Sabato ci sarà anche Paolino Rossi per tifare SPAL: Lì c’è un pezzo del mio cuore

Avrebbe potuto (e voluto) essere in campo anche stavolta, seppure da avversario, Paolino Rossi. Invece l’ex centrocampista spallino sabato si dovrà accomodare in tribuna, perché la fortuna gli ha voltato le spalle: carriera chiusa anticipatamente ad appena 31 anni a causa di ginocchia malandate. Tuttavia non ha dubbi sulla squadra per cui tiferà: “La SPAL per me rappresenta qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Un pezzo del mio cuore. I cinque anni che ho trascorso a Ferrara sono stati sicuramente i più belli della mia carriera e ogni volta tornare è qualcosa di speciale. Mi dispiace solo non sia potuto durare di più. Se non ci fosse stata la mancata iscrizione nel 2012 sarei sicuramente rimasto”.

Invece la strada di Paolino ha fatto una deviazione, riportandolo in Romagna, dove è nato e cresciuto. Due stagioni a Santarcangelo, con un gol alla SPAL nella gara d’andata dello scorso campionato, poi il crac al ginocchio destro (“Quello rimasto sano”, dice amaramente). Lesione al legamento crociato e sentenza inappellabile dei medici: basta col calcio professionistico. “Io però sono cocciuto – racconta lui – così ho consultato altri specialisti per cercare uno spiraglio. Avendo già fatto un intervento delicato al ginocchio sinistro anni prima, tutti mi hanno sconsigliato di tornare in campo. E se lo volevo fare, a intensità ben più basse di quelle richieste dal professionismo”. Così, ingoiato il boccone più amaro, Paolino ha voltato pagina e si è iscritto al corso per allenatori di Coverciano e ha preso in consegna la squadra Esordienti dell’Asca Borghi, squadra di Promozione vicino a Santarcangelo. “Nonostante abbia iniziato da poco – racconta – ho già capito che questa sarà la mia strada. Mi diverto molto ad allenare i bambini e questa bella esperienza mi sta aiutando a mettermi definitivamente alle spalle il pensiero di aver dovuto smettere col calcio giocato. Spero di poter insegnare loro tutte le cose che ho avuto modo di imparare io”.

In realtà Paolino non la racconta del tutto giusta, perché alla domenica c’è ancora una squadra che può contare su di lui dentro al rettangolo verde. “E’ vero – ammette – alla fine ho ceduto alla tentazione di giocare ancora, seppure in Promozione con la maglia dell’Asca. Non ho saputo dire di no, anche se tutti i medici mi hanno sconsigliato di farlo. Però la voglia era troppa”. Inizio migliore non poteva esserci: domenica scorsa Rossi ha debuttato con un gol all’82’ minuto in casa del Cervia (sì, quello che fu di “Campioni”), salvo poi vedere i padroni di casa pareggiare in pieno recupero. Con un gol di uno che di cognome fa Lazzari. Tanto vale allora tornare sulla SPAL, e parlare di attualità. A maggior ragione perché Paolino seguirà la gara dalla tribuna del Mazza assieme al suo amico ed ex compagno di squadra Guido Ghetti:  “Credo che sabato sarà una bella partita, perché da un lato la SPAL deve riscattarsi davanti al proprio pubblico e il Santarcangelo vuole dimostrare di potersela giocare con tutti. In questo momento stanno meglio loro, ma sono convinto che i giocatori della SPAL daranno tutto per rispondere alle critiche. Onestamente sono curioso di vedere com’è la squadra, ma da tifoso non mi preoccuperei per l’inizio di stagione così deludente. Quando una squadra si rinnova quasi totalmente ha sempre bisogno di tempo per trovare la giusta identità”.

Di certo rientrare al Paolo Mazza sarà per Rossi un momento in cui rievocare momenti centrali della sua carriera. Anche quelli meno brillanti: “Se ho un rimpianto è quello di non essere riuscito ad arrivare in serie B con la SPAL. Quando sono arrivato da Bellaria ho capito subito che a Ferrara avrei conosciuto il calcio ad alti livelli e nel 2009 andammo veramente vicini a salire di categoria. Sarebbe stata la realizzazione di un sogno, ma purtroppo le cose andarono male”. Insomma, il conto con la fortuna per Paolino Rossi è decisamente aperto: la speranza è che possa riscuotere il suo credito nella sua carriera di allenatore. Non si può che augurarglielo di cuore.

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