Nonostante la vittoria Bulgarelli è perplesso: Non possiamo avere paura

Dopo la sofferta, seppur meritata, vittoria contro la Torrevento Basket Nord Barese, il primo a sottoporsi alle domande dei giornalisti è stato il presidente Fabio Bulgarelli, anche lui presente a palazzo per tifare i suoi ragazzi in un momento non di certo troppo felice. Dopo di lui abbiamo incontrato coach Adriano Furlani. Ecco di seguito le parole dei due.

FABIO BULGARELLI

Presidente, queste sono quelle partite che non solo fanno classifica, ma portano anche gente al palazzo.
“Oggi era importante vincere, soprattutto per dare continuità ai risultati positivi in casa fino a questo momento, ma personalmente, faccio la voce fuori dal coro, sono pessimista e tendo a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Come tutti sappiamo, abbiamo avuto, in questi ultimi mesi, una serie incredibile di sfortune. Ora però è arrivato il momento di ritrovare alcuni giocatori che, rispetto alle prestazioni di inizio campionato, si sono un po’ persi per strada. In questo momento siamo, per così dire, Mays-dipendenti, anche stasera infatti, se non ci fosse stato lui, probabilmente non saremmo qui a festeggiare. Sappiamo che in queste condizioni sarà difficile restare nella parte alta della classifica, ma per oggi, bastano i due punti”.

Non sappiamo se tra i giocatori a cui si riferisce ci sia anche Milton Jennings. Oggi, se non ci fosse stato lui nella parte finale di gara, dopo aver assaggiato tanta panchina, molto probabilmente sarebbe stato oggetto di forti critiche.
“Assolutamente, non mi riferivo a lui, anche perché questa sera, insieme a Mays, ci ha permesso di vincere questa partita. Il mio discorso è di carattere generale. Penso che questa squadra abbia ancora un po’ paura di se stessa, ma una squadra di prima fascia come siamo noi non può permettersi di giocare con la paura. Oggi è andata bene ma non benissimo, per ritornare ai risultati del girone d’andata bisogna cambiare strada, ma soprattutto ritrovare fiducia”.

Il fatto che Spizzichini sia uscito malamente dalla partita, ha un po’ smorzato il palpabile entusiasmo di tutti i presenti a palazzo: sa qualcosa di più sulle sue condizioni?
“Non dovrebbe essere nulla di grave, ha avuto un problema alla caviglia, ma non penso sia una situazione d’emergenza”.

Una cosa che abbiamo sottolineato nelle ultime settimane è che la squadra fa molto più fatica in trasferta che in casa. Alla vigilia di una gara così importante come di Agrigento parlerà ai ragazzi?
“Alla squadra non parlerò perché in questo momento non ce n’è alcun bisogno. Oggi abbiamo vinto e di conseguenza non possiamo parlare di crisi. Sto solo dicendo che non siamo più la squadra di prima e dobbiamo lavorare su questo. La partita di Agrigento non è la partita che dobbiamo vincere, ma dobbiamo dare continuità al buon lavoro in campo. Inoltre la nostra priorità è, come dicevo prima, recuperare quei giocatori tipo Ferri e Banfatto, far entrare Amici e riavere in squadra Flamini, giocatore molto importante, e su cui sono stati spesi anche molti soldi, che ancora non ha avuto occasione di farsi vedere davvero per quello che è”.
ADRIANO FURLANI

Coach, nell’arco della partita abbiamo visto tanti alti e tanti bassi. L’importante era portare a casa il risultato e dare una risposta al dopo Omegna: i punti sono arrivati, le risposte forse non sono arrivate tutte.
“Sinceramente, per me la cosa fondamentale non è avere delle risposte adesso, ma è importante aver mosso nuovamente la classifica e da qui ripartire. All’interno della stessa gara abbiamo avuto due volti: all’inizio molto bene, anche nelle scelte offensive, pur subendo la loro aggressività. Poi però per la prima volta siamo stati sotto a livello di difesa, in balia di tante situazioni di uno contro uno. Questo non va bene: noi questi errori non li abbiamo mai fatti, ma questa sera ce li siamo portati avanti per tutta la partita e, quando poi arrivi a giocare punto a punto, è più facile sbagliare che fare bene. Ad un certo punto della gara io ho fatto una scelta, che può essere compresa o no: ho scelto di giocare senza uno dei miei due americani, perché lui deve capire che, facendo una battuta, c’è differenza tra le pantegane e le pantere. Lui troppo spesso è in versione pantegana, ma se sta seduto tutta la gara e poi, quando lo faccio rientrare, segna dei canestri così, ben venga! La mia scelta è stata anche dettata dai troppi errori sotto canestro nel primo quarto (4/7 Benfatto e 1/3 Jennings) e noi non possiamo permetterci di non avere pericolosità interna. Benfatto ha fatto un ottimo primo quarto, dove si è speso molto soprattutto dal punto di vista fisico, calando poi nel prosieguo di partita. Ho avuto tanto da Amici che, pur giocando fuori ruolo, da lungo atipico, ci ha fornito un’ulteriore soluzione in attacco, sfruttata a tratti, anche se poi si è intestardito perdendo alcuni palloni. Adesso come adesso, in attesa di ritrovare il secondo playmaker in campo (Flamini), abbiamo mosso la classifica e va bene così”.

Mettendo sul piano della bilancia i pro e i contro della gara di questa sera che conclusioni si possono trarre? Anche alla luce delle parole del presidente Bulgarelli, che si è detto pessimista.
“Penso che la partita di questa sera possa esporci a delle critiche. Che questo fosse un momento difficile lo sapevamo, ma per correttezza intellettuale bisogna che ci ricordiamo cosa si diceva subito dopo gli infortuni, cioè che l’emergenza, nel breve periodo, la si può gestire, ma alla lunga la si paga. E noi, in questo momento, stiamo pagando. Per ricucirci addosso le qualità che avevamo fatto vedere nel girone d’andata, le critiche sono in qualche modo necessarie, ma io non voglio sparare sulla mia squadra perché so quello che stanno spendendo in palestra durante la settimana e sono orgoglioso di allenare un gruppo che ha queste caratteristiche e questa moralità. I conti, poi, si fanno alla fine: non è che comprando dei giocatori importanti, arrivi automatica la vittoria. Prima bisogna farli giocare. Si spendono soldi, si lavora in palestra e poi, alla fine, ma solo alla fine, si può vincere. Questa squadra ha solo bisogno di rimettersi in ordine come idee e , secondo me, ripartiremo”.


In settimana si è parlato tanto del prossimo turno infrasettimanale contro la capolista Agrigento: loro saranno pure favoriti, ma voi ci arrivate in scia di una vittoria come questa, ottenuta dopo un tempo supplementare, in un clima da playoff.
“Ci sono squadre che hanno caratteristiche che possono dare fastidio, e la Torrevento è una di queste, con esterni molto veloci e dinamici che possono mettere in difficoltà gli avversari, e noi ci siamo entrati brutalmente. Quella di Agrigento è una partita molto diversa: se sono primi c’è un motivo. Stanno giocando egregiamente nelle ultime partite. Vediamo noi che partita riusciremo a mettere in piedi, tenendo conto che, nelle ultime nostre trasferte, partendo da Chieti fino ad arrivare a Omegna, con l’intermezzo positivo di Recanati, non abbiamo offerto una prestazione decente. Domenica sarà una partita molto importante perché, se sei in corsa per il primato, come lo siamo noi, allora devi correre per dare il miglior risultato possibili; è gusto che ci siano le critiche, ma le valutazioni si fanno alla fine”.

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