L’avversario più temibile? Il senso di appagamento, parola di coach Adriano Furlani

Gli piaccia o meno, Adriano Furlani è uno degli uomini del momento in DNA Silver: reduce da sei vittorie consecutive con la sua Mobyt, è stato anche insignito del premio di allenatore del mese di novembre. Tuttavia il tecnico non sembra affatto dar peso a numeri e onorificenze e continua a tenere alta la tensione all’interno del gruppo di giocatori che gli è stato affidato. Nell’allenamento del giovedì, per esempio, ha voluto rimarcare con decisione l’importanza di tenere alto il livello di attenzione: il clima che si respira al palazzo, ha lasciato intendere l’allenatore, è quello sano di una squadra solida e in forma. Squadra che deve mantenersi unita e che deve cercare di trovare tra le mura domestiche sempre più sicurezza, e sempre più forza da un pubblico di giorno in giorno più vivace, rumoroso e numeroso.

Dopo la gara di Mantova non era sicuro che la striscia di cinque vittorie costituisse per lei un record personale, adesso con la sesta consecutiva, la quarta del mese e il titolo di miglior allenatore di novembre, forse può avere qualche certezza in più. Cosa ha questa Mobyt in più rispetto alle squadre che ha allenato in passato?
“Beh, a volte il gioco delle strisce dipende molto anche dal calendario: ricordo che l’anno di C2 in cui vincemmo il campionato arrivammo primi al termine della stagione regolare, non facemmo strisce però arrivammo primi in fondo. E’ una questione di campionato, di situazioni più o meno favorevoli e di calendario. Comunque questa è una squadra che ha dimostrato di avere personalità, perché in questa striscia abbiamo vinto tre partite giocando due supplementari. Ha dimostrato di avere coesione e compattezza perché nei momenti in cui qualche giocatore importante ha toppato si sono sempre trovate altre risorse da altri giocatori. Ma soprattutto questa squadra ha dimostrato di avere grande credibilità difensiva, anche nei momenti in cui ha faticato in attacco ha sempre saputo aggrapparsi alla difesa per vincere le partite”.

Si aspettava una prestazione così convincente contro Ravenna?
“No, non me l’aspettavo. Lì, capire se siamo stati molto bravi noi o se loro hanno accusato la pressione del risultato giocando al di sotto del loro standard non lo possiamo sapere. Mi va bene così, prendo quello che di buono abbiamo fatto con la consapevolezza che questo ci ha portati in vetta alla classifica. Da Mantova e Ravenna, se si fosse usciti con qualche punti in meno non si sarebbe scandalizzato nessuno”.

Ora vi ritrovate finalmente a casa, con il pubblico delle grandi occasioni e contro una squadra peggio piazzata in campionato, forse la pressione sarà addirittura maggiore.
“Questo è il pericolo, è il pericolo di essere, non dico appagati, però in una sorta di sbornia dopo sei vittorie consecutive. Il rischio è quello di affrontare una partita, in casa, con una squadra molto difficile da collocare, che fino a ora ha perso subito un americano, e ne ha appena inserito un altro. Penso sia una squadra temibile che già l’anno scorso fece molto male a Ferrara, sarebbe un errore sprecare quello che di buono è stato fatto fino ad adesso con una prestazione scadente in casa”.

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