Ferrara-Mantova ai raggi X: il precedente, statistiche e duelli chiave

Siamo ancora qui, nonostante il brutto momento che la Mobyt sta passando, il campionato è ancora lungo e un buon piazzamento in ottica playoff è ancora possibile. Domenica arriverà al PalaMIT2B la Dinamica Mantova, che con Ferrara ha tanto in comune (a partire dall’ex allenatore Alberto Morea). Gli Stings arrivano da una sconfitta in trasferta e sono più o meno nella situazione dei biancazzurri: vittorie in casa, ma sconfitte pesanti in trasferta, quindi, in teoria (ma come sappiamo la teoria è ben diversa dalla pratica, soprattutto con la Mobyt), i pronostici dovrebbero essere favorevoli a Ferri e compagni.

UN GIRONE FA

DINAMICA MANTOVA – MOBYT FERRARA  60-67
PARZIALI: (12-11; 10-19; 14-17; 24-20)

DINAMICA MANTOVA: Jefferson 8, Clemente 15, Ranuzzi 9, Nardi 10, Losi 12, Veccia, Pace, Alibegovic 6, Pignatti, Allodi. All.: Alberto Morea.
MOBYT FERRARA: Spizzichini 2, Ferri 6, Benfatto 18, Jennings 13, Mays, Bottioni, Casadei 6, Infanti 10, Andreaus 8, Pipitone 4. All.: Adriano Furlani

La partita dell’andata è stata dominata da Michele Benfatto, autore di 18 punti e di una gara di altissimo livello sia offensivo che difensivo. Partiti male all’inizio del primo periodo di gioco (10-3 di parziale negativo), i ragazzi di coach Furlani riprendono l’inerzia della partita grazie all’esperienza messa sul campo da Daniele Casadei, ai punti di Infanti e alla difesa di un ormai compianto Milton Jennings, in una delle sue partite migliori dell’anno. Nel terzo quarto, tanto dannoso alla Mobyt in questa stagione dati i cali di tensione generati dal sicuro vantaggio all’intervallo lungo, la musica non cambia e sono sempre i biancazzurri a tenere le redini della gara, nonostante qualche calo di lucidità offensiva. Nel quarto periodo un Benfatto un po’ fuori dai giochi rientra prepotentemente in partita (10 punti nel solo ultimo periodo) dopo l’espulsione del suo diretto avversario Jefferson e dello spazio conseguentemente venutosi a creare sotto canestro. Ma la Dinamica ancora non è sconfitta e, grazie ad una tripla impossibile di Nardi, ritorna a -4 con 37 secondi sul cronometro; nell’azione successiva la compagine lombarda decide di commettere fallo sistematico per guadagnare tempo, ma manda in lunetta il giocatore sbagliato, capitan Ferri, come al solito glaciale, che con un 2/2 riporta i suoi a due possessi pieni di vantaggio. Dall’altra parte rimangono una manciata di secondi per provare a ricucire, seppur in parte, lo svantaggio, ma i tentativi prima di Losi e poi di Nardi dalla lunga distanza non vanno a segno, regalando la vittoria, i due punti e il primato in classifica… bei momenti a cui ripensare.

I LEADERS (medie a partita)

Punti
MANTOVA: Nardi 14.4
FERRARA: Mays 16.6

Rimbalzi
MANTOVA: Jefferson 10.7
FERRARA: Jennings 7.2

Assist
MANTOVA: Nardi 4.8
FERRARA: Mays 2.6

Palle Recuperate
MANTOVA: Losi 1.5
FERRARA: Flamini 1.6 (Assente)

Dalle cifre possiamo dedurre che Mike Nardi è un giocatore fondamentale della compagine mantovana, così come tutto il reparto “piccoli”, capace di fare tanto male alle difese avversarie grazie alle singole caratteristiche di ogni giocatore. I giocatori a disposizione di Morea si completano l’uno con l’altro, creando un giusto mix tra esperienza e sfrontatezza, atletismo e tecnica, tiro da tre e gioco in uno contro uno. Sarà fondamentale, per i biancazzurri, riuscire a contenere questi giocatori (Losi, Nardi Ranuzzi, Lamma) per arrivare alla vittoria e portare a casa i due punti.

I DUELLI CHIAVE

Benfatto vs Clemente (Jefferson): Il vero duello sarebbe Benfatto-Jefferson, ma è stato messo tra parentesi data la sua improbabile presenza sul campo domenica, dopo l’infortunio incorso in settimana. Quindi, il suo posto in marcatura, verrà probabilmente preso da Ramon Clemente in primis, logicamente aiutato da tutti gli altri lunghi della squadra. All’andata, prima dell’espulsione di Jefferson, i due avevano fatto un lavoro esemplare, riuscendo, come da indicazioni della panchina, ad escludere il totem estense dagli schemi offensivi. Anche domenica, probabilmente, il compito che coach Morea ha chiesto ai suoi sarà quello di tener fuori il più possibile un Benfatto tornato in ottima forma nelle ultime partite. Sicuramente le doti atletiche dei due americani sono davvero impressionanti, incomparabili con quelle del lungo estense, ma l’esperienza di Michele è talmente superiore che, in un qualche modo, riuscirà a bucare la cortina messa in atto dagli stranieri della Dinamica.

Amici vs Ranuzzi-Lamma: Compito importante questa settimana per il “novellino” (solo per quanto riguarda la sua permanenza) di casa Mobyt, che dovrà incaricarsi di marcare due giocatori piuttosto insidiosi tra il reparto piccoli a disposizione di coach Morea. Uno di loro è Alex Ranuzzi, già visto all’andata e che sta attraversando  un periodo di ottima forma, l’altro è il super veterano Davide Lamma, arrivato a metà stagione e da tutti conosciuto per essere stato membro della Nazionale Italiana e protagonista per anni in Serie A (Fortitudo, Siena, Cantù). Compito di Alessandro e di tutti gli esterni in maglia biancazzurra, sarà quello di fermare le iniziative, soprattutto in campo aperto, dei piccoli lombardi, molto bravi a giocare in transizione e ad inventare all’esterno della linea dei tre punti.

Spizzichini vs Nardi: Discorso fatto in precedenza e che si ripete ogni domenica: Spizzichini dovrà marcare il primo terminale offensivo, nonché migliore realizzatore, della Dinamica, Mike Nardi. L’italoamericano all’andata ha messo abbastanza in difficoltà la difesa estense, ed ha realizzato la tripla che ha riportato a -4 i lombardi ad una manciata di secondi dalla fine. Sarà proprio questo il compito di Gabriele, evitare che si ripropongano situazioni di difficoltà come quella dell’andata, per garantire una vittoria tranquilla alla Mobyt, cosa che non si verifica da qualche tempo, forse troppo, a questa parte. La cosa migliore da fare, contro un giocatore come Nardi, è il negargli ogni ricezione facile per evitare che si coordini e prenda un tiro semplice. Certo è che, con questa strategia, si concede più facilmente la penetrazione e lì dovranno essere bravi i compagni a ruotare in aiuto.

Ferri vs Losi: Questa è una sfida tra capitani, due che si conoscono più che bene, almeno cestisticamente parlando. Il suo avversario è un giocatore davvero imprevedibile e Michele lo sa eccome: capace di tutto, Losi può giocar male tutta la partita e, nei momenti che contano, segnarti un canestro impossibile in faccia, soprattutto dalla lunga distanza. È un atleta che fa dell’estro il suo punto di forza: si ricordano triple messe a segno in contropiede da distanze siderali, con Jordan che si arresta ben più indietro rispetto la linea dei tre punti e spara il tiro (come Basile per intenderci, ovviamente con le dovute proporzioni). Il capitano conosce certamente meglio di noi le qualità del suo diretto avversario e sa che non bisogna sottovalutarlo neanche se, fino a quel momento, ha giocato male sbagliando la maggior parte di tiri tentati.

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