Se Jennings si riposa ci pensa Flamini: lampi di classe per l’ex Pesaro

Contro Firenze la Mobyt perde Jennings ma ritrova Flamini. Il ragazzone da Clemson non brilla, mentre il veterano da Macerata ha mostrato sprazzi di classe pura. Bene anche Ferri e Spizzichini.

Jennings 5: – Parte fortissimo con quattro punti in fila poi, pian piano, si addormenta in campo ed esce totalmente dalla partita. Coach Furlani quindi lo tiene a sedere per la maggior parte del terzo e del quarto periodo per dare spazio a giocatori più ispirati di lui.

Spizzichini 6,5 – Come da abitudine superba prestazione difensiva per Gabriele, condita, questa volta, da un ottimo gioco offensivo nonostante i diversi errori al tiro. Ormai parlare della prestazione di un giocatore così può diventare ripetitivo, ma non si è mai stanchi di sottolineare il fondamentale apporto che dà alla squadra e di elogiare un giocatore così umile e così disposto a sacrificarsi per il bene dei compagni.

Benfatto 6 – A inizio gara soffre un po’ le iniziative offensive di Conti e non riesce a trovare la via del canestro. Durante la gara, però si riscatta, soprattutto i difesa, dove fa dannare il lungo di riserva Quaglia, rubandogli svariati palloni e contestandogli ogni ricezione spalle a canestro.

Mays 6 – Non è di certo il Mays di Agrigento, ma non si possono sempre chiedere gli straordinari all’americano. D’altra parte tre partite in sette giorni si fanno sentire, anche su un ragazzio giovane. Julius comincia fortissimo con una serie di triple che affossano la difesa avversaria, poi a metà del secondo quarto si vede sanzionare un tecnico per proteste (più che legittime) e costringe Furlani a farlo sedere. Ritorna in campo nella seconda metà di gara, ma la mano si è raffreddata e non riesce a rientrare pienamente nei giochi offensivi

Ferri 7 – Criticato dopo la gara infrasettimanale, il capitano quest’oggi si è riscattato nel migliore dei modi. Particolarmente chirurgico nelle scelte offensive (solo 7 tiri di cui 4 a segno) fa il diavolo a quattro in difesa, annullando quasi del tutto Simoncelli e gettandosi su ogni pallone vagante.

Pipitone 6 – Molto utilizzato da Furlani a causa della non eccelsa prestazione di Benfatto e Jennings, ripaga la fiducia con una bella difesa sui lunghi avversari e con tre rimbalzi catturati, tutti in zona d’attacco, importantissimi per il buon esito della gara.

Amici 6.5 – Voglioso di riscatto dopo l’orribile prova di giovedì ad Agrigento, Alessandro entra in campo con una determinazione incredibile. Fondamentale il suo apporto in difesa (tra cui ricordiamo una bellissima stoppata sulla penetrazione di Quaglia), fatica in attacco a far muovere la retina, ma si fa trovare presente nell’ultimo periodo, quando, con un canestro dai 6 metri e 25, ricaccia indietro gli avversari, sancendo, di fatto, la vittoria. Peccato per le tre palle perse a dir poco banali che incidono sulla valutazione.

Flamini 7,5 – Finalmente, il secondo playmaker in campo  – per usare le parole di Furlani – è tornato. Contro Firenze abbiamo avuto un assaggio delle qualità che hanno reso grande il giocatore di Macerata. Poco meno di dodici minuti in campo per lui, ma di una qualità incredibile. Scende sul parquet nel secondo periodo e sta in campo cinque giri d’orologio che gli servono per riprendere vera confidenza con il gioco (ad Agrigento, come ammesso dal suo coach, il suo ingresso in campo è stato un errore), senza incidere. Ritorna a giocare nel terzo periodo e, per fortuna, salva la partita: due bombe nel peggior momento della Mobyt (dopo un parziale di 9-0), ma soprattutto, un paio di azioni difensive davvero di altissimo livello, degne del Flamini di Scafati, che regalano ai biancazzurri canestri facili in contropiede. Eroe della serata.

Bottioni 6,5 – Solita buona prestazione per il regista di riserva: bene in cabina di regia, molto bene in difesa su Simoncelli (le sue azioni di contenimento, hanno generato abbastanza palle perse dalla compagine fiorentina) e anche quattro punti a referto senza contare i due assist distribuiti per i compagni. Un giocatore di personalità, tenendo sempre ben presente che ha solo 21 anni.

Andreaus n.g. – Poco più di un minuto di gioco per il lungo padovano, un minuto in cui tocca a malapena due palloni. Troppo poco per giudicarlo.

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