Furlani pronto a misurarsi con Firenze e… con i ricordi: Sempre bello tornare a Cento

Ultimo allenamento prima del Memorial Mazzoni a Cento. Abbiamo chiesto a coach Furlani di raccontarci le sue impressioni in vista della duplice sfida del weekend, in attesa delle prove generali in chiave campionato. 

Coach, che aspettative ha in vista della partita di domani contro Firenze? Quali miglioramenti possiamo aspettarci rispetto agli ultimi appuntamenti?
“Adesso come adesso non possiamo parlare di miglioramenti: la squadra è un work in progress, e di conseguenza bisogna avere pazienza. Diciamo che il prossimo step lo supereremo quando rientrerà Benfatto visto che la squadra assume un’altra fisionomia di gioco”.

A proposito della mancanza di Benfatto, come influisce sul gioco della Mobyt la sua assenza?
“Stiamo cercando nuovi equilibri. Al momento siamo più perimetrali di quanto saremmo, con lui acquisiremo un punto di riferimento interno veramente molto importante, che per noi diventa essenziale. Questo perché Vincenzo Pipitone sta facendo bene, ma è molto giovane e non abbiamo altre soluzioni vicino a canestro considerando che gli altri sono tutti tiratori”.

Firenze è una squadra che affronterete anche in campionato. Come ci può dire su di loro?
“E’ una squadra importante, perché ha un parco italiani di prim’ordine. Inoltre si è rinforzata con una campagna acquisti che ha portato giocatori esperti: sono stati inseriti nel roster due americani che non sono rookie ma hanno già giocato in Europa. Per cui la colloco tra le prime quattro del campionato”.

Avete preparato qualcosa di particolare per fronteggiarli?
“No, noi ci stiamo preparando in vista del campionato. Il torneo è solo una tappa che ci serve per collaudare le nostre abitudini. Vincere adesso non serve. Preferisco batterli in campionato e alcune chiavi tattiche non verranno svelate. Detto questo, vogliamo comunque affrontare la partita con la giusta mentalità, quella che ci permette di lottare sempre per vincere”.

Un pensiero sul ritorno a Cento da allenatore della Mobyt?
“Sono passati tanti anni… so benissimo che lì è per me un po’ come una seconda casa. Ma non stiamo giocando una partita di campionato quindi sono assolutamente tranquillo e non provo questo pathos. So che c’è il rispetto reciproco della tifoseria e della squadra. Mi farà piacere rivedere facce note con cui ho condiviso delle sensazioni bellissime”.

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