Senza Curva al seguito, per la Spal a Bassano è un brusco risveglio

A Meda contro il Renate e alla prima al “‘Mazza”, come del resto per tutto il precampionato, il pubblico si era sentito trascinare dalle volate degli esterni, dalla grinta in ogni zona del campo, dai continui cambi di gioco e dal coraggio di una squadra che sapeva (e sa, se vuole) stupire e appassionare. A Bassano, invece, lanci lunghi e poca costruzione, con il solo Landi a prendere iniziativa, e Cozzolino a tentare qualche colpo. Ma a preoccupare i tifosi è soprattutto una difesa sempre in affanno, che lascia voragini al centro e che si fa saltare spesso sugli esterni. E una S.P.A.L. che, per la prima volta in stagione, ha mostrato idee confuse e poca convinzione.IMG_6764
Il Galo Guercio segue la squadra con un pullman, sono oltre cento i tifosi al seguito dei ragazzi di Leo Rossi allo stadio Mercante di Bassano.  I non tesserati restano a casa, fedeli al loro credo, contro questo calcio che in nome di un teorico “no alla violenza” finisce per chiudere le porte a ciò che ancora rimane di vero e di puro, in un mondo del pallone diventato industria, macchina da soldi, giochino per presidenti egomaniaci.
Qualcuno, però, ha accettato il compromesso della tessera del tifoso e sciarpe e bandiere colorano comunque la gradinata ospiti. Senza gli ultras, però, la curva non è la stessa. Si fa quel che si può, si sostiene la squadra con qualche coro, si scende di corsa dai propri posti per inveire contro l’arbitro. Si ritma un “Forza S.P.A.L.”, quando si attacca. Si copre di fischi ogni iniziativa avversaria, si prende di mira l’ex Berrettoni, capitano e numero dieci dei giallorossi di casa. IMG_6936
Va in vantaggio il Bassano, ma non si smette di sperare nella vittoria. Al gol di Varricchio, con Menegatti che corre, le braccia al cielo, verso il settore dei tifosi spallini, si esulta e ci si abbraccia. Ci si crede e si torna a cantare. Il due a uno di Semenzato getta sconforto tra i sostenitori ferraresi, la traversa di Braiati, che ancora trema, fa capire che anche oggi non è giornata. Ora, non ha alcun senso prendere di mira i ragazzi o l’allenatore, giudicare Fantoni inadatto a difendere, il centrocampo povero di iniziativa, Leo Rossi incapace di cambiare a partita in corso, Varricchio che non si dimostra leader. Non è così. Imparare dalla storia: quanti giocatori frettolosamente stroncati a Ferrara hanno preso il volo altrove? Citiamo anche solo il Cacìa capocannoniere della B lo scorso anno e considerato incapace di buttarla dentro a Ferrara, tanto per dirne uno. La squadra allestita dal presidente Mattioli e dal diesse Vagnati è giovane e di qualità, ha giocatori di spessore e con ampio margine di miglioramento, ha due grandi attaccanti davanti, quattro ali che possono fare strada e farne fare alla S.P.A.L. È arrivata la prima sconfitta. Tanti errori, da parte di tutti. Atteggiamento sbagliato. Ma questo non è il tempo della critica distruttiva, della contestazione. Questo è il tempo del sostegno. È importante andare avanti uniti, i tifosi veri accompagnano la squadra nelle difficoltà, i falsi tifosi abbandonano alla prima salita.

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