testa -. MattioliSe invece i giocatori si trovano a una distanza inferiore ai 150 cm sarebbe stato fuorigioco. Geni. Assoluti. Una trovata per rendere più spettacolare le partite, dicono. O per inventarsi il calcio diciamo noi. E pure per far imbufalire Mattioli che oggi, a Coverciano, insieme a Leo Rossi, alla presenza del direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli e degli alti vertici dell’Aia Farina, Nicchi, Ayroldi e Gava, non ha potuto fare altro che prendere atto della regolarità della rete dei brianzoli. Un trionfo per la terna arbitrale, una serata che non si scorderà più neppure l’assistente Nello Grieco della sezione di Macerata – già in odore di promozione al piano di sopra – abile in 10 millisecondi o poco meno a leggere l’azione e prendere le misure in maniera perfetta. I colpi di genio spesso risolvono le partite, è vero, ma le misure contano sempre. Eccome se contano.

PER VINCERE NON BISOGNA SUBIRE GOL – Banalità sacrosanta, si dirà, ma non esiste altra ricetta di quella che afferma che, prima di tutto, non bisogna subire gol se si vuol portare a casa il risultato. Il 3 a 3 ieri sera ha divertito i 4 mila presenti, per carità; ma il miglior risultato del mondo, anche se noioso fino alla morte qualcuno dirà, e pur sempre tremendamente concreto è l’ 1 a 0. Per la Spal ovviamente. Del bel gioco spettacolare e ricco di gol se ne fregia da anni anche Zdenek Zeman, ma la realtà evidente a tutti è che lo esonerano una volta sì e l’altra pure, perché non porta a casa il risultato.RENATE - SPAL_0026 A Meda la sensazione, perché di nulla di più si poteva parlare dopo neppure un’ora di gioco, era che questa squadra, dietro, traballasse un pochino. Con il Monza quel pochino è diventato un po’ e non vorremmo che, con il passare delle domeniche, arrivassimo a constatare in maniera definitiva che la difesa della Spal traballa parecchio. Sensazioni, nulla di più. Ma l’età media della retroguardia biancazzurra e l’assenza di un vero leader nel reparto, unita all’infortunio di Falcier, hanno fatto suonare un certo campanello d’allarme. A Baldoni, secondo di Rossi e vero ‘mago’, come lo ha definito Mattioli, della fase difensiva, il compito di forgiare nel più breve tempo possibile un reparto che abbisogna di correttivi immediati. Certo c’è Buscaroli, richiamato all’ovile l’ultimo giorno di mercato. Se, in qualche modo, si riuscirà a far coincidere la sua presenza con l’età media, non è affatto da escludere che il minutaggio dell’ex spezzino salga con il passare delle settimane.

ARMIAMOCI E PARTITE – Ma qui, ironia a parte, bisogna armarsi e partire tutti insieme. Devastante il mese alle porte dei biancazzurri con 5 partite su 6, Coppa Italia Lega Pro compresa, da giocare lontano dal pubblico amico: eccezion fatta per la Torres il prossimo 22 settembre, la Spal giocherà a Bassano, poi a Meda nel recupero contro il Renate, a Castiglione, contro l’Alessandria in anticipo tv e con ogni probabilità a Santarcangelo in Coppa prima di tornare, il 13 del prossimo mese, a Ferrara contro il Bra. E’ subito un tour de force di quelli importanti che metterà sotto sforzo il gruppo di Leo Rossi e farà capire, con ogni probabilità, che ruolo i biancazzurri potranno recitare in questo campionato. Il pubblico della Spal è sempre e dovunque il dodicesimo uomo in campo, spesso fondamentale e risolutore di bagarre infinite: serve una prova – l’ennesima – d’amore per questi colori che hanno voglia di tornare al più presto nel calcio che conta. Ma la curva vista ieri ha fatto intendere una cosa sola: stiamo tornando. Tutti insieme. Proprio come ai bei tempi. La Ovest non parla mai a vanvera: cara Spal, da oggi tu ‘non camminerai mai sola.’
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