In sala stampa solo parole dolci, Furlani: Questi ragazzi non mollano mai

L’eco dell’assordante boato finale del PalaMIT2B deve ancora diradarsi del tutto quando in sala stampa annotiamo le sensazioni post-partita di coach Adriano Furlani, del presidente Fabio Bulgarelli e di Daniele Casadei, eroe della serata.

ADRIANO FURLANI

Paradossalmente gara5 è iniziata sulla sirena che ha chiuso gara4, con le voci, spesso amplificate, che parlavano di arbitraggi non all’altezza ma che sembravano aver influito sulle prestazioni della Mobyt.
“Di questioni esterne al campo non voglio proprio parlare, anche se non penso che le esternazioni fatte in questi giorni dai nostri dirigenti abbiano portato l’arbitraggio dalla nostra parte, anzi. Parlo invece di una partita che era nelle mani di Ravenna, ma come avevamo buttato via gara3, questa sera siamo andati a riprendercela. E’ una grande gioia, perché davanti a tutta questa gente abbiamo vinto giocando nel finale, finalmente, la nostra pallacanestro”.

Cosa ha fatto scattare la molla decisiva nella testa dei giocatori?
“L’abbiamo girata con una scelta tattica radicale: giocare senza americani, per fare la difesa a zona. Da lì abbiamo preso fiducia e inerzia, e Mays una volta rientrato ci ha trascinati alla vittoria. Ma voglio fare un plauso al sacrificio fatto da alcuni giocatori: Bottioni, splendido nel lavoro sporco; Amici, che pur nelle sue follie ci dà sempre cose importanti; Spizzichini, che ha giocato un match di sostanza incredibile”.

Questo gruppo ci ha creduto fino alla fine, anche quando non ci credeva più nessuno.
“Noi eravamo troppo brutti per essere veri, ma questo nasce anche da una situazione tattica; mancandoci un giocatore interno come Benfatto si fa fatica a reinventare un Jennings come interno. Abbiamo cercato di sorprenderli nelle prime due gare, riuscendoci. Poi loro sono stati bravi ad adeguarsi, noi abbiamo invertito la tendenza, per fortuna, nell’ultimo quarto. Concludo con un riconoscimento a questi ragazzi che pur avendo sbagliato qualche partita non hanno mai smesso di provarci. E adesso nell’ottica di una semifinale in cui partiamo da sfavoriti continueremo a farlo, poi siamo così meteoropatici e imprevedibili che chissà…”.

FABIO BULGARELLI

“Non voglio esagerare, ma questa è stata la più bella partita della mia carriera presidenziale. Per la prima volta abbiamo riempito il palazzetto, il mio sogno fin dall’inizio dell’avventura. Dal punto di vista delle emozioni, difficilmente ripetibile. Anche la sinergia dei tifosi di calcio e basket ci ha aiutato ad avere la meglio sullo splendido pubblico di Ravenna. Credo abbia ragione Giordani quando dice che per larghi tratti Ravenna ha dominato, ma non è un caso che il canestro decisivo l’abbia segnato Casadei. Dopo tanta sfortuna, qualcosa torna indietro. Raccogliamo un risultato eccezionale; ora andiamo a giocarci un altro derby, partendo da sfavoriti, ma sognare non costa”.

DANIELE CASADEI

Questa è la tua quinta partita dopo l’infortunio, ma da stasera possiamo dire che sei ufficialmente tornato. Hai segnato due bombe che ricorderai a lungo.
“Le due bombe di stasera me le ricorderò per un pezzo: per l’importanza in quel momento del match, per la mia autostima personale, per come il pubblico ha reagito. Soprattutto, devo ringraziare immensamente i miei compagni: a 40 secondi dalla fine hanno deciso di dare in mano a un giocatore fuori da cinque mesi il loro futuro. In queste due bombe c’è tutto: c’è l’operazione, c’è la fisioterapia, c’è la sofferenza di stare fuori, ci sono i palloni passati ai compagni quando ero fermo su una gamba, solo per toccare il pallone mentre loro tirano. Bella serata, davvero”.

E quel tiro da dietro il tabellone…
“Io sono uno che prende e tira da metà campo, da dietro il tabellone, dagli spogliatoi… durante l’allenamento mi piace perché allegerisce un po’ la tensione e mi diverto. Oggi ho fatto questa penetrazione, c’è stato un taglio, Singletary si è girato per cercare questo taglio e io mi sono ritrovato un po’ dietro, a quel punto ridare la palla fuori non mi sembrava una grande idea quindi ho tirato; è andato bene!”

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