Il ritorno di Andrea Calistri, baluardo della Pantera: impossibile dimenticare la SPAL e i suoi tifosi

Sono passati due campionati dall’ultima volta: calcisticamente parlando una vita e due categorie fa per la precisione. La (REAL) SPAL era in serie D e fu proprio in quell’occasione che incrociò le armi contro la Lucchese l’ultima volta. L’andata si giocò a Lucca: era il 13 ottobre 2012 quando, al ‘Porta Elisa’, i toscani superarono i nostri di misura nell’anticipo televisivo del sabato grazie al gol di Canalini (errore di Calistri); l’ultima sfida al ‘Paolo Mazza’ è datata invece 25 febbraio 2013: finì 2 a 2 con la (REAL) SPAL di Sassarini ad accarezzare una vittoria svanita solo in pieno recupero per mano di Pettrone, dopo una rimonta straordinaria guidata dalla doppietta di un certo Davide Marchini. Di quella SPAL nessuno – eccezion fatta per il saliscendi di Laurenti al Delta e la prima parte di campionato di Rocchi a Martina Franca oltre all’ultimo anno di Braiati a Ferrara – è riuscito a salire stabilmente tra i ‘prof’ diciotto mesi dopo, tranne un certo Andrea CALISTRI. Classe 1988, pistoiese doc di Montecatini Terme, era il compagno di reparto del più irruento ma non meno fondamentale Alex Nodari: i due, per chi li ricorderà, si compensavano a meraviglia e completavano una cerniera difensiva di grande livello per la categoria. Poi è finita come tutti sappiamo e, mentre la SPAL di Mattioli, l’anno dopo, si ritrovava a combattere in Seconda divisione per guadagnarsi – alla fine riuscendoci – la Prima, la Pantera vinceva, sul campo, la D espugnando il campo della Correggese proprio all’ultima giornata: un altro doppio salto, meritatissimo tra l’altro, firmato dai vari Espeche, Pecchioli, Chianese e Casapieri, tutti ragazzi che la SPAL l’hanno conosciuta quando era ancora REAL. E che domenica prossima, insieme naturalmente ad Andrea CALISTRI, che oggi è diventato uno dei baluardi della difesa toscana, saliranno a Ferrara per continuare a sognare in grande.

Un campionato e due categorie fa, poco più di cinquecento giorni. E Andrea Calistri torna a Ferrara. Stavolta da avversario però. Della (Real) Spal che collezionava figure barbine in giro per i campi della Toscana, qui, non si vorrebbe neanche più parlarne, sai?
“Ci credo! Mamma mia! (rimane un attimo in silenzio, ndr): eravamo proprio una banda (ride, ndr). Non ho mai visto tante cose allucinanti messe insieme tutte in un’unica stagione. Ogni giorno c’era un problema. E’ mancata organizzazione, un progetto vero. E’ mancata una società, a parte Ranzani, che ci ha sempre protetto. Siamo stati bravi ad arrivare settimi alla fine, secondo me, nonostante tutte le difficoltà. Non era una brutta squadra, anzi, il gruppo era buono. Permettimi una battuta però: ma voi giornalisti quanto vi siete divertiti? Mai avete avuto così tante cose da scrivere in vita vostra secondo me (ride, ndr), non ci credevate neppure voi a quello che stava succedendo. E invece, era tutto vero”.

Domenica troverai una SPAL – senza Real stavolta – che arriva da una vittoria pesantissima contro l’Ascoli.
“Adesso c’è una SPAL che ha una “Real” dirigenza! Io vi seguo sempre e mi informo, leggo. Guardo i video della Ovest di oggi e li paragono, un po’ a malincuore devo dire, a quelli di un anno e mezzo fa: i tifosi sono aumentati di venti, trenta volte, l’ambiente è caldissimo e dà sicuramente una grossa spinta alla squadra. Per noi non sarà facile e per me un po’ di emozione ci sarà”.

Cosa ti aspetti da quello che è stato il tuo pubblico?
“Penso nulla, o magari mi fischieranno e insulteranno come si fa con tutti gli avversari (ride, ndr): scherzi a parte, credo che la maggior parte dei tifosi non si ricordi neppure di me, che ho giocato lì. Dopo la delusione di quella famosa estate che portò la SPAL in D, in molti si sono distaccati e non sono più venuti allo stadio. Si sono presi un anno sabbatico e, a quanto mi dicono, sono tornati l’anno scorso. Per me non sarà comunque una partita come tutte le altre perché a Ferrara avrei voluto mettermi in gioco in un contesto diverso. Ho aspettato tanto una chiamata che però, alla fine, non è arrivata. Penso sia giusto così perché chi arriva ha pieno diritto di fare piazza pulita. Sono stato bene, nonostante tutte le difficoltà. E’ stato bello e importante, per la mia carriera, vestire la vostra maglia, anche se in D. Non importa se torno da avversario, non importa se oggi gioco con la Lucchese. Io, comunque, la SPAL me la porterò dentro per sempre, così come il ‘Mazza’, la Ovest, i quattro gol in trentuno partite, il Centro di via Copparo. La città. Gli amici che ho lasciato ma che sento ancora. Non c’è solo il calcio, alla fine. Almeno non per me”.

Ci racconti qualcosa della tua Lucchese?
“Siamo tornati tra i professionisti dopo aver rincorso e sconfitto la Correggese in pieno recupero lo scorso 4 maggio. Io sono arrivato qui a Lucca nove mesi prima e, alla fine del campionato, ho segnato sei gol giocando praticamente tutte le partite. Il nostro diggì è Bruno Russo, una garanzia quando si tratta di lavorare con i giovani, il mister (Guido Pagliuca, ndr) è un martello impressionante che legge le partite e studia l’avversario in maniera maniacale: è capace di dormire due ore a notte, che vive solo per la Lucchese. La sua passione è contagiosa e, nonostante la squadra sia fatta prevalentemente da ragazzi con un’esperienza in categoria abbastanza limitata, riesce sempre a tirare fuori il meglio da ciascuno. Si vive ancora un po’ troppo di emozioni: siamo capaci di vincere contro tutti ma di perdere anche contro qualsiasi avversario proprio perché ci manca, ancora, quell’equilibrio nei momenti cruciali della partita che solo l’esperienza ti dà. Niente paura, dobbiamo salvarci e, magari, toglierci qualche soddisfazione. E sono convintissimo che ce la faremo, siamo sulla buona strada”.

Sei appena rientrato da un infortunio. A che punto sei?
“Dopo dieci giorni di ritiro mi sono fermato un mese e mezzo a causa di una lesione di primo grado al retto femorale, saltando tutto il resto della preparazione. Per essere al top della forma mi serve ancora qualche settimana ma domenica voglio esserci. Deciderà il mister chi giocherà ma io sono assolutamente disposizione tanto da aver già esordito sabato scorso”.

Il Pisa farà un campionato a parte?
“Penso proprio di sì. I valori alla fine usciranno e il Pisa è senza dubbio la squadra più completa di tutto il campionato”.

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