La gara perfetta: Legittimo sugli scudi, Finotto è decisivo. Che bravo De Cenco

La più bella SPAL della stagione di Oscar Brevi liquida il temibilissimo Ascoli: decide Finotto ma è l’intera squadra a sfoderare una partita perfetta.

MENEGATTI 6.5 – Al 18’ rischia molto non trattenendo un palla velenosa messa in mezzo da Ruggiero e, più in generale, non sembra comunicare una grande sicurezza al reparto, come San Pietro ci ha abituato. Nella ripresa però, eccolo ergersi tra i protagonisti di giornata in positivo, prima su Pirrone poi, al 39’, compiendo un autentico miracolo su Perez a cui strozza in gola l’urlo del possibile pari con una deviazione in angolo.

FERRETTI 6 – Non sempre preciso, molto sulle sue, ma non commette errori particolarmente rilevanti. Tatticamente fa la sua gara accorta, senza infamia e senza lode, grazie anche a Mustacchio che non lo mette mai realmente sotto pressione. Deve migliorare, al pari di Rosina, alla voce cross. Si farà.

GASPARETTO 6 – Al 24’ rischia grosso su azione da calcio d’angolo dalla sinistra: la maglia di Mori si allunga inopinatamente in piena area di rigore, l’arbitro e l’assistente non se ne avvedono. Per fortuna. Nella ripresa va vicino al gol al 20’, palla fuori.

CAPECE 6.5 – Il pericolosissimo campanile che alza al 4’ sopra le teste dei suoi in piena area di rigore fa venire i sudori freddi. Viene fuori alla distanza, meglio con la testa a liberare che di piede. I suoi ex tifosi lo fischiano spesso, lui si tappa le orecchie e gioca da battitore libero senza altre sbavature di rilievo.

LEGITTIMO 7.5 – Man of the match. Partita immensa di Matte Legittimo, ministro di una difesa che, alla vigilia, sembrava destinata a capitolare contro le bocche da fuoco marchigiane. Da centrale sinistro di difesa, poi, è semplicemente insuperabile. Al 5’ prende l’unica cantonata di giornata da Chiricò, poi sfodera la gara perfetta. Al 31’ è decisivo ancora su tiro dell’esterno pugliese su cui si immola, al 35’ anticipa Perez su cross di Mustacchio, al 39’ è ancora poderoso ancora su Chiricò, cosi’ al 43’ con il 7 dell’Ascoli in preda a una crisi esistenziale. Nella ripresa, solita ammonizione (sciocca) a parte, al 28’ salva un altro gol anticipando in scivolata in fallo laterale Perez su taglio di Pirrone infine, a 7 minuti dalla fine, dopo l’ennesimo anticipo, si fa ottanta metri di campo a tutta corsa, segnale e sintomo di una condizione fisica invidiabile, su di una ripartenza che meritava migliori fortune.

ROSINA 6.5 – Una bellissima sorpresa. E’ il più giovane dei ventidue in campo, classe 1995 ma, a parte un paio di fisiologiche sbavature, gioca una gran partita. Accorta in difesa e per nulla timida quando chiamato a sovrapporsi sull’out mancino. Pregevoli tre cross da cui guadagna altrettanti angoli nel primo tempo tra il 10’ e il 35’, sul finire va anche al tiro, con grande coraggio, al volo.

(FINOTTO 7) – Entra e segna il gol decisivo, meglio di così non gli si può chiedere. Sfiora il raddoppio nel finale, di fatto chiudendo le occasioni di marca spallina, al 44’, con una splendida girata che Lanni mette in corner con l’ennesima gran parata di giornata.

FILIPPINI 6.5 – Primo tempo in cui lo si vede poco, anche perché poco cercato dai compagni. Nella ripresa è più nel vivo dell’azione, tarantolato a tratti, al 7’ è bravissimo ad anticipare in piena area di rigore Chiricò su cross di Ruggiero, poi, al 33’, confeziona l’assist al bacio per il gol vittoria che vale, da solo, quasi un punto. Ammonizione evitabile: lo sa che chiedere il giallo per l’avversario va contro al regolamento. Ma lui ci ricasca ancora.

(GENTILE ng) – Minuti per far correre il cronometro. Partecipa al convulso finale, impossibile dare un giudizio.

TOGNI 6.5 – Lavoro di raccordo di taglia e cuci in mediana pregevole: lo si vede su punizione in un paio di occasioni, prima è un discreto distributore di palloni, che sbaglia raramente un passaggio. Anche lui finisce sul taccuino dell’arbitro per proteste.

LANDI 7 – Il giovane motorino sta maturando a vista d’occhio. Non solo grinta, corsa e quantità, anche qualità a disposizione dei biancazzurri. E’ un arpiona-palloni di affidabilità assoluta: al 3’ è già lì a mordere le caviglie a Cinaglia, al 19’ la mette in mezzo da assist man di fortuna, ma nessuno lo capisce, al 25’ si smarca e tira a giro da posizione defilata, manco fosse una punta, con la sfera che sfiora l’incrocio. Nel mezzo due angoli guadagnati, prima di una botta micidiale al 41’ su stop a inseguire fallace di uno spento Avogadri: palla alta di poco. Ripresa che lo vede meno protagonista ma sempre nel vivo dell’azione. Sbaglia niente. Tenerlo in panchina, oggi, è un delitto.

GERMINALE 6.5 – Sarà anche un brontosauro, ma gioca una partita di una generosità commovente: finisce a terra decine di volte, litiga con tutti quelli che gli capitano a tiro, pallone compreso, si muove e si gira il più delle volte che sembra avere dei sassi nei calzoncini, eppure è fondamentale. Al 21’ sfiora il gol di testa ed è tutto qui, nella ripresa, dopo neanche due lancette, sfodera una legnata che Lanni devia in angolo grazie a una parata straordinaria; al 5’ è Cinaglia a essere decisivo sempre su di lui in corner. Si facesse ammonire meno – va in diffida – sarebbe quasi perfetto.

FIORETTI 6.5 – Partita mica facile per Giordano, di fatto l’unico vero attaccante in campo. Un’ora di grande lotta e sacrificio contro Mengoni che non gli concede grandi spazi, lui aiuta e si danna l’anima per aprire varchi e appena ha il pallone tra i piedi, come al 6’, tira in porta. Nella ripresa ha un’altra occasione, proprio un minuto prima di uscire, al 14’, con un’azione che riesce a costruirsi quasi da solo dopo l’ennesimo allungo, ma la mira è da dimenticare.

(DE CENCO 7) – Impatto migliore sulla partita non poteva avere: al 24’ guadagna un angolo su conclusione respinta da Mengoni, un minuto dopo, sugli sviluppi dello stesso tiro dalla bandierina, in girata al volo impegna Lanni che si rifugia ancora in corner. Al 30’ sfiora la marcatura ancora con un pregevole rasoterra che si perde fuori di un nulla, infine, al 36’, eccolo a servizio della squadra con un recupero portentoso su Gualdi. Un gran bel vedere.

BREVI 8 – Non ha a disposizione Lazzari ma, soprattutto, ha mezza difesa fuori con Giani e Silvestri impegnati rispettivamente in infermeria e a scontare il primo dei due turni di squalifica comminati. Non inventa nulla di nuovo, sia chiaro: come già visto a Catanzaro con Vitiello, il mister retrocede un centrocampista – nella fattispecie Capece – per dare ordine e regia alla difesa; è una mossa vincente, così come vincente risulta quella di far esordire Rosina, il più giovane dei ventidue in campo, sulla corsia di sinistra spostando Legittimo in mezzo. L’Ascoli lo aiuterà anche con l’espulsione di Addae, ma prima è sempre stata la SPAL ad avere in mano il pallino del gioco. Cambi azzeccatissimi: De Cenco ha sfiorato il gol due volte, Finotto ha addirittura deciso il match. Da curriculum non è allenatore che sbaglia le partite di cartello e si conferma cecchino infallibile.

ASCOLI PICCHIO
Lanni 7; Cinaglia 5.5 (dal 36’ s.t. Bangal NG), Mengoni 6, Mori 5.5, Avogadri 5; Chiricò 6.5, Addae 6, Gualdi 6; Ruggiero 5 (dal 12’ s.t. Carpani 6), Perez 5, Mustacchio 5 (dal 24’ s.t. Pirrone 6). All.: M. Pietrone 5.

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