Ricomincio… da me: Fabio Bulgarelli si dice soddisfatto e si toglie qualche sassolino

Le lunghe ore che sembravano condurre inesorabilmente alla cessione del titolo sportivo della Pallacanestro Ferrara 2011 a Treviso  si sono concluse nella mattinata di mercoledì con un finale a sorpresa. L’ambiente imprenditoriale ferrarese ha preso una posizione importante, trattenendo il titolo in città e garantendo un’altro anno in Adecco Silver sotto la guida di Fabio Bulgarelli. Abbiamo ricostruito proprio insieme al presidente le fasi cruciali e l’epilogo di questa crisi lampo risoltasi nel modo migliore per i colori biancazzurri.

“Sono stati tre giorni di fuoco – sottolinea il presidente – ma siamo giunti ad un finale giusto per la Pallacanestro Ferrara. Un buon risultato che ci permette almeno un altro anno di lavoro e la premessa di un lavoro di cambiamento durante questo periodo. E’ arrivato finalmente un interlocutore forte, che è dottor Maiarelli di ICOS, che probabilmente entrerà in società attraverso le sue aziende o i suoi partner acquisendo quote societarie e  alleggerendo così il carico mio e di Simone Colombarini. Questo consentirà alla Mobyt maggior indipendenza rispetto alla SPAL. Era il risultato che verso cui volevo andare, una maggior indipendenza e autonomia delle due società, ed è giusto così, anche alla luce degli scarsi risultati della polisportiva”.

Le sue condizioni sono state rispettate?
“Direi che sono state rispettate. L’ingresso di un socio del genere è una garanzia, ed è proprio una garanzia che io cercavo. E’ il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, non ché futuro presidente dell’Unione Industriali. Credo che non si possano chiedere referenze migliori. Già domani saremo insieme dal sindaco per spiegare i nostri intenti e per abbozzare già il discorso sulla convenzione del palasport”.

Cosa ha convinto il dottor Maiarelli?
“Senz’altro è stato mosso dal grande valore sociale della pallacanestro e dalle possibilità che essa porta di costruire collaborazioni interessanti mentre si lavora con la città”.

E’ stata la riunione di ieri sera a sbloccare la situazione?
“In verità no. Dalla riunione era emersa grande volontà, ma nessuna possibilità da parte degli sponsor di incrementare il loro impegno. Si può dire che da quella sede la fumata è stata nera. Poi questa mattina ho avuto il contatto con Maiarelli, e così abbiamo raggiunto l’accordo”.

Tra le sue richieste c’erano anche due anni di impegno.
“Ecco, quelli non li ho ottenuti. andiamo avanti con una scadenza a termine che vale per questa stagione. Ho ritenuto che le garanzie messe in campo fossero sufficienti. Se l’anno prossimo saremo da capo però la cessione sarà inevitabile. Anche perché l’obiettivo rimane sempre l’alleggerimento del mio impegno e anche di quello di Colombarini, che ha già comunicato l’intenzione di disimpegnarsi dal basket per concentrarsi  maggiormente sulla SPAL. Ma credo che potremmo essere sulla strada giusta per fare questo senza ricorrere a scelte così drastiche”.

Si aspettava questo epilogo?
“No, viste le premesse onestamente ero convintissimo che il titolo fosse già a Treviso. E invece è andata così, è rimasto a Ferrara, e ora vedremo, stiamo anche valutando se addirittura ci sia convenienza in un eventuale ripescaggio in Adecco Gold, quindi tutto si potrebbe chiudere anche meglio di come siamo partiti. Da questa faccenda però credo che ci sia cogliere qualche insegnamento. Se nessuno si mobilità in maniera significativa verso la famiglia Colombarini in ambito SPAL, quello che ho fatto io al basket in questi giorni potrebbe succedere, tra qualche anno, anche in casa biancazzura”.

Cioè, lei pensa che i fatti di questi giorni possano essere profetici, se le condizioni rimangono queste, anche per la SPAL?
“Io credo di sì. Alla lunga tutto logora, e non è una questione soltanto di soldi. Il fatto è che chi intraprende avventure impegnative come questa, impegnando anche tante risorse personali ed economiche, ha bisogno di sentirsi in qualche modo avvicinato, supportato e sostenuto dal tessuto economico e imprenditoriale della città. Se intorno a se trova solo immobilismo la gara si fa sempre dura. Ora siamo agli inizi, freschi di promozione, c’è grande entusiasmo, ma tra qualche anno i discorsi saranno sicuramente più complessi se tutto questo non sarà riuscito a creare un certo tipo di ambiente”.

L’assetto societario rimarrà lo stesso?
“Sì in società dovrebbe rimanere tutto uguale”

In definitiva, è contento?
“Sono stati giorni difficili. Sono stato messo alla prova, e sono stato anche offeso, sia io sia la mia famiglia, ed è una cosa a cui andrò in fondo. Da questo punto di vista non sono contento. Però mi sono messo in discussione in modo importate, ed è servito ad ottenere un altro anno, un’ultima chance. Spero vivamente che serva a traghettare il basket ferrarese ad un’altra situazione e ad un altro tipo di stabilità basata su altre premesse”.

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