Gran Galà del Coni, premiato Mattioli: Vogliamo rendere la gente orgogliosa di noi

L’occasione è importante, VIII Galà dello Sport. Sarebbe dovuto iniziare intorno alle ore 20 ma, in circostanze come queste, qualche minuto di ritardo, e forse qualcosa di più, è praticamente d’obbligo. Walter Mattioli si presenta in Sala Estense puntuale come un orologio svizzero, elegante e disteso, accompagnato dalla famiglia. Non è una semplice presenza “perchè bisogna esserci”, il presidente della S.P.A.L. deve ritirare il premio più ambito della serata organizzata dal CONI: dirigente dell’anno. C’è bisogno di chiedersi il motivo?

Probabilmente no. L’essenza del Presidente la si capisce dalle piccole cose. Saluti, strette di mano, soliti convenevoli come vuole la prassi, e mentre tutti prendono posto nelle primissime file, ben consapevoli che le scalette del palco presto avrebbero accolto anche le suole delle loro scarpe lucide come la più pregiata palla da bowling, Mattioli arretra, e arretra ancora, fino alla fila numero 12. Dietro ne restano solo quattro. L’importante non è essere davanti, ma stare vicino a chi vicino a noi ha vissuto una vita. E si accomoda al fianco della sua famiglia. Mentre tutti gli occhi dei presenti sono per Alberto Bucci e Luigi Delneri, i superospiti della serata, ci avviciniamo all’ingombrante sagoma del “Pres”. Non vorremmo disturbarlo.

Ci sediamo nel seggiolino immediatamente alle sue spalle e in pochi minuti di conversazione, il Presidente riesce a toccare tutti gli argomenti più interessanti, a partire dal motivo che lo vede protagonista alla Sala Estense: “Essere premiati in serate come queste che danno ampio spazio a tutti gli sport è sempre motivo di grande orgoglio. Si vede che abbiamo lavorato bene. Perchè a me piace lavorare, lavorare e lavorare per vedere la soddisfazione negli occhi della gente. In questi primi mesi abbiamo fatto tanto, rinnovato il centro sportivo e il settore giovanile. Vogliamo migliorare ulteriormente, nonostante la partenza difficile in campionato”

Reagire. Alla sfortuna, alle difficoltà psicologiche, agli infortuni, alle critiche. Già da domenica contro il Castiglione. Lei crede al colpaccio nel mantovano?
“Sì, i ragazzi stanno già capendo quello che serve per superare questo difficile momento. Avevano solamente bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi nella categoria, non dimentichiamoci che molti di loro sono giovanissimi ed erano abituati a giocare davanti ad un pubblico che superava di poco qualche centinaio di persone. Molteplici fattori hanno destabilizzato le sicurezze raggiunte in estate, ma ho fiducia. E spero anche che la fortuna torni a sorriderci, perchè credo che se nel primo viaggio a Renate le cose fossero andate diversamente, ora staremmo parlando di un altro stato mentale della squadra”.

L’affetto con cui Ferrara avvolge la S.P.A.L. continua a farsi sentire. Se l’aspettava un’accoglienza così?
“Mi sono venuti i brividi. Incontrare la gente è la cosa che più mi ha fatto piacere in questi primi mesi all’ombra del Castello Estense. L’alchimia tra tifosi e S.P.A.L. è qualcosa di speciale e per me contano soprattutto i “grazie” che le persone mi dicono. La gente è importantissima, non dimentichiamocelo”.

Quindi si sente in debito?
“Sì, senz’altro. Sicuramente vogliamo dare di più a livello di risultati, aver pochi punti un po’ mi pesa. Questa gente merita di ricevere tante soddisfazioni e noi non vogliamo deluderli”.

E da quando è arrivato a Ferrara com’è stato il rapporto con le istituzioni?
“Ottimo con il sindaco Tagliani, con il quale abbiamo uno splendido rapporto. Con qualche altro settore, invece, c’è qualche problema. Mi aspettavo più collaborazione perchè non siamo delinquenti e non abbiamo intenzione di fare danni come chi ci ha preceduto. Noi siamo persone per bene. C’è stata una mancanza di sensibilità, diciamo così, e non solo verso la Spal, ma anche verso i suoi tifosi”.

Chiudiamo con una battuta che sa di calcio giocato. Matteo Paro sarà presto un nuovo giocatore della S.P.A.L.?
“In questi due giorni passati con la squadra ha meravigliato un po’ tutti. Si è mosso bene e sicuramente ha lasciato il segno con le sue qualità. Con lui parleremo presto anche di economia…”. Non c’è tempo per aggiungere altro, le luci calano d’intensità, il Galà inizia e terminerà proprio con la sua premiazione, in scaletta immediatamente antecedente a quella riservata a Roberto Ranzani e alla sua illustre carriera. Poi si torna a casa, a lavorare. Perchè a Mattioli non piace dare aria alla bocca, contano solo i fatti.

Attualmente LoSpallino.com raggiunge un pubblico che non è mai stato così vasto e di questo andiamo orgogliosi. Ma sfortunatamente la crescita del pubblico non va di pari passo con la raccolta pubblicitaria online. Questo ha inevitabilmente ripercussioni sulle piccole testate indipendenti come la nostra e non passa giorno senza la notizia della chiusura di realtà che operano nello stesso settore. Noi però siamo determinati a rimanere online e continuare a fornire un servizio apprezzato da tifosi e addetti ai lavori.

Convinti di potercela fare sempre e comunque con le nostre forze, non abbiamo mai chiesto un supporto alla nostra comunità di lettori, nè preso in considerazione di affidarci al modello delle sottoscrizioni o del paywall. Se per te l'informazione de LoSpallino.com ha un valore, ti chiediamo di prendere in considerazione un contributo (totalmente libero) per mantenere vitale la nostra testata e permetterle di crescere ulteriormente in termini di quantità e qualità della sua offerta editoriale.

0