Parola di capitano: La squadra sta dando tutto, situazione difficile

Sono Michele Ferri e Alessandro Amici i biancazzurri passati in sala stampa dopo la sconfitta interna della Mobyt contro Recanati. Ecco di seguito le loro dichiarazioni.

MICHELE FERRI

Michele, siete stati sotto tutta la partita, ma ad un certo punto avete avuto la possibilità di passare in vantaggio e forse vincere.
“Non siamo riusciti a trovare quel vantaggio, che avrebbe potuto darci nuove energie. Abbiamo speso moltissimo per recuperare, anche considerando che eravamo particolarmente corti come rotazioni. Molti giocatori hanno giocato fuori posizione, ma hanno dato tutto e oltre. A volte, con questa intenzione, siamo andati a volte sopra le righe e abbiamo commesso alcuni errori. Ma questi vanno visti come un voler fare troppo, non come disattenzioni. Andare a +1 ci avrebbe comunque riempito nuovamente il serbatoio di benzina, purtroppo non ce l’abbiamo fatta. Ma non va colpevolizzato il singolo che ha sbagliato il contropiede, visto che tutti abbiamo commesso errori. Siamo stati bravi a non mollare per tutti e quaranta i minuti”.

Da martedì si torna in palestra, ma allenarsi a ranghi ridotti non è facile.
“È così da molto tempo ormai, questa settimana mancherà anche Pipitone, convocato con la nazionale. Bisogna comunque mantenere alta la concentrazione e lo staff dovrà inventarsi qualcosa. Nonostante tutte le difficoltà, possiamo ancora sperare di guadagnare un buon posizionamento in vista dei playoff”.

ALESSANDRO AMICI

Alessandro, siete andati vicini a un impresa che poi è sfumata non soltanto per colpa vostra.
“Sono qui da ormai due mesi e da quel giorno, troppo spesso, abbiamo dato la colpa agli altri per quel che di brutto ci succedeva. Ora è tempo di pensare solamente ai nostri errori, quelli che commettiamo sul campo, stasera ce ne sono stati tanti, di cui mi prendo anche io le mie responsabilità. Nel quarto periodo la squadra ha avuto una grande risposta e dal -14, quando nessuno ci avrebbe mai scommesso, siamo arrivati ad avere in mano il pallone del sorpasso senza riuscire però a concretizzarlo. E di questo ne siamo molto delusi e amareggiati, avendo dimostrato il fatto che potevamo vincerla questa gara. Se non ci fossero stati quei troppi errori di cui parlavo prima, questa partita saremmo riusciti a gestirla in modo completamente diverso e soprattutto, molto più agevole.”

La settimana precedente a questa gara è stata molto travagliata e negativa, se dovessi fare un riassunto della situazione?
“Questa è una stagione molto complicata per la Mobyt, altrimenti anche io non sarei qui. Ci sono stati due infortuni gravi in precedenza, oltre a quelli meno gravi, ora è sopraggiunto il terzo. Purtroppo siamo costretti ad allenarci sempre con l’organico incompleto e anche la rosa, in partita, viene completata dai giovani che non riescono a darci quello che ci darebbero dei veterani. Perché è di mancanza di veterani che stiamo parlando: questo è un gruppo giovane che, a parte Michele Ferri, ha perso tutti i suoi veterani, prima Flamini, poi Casadei e ora Benfatto”.

Il cuore che avete messo nell’ultimo quarto è il punto fermo da cui questa Mobyt deve ripartire.
“Questo sicuramente è un punto di partenza, ma questa sera il nostro coach in un timeout, chiamato nel secondo quarto, ci ha detto che il cuore a volte non basta per vincere le partite, ed è vero. Noi avevamo sesso di giocare con la testa. Non riuscivamo ad arrivare alla fine di un’azione tenendo fede ai nostri obbiettivi, ma la provavamo a risolvere singolarmente, io compreso, arrivando a delle forzature. Certo il cuore conterà abbastanza nel futuro prossimo, però se non teniamo anche la testa in mezzo al campo, rischiamo di fare la figura di stasera, contro una squadra, tra l’altro, con cui potevamo vincere tranquillamente anche senza Benfatto”.

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