La Ovest tra commozione e una fede innata da cui farsi trascinare

“Nasce dal fondo del cuore / È un giuramento d’amore / ovunque tu sarai / noi sempre ci saremo / ci sentirai cantare / battere forte le mani / tifare biancoazzurro / tifare biancoazzurro”.
Nonostante il solo punto raccolto nelle trasferte di Bassano e Meda, la Curva si ritrova compatta. Si comincia con il ricordo di Giuseppe Campione, la foto degli ultras insieme al Presidente Mattioli e al capitano di giornata Cozzolino, i cori che ricordano il talento spallino scomparso 19 anni fa e a cui la Ovest è intitolata. Gli ultras espongono lo striscione: “Ferrara non dimentica. Campione sempre con noi”, firmato, naturalmente, “Curva Ovest”. Poi, si parte con i cori: “Alè Spal Alè Spal / la curva è con te / Siamo sempre al tuo fianco / io di te non mi stanco / sei la cosa più bella che c’è”. La S.P.A.L. è stanca, mentalmente e fisicamente, vorrebbe affondare il colpo ma sembra ancora bloccata. La Ovest fa di tutto per spingerla dove la condizione generale non la può condurre, alla prima vittoria stagionale: “Alè alè oh ooh / È tanto tempo che / soffriamo insieme a te / è ora di vincere”.
Prime emozioni quando Cozzolino viene lanciato verso la porta, dopo un’azione corale tutta di prima. Il bomber di San Gennaro Vesuviano viene chiuso all’ultimo in angolo ma dalla Curva sorge un boato d’incoraggiamento. Ad ogni azione offensiva, ad ogni calcio d’angolo si alza, ritmato, l’incitamento “Forza S.P.A.L.” e anche se la partita è brutta e la S.P.A.L. ancora lontana parente di quella che aveva entusiasmato fino alla partita col Monza, la Ovest non si perde d’animo e sa che è proprio in questi momenti che deve fare la sua parte.
Le occasioni vengono per caso, come quando Capellupo rimette in mezzo da sinistra, sembra gol ma non è, la difesa sarda ribatte sulla linea. Si continua a cantare anche al vantaggio della Torres, senza aspettare nemmeno un secondo. Ci vuole una reazione, e i primi ad averla sono gli ultras: “Forza S.P.A.L. alè / la Curva Ovest tifa con amore e / insieme a te / ogni partita lotta con ardore / grida insieme a noi / la nostra fede è grande come il sole / magica S.P.A.L. vinci per noi / noi non ti lasceremo mai”. E di cantare, non si smette mai. Si rincorrono cori dal sapore blues, lo storico “Ari ari ari oh”, con il tifoso chiamato a lanciare i canti che si sgola più che può, altri a difesa della mentalità ultras, come “Lo sai dicono che / per amor tuo / io son teppista / farò in modo che / la faccia mia / non sia mai vista / andrò dove il mio cuor / mi porterà / senza paura / farò / quel che potrò / per la mia S.P.A.L.”, fino a vere e proprie novità discografiche, come quello che inizia “S.P.A.L. alè / Non tifo per gli squadroni ma tifo te / biancazzurro è una malattia non è un color / la maglia che porti addosso è la mia ossession”.
Personé decide di uscire dall’anonimato con una rovesciata acrobatica: traversa piena e poi Cozzolino che sulla ribattuta insacca a porta vuota. Si esulta senza ritegno, ma l’urlo è strozzato in gola dalla solita inutile bandierina, che segnala fuorigioco del dieci spallino. Tutto da rifare. “Mai un gioia”, dice qualcuno. E invece no, si va avanti, soprattutto nelle difficoltà, con più voce di prima: “Biancazzurro è il colore che amo / il mio amore è soltanto per te / alzo gli occhi e guardo il cielo / solo il cielo è più grande di te”. E ancora: “Forza Spal alè / non mollare perché / questa Curva sarà / sempre vicino a te”. È il secondo tempo e la Ovest viene finalmente ricompensata. Ci si trova a esultare come pazzi al gol di Cozzolino, anche questo venuto fuori quasi per caso. La prova dei biancazzurri, infatti, non convince nessuno. Si trema alle incertezze del “buon” Buscaroli, si critica, anche aspramente, Capellupo quando, convinto che la palla uscisse in fallo laterale, ferma la propria corsa, lasciando che l’avversario recuperi agevolmente, partendo in contropiede. Non piace nemmeno Di Quinzio, da cui si vorrebbe molto ma molto di più, e che appare timido, poco incisivo.
La partita si trascina verso il fischio finale, la S.P.A.L. sembra avere perso le sue certezze, ma la Ovest no: “Alè alè oh oh / alè alè oh oh / E tanto già lo so / sempre con te sarò / e non mi tessero”.
Cari ragazzi, caro Leo, mi si permetta un solo consiglio: via la paura, lasciatevi trascinare da questo pubblico straordinario che ha promesso che “Non camminerai mai sola” e che le promesse, virtù rara nel nostro tempo, sa ancora mantenerle.

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