Se c’è un santo da ringraziare si chiama Pietro: Menegatti evita un passivo più ampio

Il risultato parla da solo: per la SPAL è stata una giornata totalmente da dimenticare. A salvarsi è il solo Menegatti, autore di tre interventi decisivi. Tra i meno negativi anche Landi e Finotto.

MENEGATTI 7 – È merito suo se la SPAL non è uscita dal Mazza con un passivo ancora più negativo. Sui tre gol può fare ben poco, mentre in altre tre occasioni è provvidenziale. Nel primo tempo sulla deviazione involontaria di Aldrovandi e sul colpo di testa di Maccarrone, nella ripresa su una sortita in profondità di Perna che richiede un’uscita sulla trequarti in perfetto stile Neuer.

FERRETTI 5 – Giornata storta per il marsigliese. All’inizio si fa vedere in attacco e per poco non trova la zuccata buona su un cross di Legittimo. Poi entra in crisi sulle sortite di Sandomenico e Pedrelli.

ALDROVANDI 5 – Un inizio promettente, poi il blackout difensivo coinvolge anche lui. Sull’azione del 2-0 viene preso d’infilata sull’asse Pacilli-Sandomenico. Ma più in generale Sandomenico gli scappa troppo spesso. Nel secondo tempo gioca più tranquillo, ma i buoi sono già scappati dalla stalla.

CAPECE 5 – Perna si rivela un pessimo cliente, soprattutto quando si tratta di contrasti aerei. Prova a uscire spesso dalle retrovie per impostare, ma i problemi sono in copertura. Dalla panchina Brevi capisce che per il biondo marchigiano non è giornata e gli risparmia il secondo tempo.

(dal 1’ s.t. GERMINALE 5.5) – Esperienza, chili e centimetri per provare a impensierire la retroguardia abruzzese. Vorrebbe spaccare il mondo e si vede, ma gli avversari adottano adeguate contromisure.

GIANI 5 – I piccoletti dell’attacco aquilano gli scappano via da ogni parte. Si vede che fisicamente gli manca ancora qualcosa per essere al meglio. Ha il merito di creare una delle rare opportunità da gol dei biancazzurri, con un colpo di testa in avvio di partita.

LEGITTIMO 5 – Meglio in fase di spinta che in quella di copertura. Nel primo quarto d’ora lascia partire un paio di cross particolarmente insidiosi. Il piccolo Pacilli gli scappa più di una volta, in una di queste per colpire di testa e firmare l’1-0.

FILIPPINI 5 – Sembra rimanere impigliato nella vorticosa rete di passaggi del centrocampo aquilano. Considerato che la maggior parte delle giocate offensive spalline consiste in lanci lunghi dalle retrovie, non ha molte opportunità di farsi vedere. E quando conquista palla non fa vedere spunti all’altezza della sua qualità.

(dal 29’ s.t. Lazzari ng) – Un quarto d’ora senza infamia e senza lode, quando la partita non ha più nulla da dire.

TOGNI 5 – Nei primi dieci minuti si produce in un paio di tocchi di classe e di lanci millimetrici che fanno presagire buone cose. Purtroppo è una sensazione sbagliata. Dopo il primo gol de L’Aquila entra in serio affanno e finisce col prendere un giallo che gli costerà la trasferta di Piacenza. In un paio di volte lo si vede allargare le braccia sconsolato all’ennesimo passaggio all’indietro.

LANDI 5.5 – Mezzo punto in più degli altri perché dà l’impressione di avere qualche idea in più. Nel primo tempo prova a stare tra le linee ed a rifinire l’azione partendo da sinistra. Mostra un paio di buone cose, poi finisce anche lui inghiottito dalla brutta prova collettiva della SPAL.

FIORETTI 5 – Se un attaccante arriva al novantesimo senza tiri in porta, difficilmente ha motivi per sorridere. Giordano si danna l’anima per conquistare palloni giocabili, ma finisce col percorrere tanti chilometri a vuoto. I lanci dalle retrovie sono tutti preda dei suoi dirimpettai con la maglia rossoblu.

FINOTTO 5.5 – La sua partita dura solo 45 minuti ed è abbastanza sorprendente, perché nel primo tempo è l’unico – assieme a Giani – a produrre una conclusione in grado di impegnare Zandrini. Parte spesso decentrato, ma spesso gli mancano opzioni valide per portare a termine l’azione.

(dal 1’s.t. GENTILE 5.5) – Entra per far legna a centrocampo e dare un po’ di dinamismo a una squadra colta di sorpresa dai fraseggi degli avversari. Esegue il compito con dedizione, ma non è di certo lui il giocatore che può spostare gli equilibri di una partita così nettamente indirizzata.

OSCAR BREVI ng – Si fatica a dare un giudizio al tecnico, visto che modulo e uomini erano pressoché gli stessi di sette giorni fa a Grosseto (per l’esattezza nove undicesimi). I suoi detrattori più accaniti lo accusano di non sbraitare mai contro i suoi giocatori, anche quando si è sotto di tre gol. Ma non sono le urla a fare la differenza in termini di motivazione. Oggi, per stessa ammissione di Brevi, la squadra non c’era con la testa. E si è fatta dare una lezione di gioco dagli avversari. In questi casi un allenatore può fare poco, se non ripartire il lunedì successivo con il proposito di correggere gli errori e rafforzare la tenuta mentale dell’organico.

L’Aquila (343): Zandrini 6; Pomante 6, Maccarrone 6.5, Zaffagnini 6.5; Triarico 6.5, Corapi 7, Del Pinto 6.5 (dal 35’ s.t. Mancini ng), Pedrelli 6.5; Pacilli 7.5 (dal 23’ s.t. Ceccarelli 6), Perna 7, Sandomenico 7.5 (dal 15’ s.t. Di Mercurio 6). A disp.: Cacchioli, Karkalis, De Francesco, Bernasconi. All.: Zavettieri 7

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