Meno brillante ma comunque vincente: la Mobyt si prende il torneo di Lugo

Alla fine si fa sentire, sulle gambe e nella testa, la dura settimana di allenamenti, nei quali lo staff tecnico estense ha scelto di spingere sull’acceleratore. Infatti al Trofeo di Lugo si è vista una Mobyt meno brillante rispetto alle prime uscite. Tutto fisiologico nel percorso di avvicinamento al campionato di A2 Silver. Una Mobyt che ha sofferto contro Imola trascinata dai suoi americani, che come nella semifinale di ieri è andata in progressione nel secondo tempo, ma che poi ha staccato la spina troppo presto, permettendo ai romagnoli di conquistare il supplementare.

In mezzo a spine che verranno spezzate nelle prossime settimane di preparazione, ci sono però anche fiori interessanti. Il fatto che Ferrara, nei momenti difficili, sa aggrapparsi alla difesa. Il fatto di trovare in ogni partita un protagonista diverso (oggi ottimo Castelli dopo aver ‘steccato’ la semifinale). La crescita evidente di Huff, che ha giocato un torneo sempre sopra le righe e sopra il ferro. E l’abitudine a vincere. Huff riprende subito da dove aveva chiuso sabato: attività sui due lati del campo e pericolosità offensiva (già in doppia cifra in sette minuti). Imola però non è più quella del primo scrimmage; ha messo nel motore i due Usa, in particolare l’esuberante lungo Perry. La partita è veloce e spettacolare, e all’8’ ancora non c’è un padrone: perfetta parità a quota 18 punti. Equilibrio perfetto che prosegue anche al primo mini riposo. Si mette al lavoro anche Casadei con la specialità della casa, le triple. Anderson però fa altrettanto con incredibile naturalezza. La partita si accende, e allora ecco le faville di Amici, che trova un’azione da quattro punti. Finora, nella sfida nella sfida, molto più Anderson (sponda Imola) che Hasbrouck (sponda Ferrara). E’ con le sue giocate spettacolari che l’Andrea Costa scappa sul + 11 (43-32) al 17’. La Mobyt, senza davvero mai cambiare marcia, riesce comunque a limitare i danni all’intervallo con un po’ di aggressività difensiva e qualche transizione.

Subito acceso Castelli al rientro dagli spogliatoi, e Ferrara si ritrova davanti di un soffio. Hasbrouck prova a mettersi in partita: difesa attenta, buone assistenze per i lunghi. Anderson però non ha raffreddato la mano: tiro da lontano e solo rete, mentre Hasbrouck, comunque più attivo, continua a litigare con il canestro (il primo punto, a cronometro fermo, lo realizza al 25’). In generale, polveri bagnate per tutta la Mobyt, anche con tiri piedi per terra. Hasbrouck allora, intelligentemente, si avvicina a canestro. Poi un po’ di transizione, e Ferrara vola fino al +8 (nel frattempo è rientrato Huff). Nell’ultimo quarto, nella stanchezza generale, Ferrara sembra averne un po’ di più, grazie alle rotazioni più profonde. La difesa estense lavora con buon approccio, mentre Imola ormai gioca sul talento dei singoli. Al 33’’Hasbrouck la mette finalmente da fuori e allarga le braccia come a dire “era ora”. Poi in contropiede scarta un cioccolatino per l’inchiodata di Huff. Morale, primo vantaggio in doppia cifra per la Mobyt (80-70). Bushati non demorde, e segna in serpentina, ma nel frattempo Amici ha temporaneamente oscurato la vallata ad Anderson. Imola se la vuole comunque giocare fino alla fine, e negli ultimi 4’ produce un parziale di 10-0 tutto di Anderson, che però sbaglia il libero della vittoria.
Esercizio di solidità mentale con il supplementare. La Mobyt ha di bello che riaccende l’interruttore, trova nell’overtime attacchi razionali e conquista in relativa scioltezza il Memorial Seganti. Da martedì si torna in palestra a lavorare.

MOBYT FERRARA – ANDREA COSTA IMOLA 99 – 91 dts  (22-22); (42-47); (67-61); (88-88)

MOBYT FERRARA: Huff 29, Bottioni 2, Castelli 22, Amici 15, Ferri 11, Casadei 8, Benfatto 4, Sita ne, Pipitone, Verrigni ne, Ghirelli ne, Hasbrouck 8. All.: Furlani.
ANDREA COSTA IMOLA: Sedioli, Martini ne, Bushati 17, De Nicolao 3, Maganza 10, Padovani, Anderson 31, Folli ne, Hassan 5, Preti 4, Perry 21. All.: Ticchi.
ARBITRI: Tirozzi, Azami, Zavatta

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