Rambaldi, mister dei Giovanissimi: Dobbiamo crescere

Dopo le pesanti sconfitte con Modena (1 a 6 a Masi Torello) e Cesena (5 a 0 rimediato in Romagna), i Giovanissimi Nazionali guidati da Sergio Rambaldi sono chiamati a mostrare segnali di crescita. I biancazzurri sono inseriti in un girone con squadre di serie A e B, ma vogliono dimostrare di poter essere competitivi nonostante il gap con i settori giovanili delle società di categoria superiore. In vista della gara di campionato contro il Carpi, domenica 29 settembre alle 11 a Masi Torello, Sergio Rambaldi illustra il momento della sua squadra.

Mister, è dura da digerire per i ragazzi una partenza così brutta con due pesanti batoste. Come stanno i suoi giocatori?
“Queste partite hanno mostrato che siamo indietro dal punto di vista della competitività in questo campionato. E’ un girone difficile con squadre di serie A e B. Un torneo tosto. Dobbiamo avere la capacità di renderci competitivi”.

Analizzando le gare con Modena e Cesena, dove è mancata la sua squadra?

“Non andrei a cercare alibi nel ritardo della preparazione o nella poco omogeneità del gruppo. Siamo indietro rispetto ad altre realtà, i risultati sono lì a dimostrarlo. Nelle prime frazioni di gioco siamo riusciti a stare in partita sia con il Modena dove abbiamo chiuso sotto di due reti, ma sfruttando le nostre occasioni potevamo chiudere in pari. Col Cesena vale lo stesso discorso. Invece abbiamo disputato due riprese disastrose, che hanno vanificato quanto di buono visto nel primo tempo. Dobbiamo trovare maggior continuità. E’ un campionato dove si possono fare sette sostituzioni, quindi c’è grande intensità. C’è un insieme di cause, dalla condizione fisica ancora da trovare alla poca esperienza in campionati di questo livello. Siamo consapevoli che c’è molta strada da fare. Se riusciamo a renderci competitivi, avremo raggiunto l’obbiettivo di esser cresciuti”.

Tra i pilastri della sua squadra aveva citato l’entusiasmo e lo spirito di sacrificio. Quanto hanno inciso i risultati su questi aspetti?
“A questa età incide tantissimo. Quando giochi e fai risultato i ragazzi si galvanizzano al massimo. Ovviamente, accade lo stesso se i risultati sono sfavorevoli. Hanno un carattere ancora da formare. Possiamo venir fuori da questa posizione solo con il lavoro. Capire che siamo di fronte ad un torneo impegnativo e lavorare sotto ogni aspetto: tecnica, intensità e a livello mentale e più in là con l’atteggiamento tattico. Occorre stare ‘sul pezzo’ per l’intera partita. La volontà di far bene c’è, per ora i risultati dicono che questo non basta. Poi si spera di far crescere il giocatore. Che qualcuno abbia la possibilità di arrivare tra i professionisti”.

Ecco, magari i ragazzi faticano a percepire la crescita quando arrivano risultati così negativi. Come fargli capire che il processo di formazione va al di là del risultato della singola gara?

“Come già detto prima il risultato condizione l’umore dei ragazzi. E’difficile spiegare che si è in crescita se prendi cinque o sei gol a partita. E’ logico che poi perdi l’autostima. Il processo di crescita passa anche dalla capacità di ragionare sul lungo periodo. Sono all’inizio di un percorso e per diventare un professionista la strada è lunga, difficile e faticosa, poi sarà il campo a compiere una selezione ‘naturale’. C’è chi proseguirà come calciatore e chi lo farà per divertirsi. Al momento ci confrontiamo con realtà importanti come Cesena, Bologna, Sassuolo, ma ci sono anche settori giovanili della nostra categoria come Forlì, Bellaria, Santarcangelo e Rimini. Questi saranno test importanti”.

Domenica mattina a Masi Torello arriva il Carpi reduce a sua volta dalle sconfitte con Bologna e Forlì.
“Abbiamo affrontato il Carpi anche in precampionato. E’ una buona squadra con un allenatore molto in gamba che ho già conosciuto nella scorsa stagione. Ha avuto esperienze nel settore giovanile del Parma e al di là dei risultati è una squadra che gioca un buon calcio. Dovremo cercare di proporre qualcosa di buono in campo contro il Carpi, dopo le due batoste e speriamo in un premio a fine gara”.

Attualmente LoSpallino.com raggiunge un pubblico che non è mai stato così vasto e di questo andiamo orgogliosi. Ma sfortunatamente la crescita del pubblico non va di pari passo con la raccolta pubblicitaria online. Questo ha inevitabilmente ripercussioni sulle piccole testate indipendenti come la nostra e non passa giorno senza la notizia della chiusura di realtà che operano nello stesso settore. Noi però siamo determinati a rimanere online e continuare a fornire un servizio apprezzato da tifosi e addetti ai lavori.

Convinti di potercela fare sempre e comunque con le nostre forze, non abbiamo mai chiesto un supporto alla nostra comunità di lettori, nè preso in considerazione di affidarci al modello delle sottoscrizioni o del paywall. Se per te l'informazione de LoSpallino.com ha un valore, ti chiediamo di prendere in considerazione un contributo (totalmente libero) per mantenere vitale la nostra testata e permetterle di crescere ulteriormente in termini di quantità e qualità della sua offerta editoriale.

0