Troppe amnesie in difesa, Di Quinzio e Cozzolino i migliori

MENEGATTI 6.5 – Il suo lo fa sempre in un modo o nell’altro. La Torres, a dirla tutta, lo aiuta perché tira una volta e mezzo in 97 minuti – e una di queste finisce con il mandarlo a pelle di leone – ma lui è bravo a farsi trovare pronto a inizio ripresa, quando dice di no, in corner, a un tiro pericolosissimo di Bonvissuto. In prima istanza giudicato colpevole di legarsi alla linea di porta nell’occasione del momentaneo vantaggio torrese, in un secondo tempo viene assolto con formula piena perché il fatto non sussiste.

ROSSETI 5.5 – A metà tra un terzino e un’ala, un ibrido pericoloso che non aiuta dietro e non dà niente di più in avanti. Partita complicata la sua, benché Guerri giochi soprattutto a nascondino dalla sua parte; a inizio ripresa intervento dubbio su Madeddu al limite dell’area di rigore che fa venire i sudori freddi ai presenti. Ne sbaglia di passaggi, di misura e per distanza, l’unico davvero bello che gli riesce è al 2o’ della ripresa quando pesca Cozzolino che poi, ahilui, verrà rimontato da Agius. Se puntato, si vede che fa fatica.IMG_7820

(CENERINI NG) – Venti minuti sul centro sinistra della difesa biancazzurra: approccio alla gara positivo, a dieci dalla fine rimette un bel pallone in mezzo su punizione del solito Di Quinzio, nel finale, infine, su di una ripartenza sarda comandata da Angelilli, ci mette una pezza con un ottimo anticipo sull’indemoniato Madeddu che aveva tutte le intenzioni di involarsi a rete.

BUSCAROLI 6 – Tira mai in porta, o quasi, la Torres in una giornata in cui ha in custodia il non brillantissimo Filippini. Lui mette toppe qua e là, dove i suoi compagni, meno esperti, ogni tanto peccano ma perde anche tre palloni suicida che mandano in gola il cuore dei tifosi biancazzurri: per sua fortuna i sardi non ne hanno più di lui e incespicano sui suoi stessi piedi. Al di là delle sue 300 partite tra i ‘prof’, neppure lui ha i crismi di quel leader che tanto manca a questo reparto.

SILVESTRI 6.5 – Il migliore tra i colleghi di reparto. Concentrato, pulito negli interventi, vuoi da centrale, vuoi da terzino sfodera grinta al punto giusto anticipando, una volta sì e l’altra pure un Bonvissuto che ha certamente passato giornate migliori. Abile di testa, un passo in avanti netto rispetto alle ultime partite.

FANTONI 5.5 – Abbiamo capito tutti che Madre Natura con lui è stata generosa, regalandogli un sinistro che gli altri possono solo invidiare: ma, vale il discorso fatto per Rosseti, assomiglia più a un esterno di un centrocampo a 5 che non a un difensore. Vacilla e mica poco, senza contare che neppure in quello che gli riesce meglio, cioè i cross, brilla per precisione. I primi venti minuti sono da brivido: una punizione finita nel cortile del vicino, un corner sbagliato (!) e lanci lunghi spesso preda di nessuno che gettano nello sconforto anche quel demone di Cozzolino. La sensazione è che fisicamente non sia ancora al cento per cento e questo limiti e di molto le sue potenzialità, pur restando gravi ed evidenti le lacune in fase difensiva.

(PANDIANI 6) – Al posto di Fantoni, gioca trentacinque minuti con il freno a mano tirato, ancora lontano parente del giocatore ammirato in estate in ritiro. Chiamato a fare il terzo d’attacco a destra, quando può sfonda l’onesto Agius ma lo punta con il contagocce. Due bei cross mal gestiti dai suoi compagni a conferma di una timida ripresa rispetto alle ultime partite giocate. Ha qualità e deve saperle sfruttare meglio.

LAZZARI 6 – Partita nel complesso onesta, di sacrificio specialmente quando chiamato a fare il terzino sinistro nella ripresa dopo l’uscita di Fantoni, in un ruolo notariamente non suo. Adattato, si fa comunque valere, rischiando una volta su incursione di Bonvissuto. Primo tempo che inizia a spron battuto, ma senza quella necessaria lucidità che, oltre a qualche contrasto di troppo, gli fa perdere troppi palloni e sbagliare cross facili facili. Bello il tiro a metà della prima frazione: Trini gli dice di no, deviando in calcio d’angolo.

LANDI 6.5 – Il solito trattorino che ara costantemente il quadratino di competenza non disdegnando, all’occorrenza, di incunearsi tra le linee avversarie mettendo un po’ di scompiglio. Preciso, perde pochissimi palloni, è tra i 2 barra 3 elementi dinamici di una squadra che, soprattutto nel primo tempo, assomiglia piuttosto a un museo delle cere male allestito.

CAPELLUPO 5.5 – Non parte neanche male il ‘puffo inventore’ del centrocampo biancazzurro, sempre alla ricerca della cosa da fare giusta al momento giusto. Con il passare dei minuti però, specialmente dopo la mezz’ora, ha iniziato ad andare in difficoltà grazie al ringhio costante dei turritani che gli lasciavano pochissimo tempo per ragionare. Ha piedi che pensano e una precisione, nei lanci, che pochi altri dei suoi compagni ha in squadra, ma è la velocità di pensiero che oggi gli fa difetto. E quando non gira lui la squadra ne risente.

DI QUINZIO 7.5 – Seconda gara giocata davanti al pubblico amico, seconda prestazione da mettere nel cassetto dei ricordi. Primo tempo semplice e funzionale, prende alla lunga le distanze agli avversari, prima studiandoli, poi colpendoli nei punti deboli. IMG_7849E non era facile, vista anche l’ottima partita giocata dal diciottenne Madeddu, di stanza da quelle parti. Dopo un’oretta in cui bada più alla quantità che alla qualità, ma dove per poco non costringe Agius alla più classica delle autoreti, sale in cattedra del tutto e mette in mezzo tre palloni uno più bello dell’altro: prima Personè non ci arriva con il testone, poi pennella il gol del pari di Cozzolino, infine mette ancora l’attaccante napoletano a tu per tu con Trini. Bene sui corner, costantemente in aiuto anche nelle retrovie, prima a Fantoni, poi a Lazzari, esce stremato a pochi minuti dalla fine.

(BANZATO NG) – Otto minuti, il tempo di andarsi a sistemare a metà campo e tenere gli argini il più possibile. Tocca zero palloni degni di nota, impossibile da giudicare.

PERSONE’ 6 – Di stima, perché per i primi venti minuti gioca da 5 a esser generosi. Ha delle grosse attenuanti su tutte quella di essere indietro anni luce dalla condizione migliore, costretto com’è stato a saltare un paio di settimane buone di allenamenti oltre a essersi dovuto integrare in squadra a ritiro concluso. Si sveglia dopo mezz’ora buona: di sponda gioca bene, dosa bene le sue forze con una discreta intelligenza, è bravo a tenerla e, non ultimo, a improvvisare quel gesto atletico maestoso – leggi la traversa che ancora balla – che ha fatto gridare tutti al gol. Il sintomo che ancora deve trovare i giorni migliori nei minuti di recupero quando, in netto anticipo, si fa recuperare venti metri da un Agius che non è certo un fulmine di guerra.

COZZOLINO 7.5 – Dichiara guerra da solo, in pratica, all’intera difesa torrese. Gol a parte, da manuale del calcio che ogni attaccante in erba dovrebbe vedere e rivedere per carpire i segreti di un movimento splendido che elude in due passi il diretto avversario anticipandolo, gioca novanta minuti a pieni giri. Oltre a giustiziare Trini, corre, lotta, duella, anche a parole, con l’ostico De Gol, attacca gli spazi in profondità andando anche al cross. Nel primo tempo è in offside su quella respinta maledetta della traversa, ma lui aveva ancora una volta beffato i difensori ospiti; al 27′ della ripresa è solo un Trini in giornata di grazia a dire di no, da breve distanza, a una doppietta che sarebbe stata strameritata.
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ROSSI 6 – C’è qualcosa che stride in questa squadra e non può e non deve essere solo, si fa per dire, colpa della sfortuna. La squadra è rimasta con la testa e con le gambe a quel maledetto giorno a Meda, non azzarda più del semplice compitino, quasi impaurita di sbagliare. La grinta va costruita giorno dopo giorno ed è questo l’ingrediente che oggi più manca all’undici biancazzurro. Della Torres, oggi, non dovevano rimanere neppure le briciole, eppure siamo qui a commentare altri due punti lasciati per strada. Ha difficoltà, non è un caso cambi i due esterni di difesa e non solo, azzardiamo, per scelte tattiche obbligate, anche in mezzo lamenta l’assenza di un uomo d’ordine che non potrà fare affidamento sul solo Capellupo per nove mesi. Leo ha – un po’ – ragione ad avercela con il fato ma ricordi quel vecchio detto che dice che ‘la sfortuna si attacca ai tristi’: questa Spal, però, è una buona squadra e può tranquillamente arrivare anche così com’è nelle otto, senza bisogno di chissà quali stravolgimenti. Sta a lui plasmarla a dovere e sta sempre a lui ritrovare e al più presto le fila di un canovaccio pressoché perfetto che sembra rimasto, inspiegabilmente, a quel lontano minuto 13 di un pomeriggio di fine estate in quel di Meda.

TORRES
Trini 7; De Gol 6, Cabeccia 6.5, Agius 6, Cortellini 6.5; Guerri 5.5, Bianchi 6, Bottone 7, Madeddu 6.5; Filippini 6 (dal 28′ s.t. Angelilli NG), Bonvissuto 5.5 (dal 38′ s.t. Lisai NG). All.: D’Adderio 7.

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