Sei vittorie consecutive? Questione di… fisica e di una delle sue leggi

La terza legge della dinamica recita: “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” e così è sempre, anche per quanto riguarda questo inizio campionato della Mobyt Ferrara. Dopo le prime due sconfitte in fila, la squadra di coach Furlani ha avuto una reazione: essa è stata contraria rispetto all’azione iniziale, ma non uguale di intensità, bensì il triplo più potente e ha portato i biancazzurri a vincere ben sei gare consecutive, alcune ad alto tasso di difficoltà.

Molto bene la serata in Romagna della Mobyt, che ha espugnato il PalaCosta di Ravenna e fatto gioire i suoi numerosi tifosi: poco importa che si trovassero in loco o avessero seguito lo svolgersi degli eventi grazie ai tanti collegamenti. C’era l’imbarazzo della scelta: dal regalo del presidente Bulgarelli, ossia la diretta di Telestense, alla web radio con l’intramontabile Montanari fino alla diretta sul nostro sito che ovviamente mi auguro abbiate seguito almeno un po’.

Con la vittoria nel derby dell’Emilia Romagna, i biancazzurri conquistano la vetta della classifica in solitaria e si confermano la squadra più in forma del campionato, in grado di far fronte alle difficoltà con alcuni semplici attributi:

– Difesa: marchio di fabbrica ormai di tutta la tradizione del basket estense e di coach Furlani in primis. La squadra di quest’anno ha compreso in maniera egregia ciò che lo staff tecnico chiede di fare sul piano difensivo (quasi sempre a uomo tranne alcune fasi di gioco in cui si vedono sprazzi di zona) e cioè: tenere i primi due palleggi delle penetrazioni avversarie, uscire forte su situazioni di pick&roll, cambiare sui blocchi quando necessario e ruotare dal lato debole per “tappare i buchi” lasciati da un eventuale aiuto di un difensore sull’uomo di un suo compagno di squadra. Tutte queste questioni, però, possono essere racchiuse in un unica parola, comunicazione: ossia parlarsi in campo per ottenere una difesa di squadra, aggressiva in ogni occasione.

– Gioco di squadra: come detto più volte in allenamento da coach Furlani, quella di quest’anno non è una squadra che si può permettere di giocare a un livello basso per buona parte della partita, sperando che alla fine la risolva un singolo giocatore. Anzi, si è proprio pensato, tra i vertici della società, di costituire un gruppo di dieci giocatori, tutti capaci di tenere il campo (chi più chi meno per quanto riguarda il minutaggio), senza avere i soliti due o tre under da far giocare nei cosiddetti “garbage time“.  E così è stato anche per i giocatori, che hanno interpretato alla lettera questo principio: infatti nelle prime gare abbiamo visto un Mays da 20 e più punti, ma nelle ultime apparizioni lo stesso americano non è riuscito a trovare la via del canestro. Nessun problema, ci hanno pensato Ferri o Spizzichini. Benfatto ieri non è riuscito ad entrare in partita? Nessun problema, ci ha pensato uno strepitoso Milton Jennings. In altre parole: il bello di questo roster è il fatto che tutti possono, ma soprattutto devono, dare il proprio fondamentale contributo, affiancandosi o addirittura sostituendosi in alcune occasioni ai vari “leader informali” (per citare alcuni rudimenti di psicologia sociale), garantendo comunque il buon esito della gara.

– Ultima qualità, non di certo per importanza, è l’umiltà: Furlani ne ha parlato più volte nei suoi discorsi post-allenamento, soprattutto negli ultimi tempi. Ha raccomandato ai suoi ragazzi di non montarsi la testa dopo la striscia consistente di vittorie consecutive. Così è stato e ieri l’hanno dimostrato egregiamente surclassando Ravenna sul suo campo, nonostante un palazzetto molto ostico, con un migliaio di spettatori che incitavano la propria squadra.

Una cosa che bisognerà ancora migliorare, ma su cui, rispetto ad inizio stagione, sono stati fatti passi da gigante, è la concentrazione. Fino alla partita scorsa, contro Mantova, ci sono stati episodi di cali di tensione che hanno permesso agli avversari di rientrare in partita. Uno particolarmente eclatante è stato quello contro la Remer Treviglio, che ha permesso ai biancoblu di rientrare in gara, portando la sfida ai tempi supplementari dopo che la Mobyt aveva dominato per tutta la prima parte di gara. Oppure la gara fotocopia sul parquet di Corato contro la Torrevento BNB. A Ravenna, però, non ci sono stati problemi di questo tipo: ad ogni tentativo da parte dei ravennati di rientrare in partita (ad esempio gli 8 punti in fila di Foiera a metà secondo periodo), la Mobyt ha risposto colpo su colpo, imponendo sempre il proprio ritmo agli avversari. Questa crescita è sintomo di grande voglia di migliorarsi da parte di tutti i ragazzi ed è una questione che fa ben sperare sia la società sia i suoi tifosi (di giornata in giornata sempre più numerosi al PalaMIT2B), per l’andamento futuro di questa squadra.

La terza legge della dinamica recita: “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” e così è sempre, anche per quanto riguarda questo inizio campionato della Mobyt Ferrara. Speriamo che dopo questa striscia positiva, la squadra possa confutare questo principio continuando a vincere senza reazioni contrarie. LET’S GO MOBYT!

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