Furlani non usa giri di parole: Ci siamo scavati la fossa da soli. Qualche problema c’è

E’ un coach Furlani piuttosto amareggiato quello che entra in sala stampa per fornire la sua analisi della gara.

Coach, molto ci si poteva aspettare da questa gara, ma non che Ferrara potesse perdere in questo modo. Soprattutto dopo aver dato impressione di poter chiudere il discorso in qualunque momento.
“Analisi che condivido. Abbiamo commesso degli errori e ne abbiamo pagato le conseguenze contro una squadra che ha preso fiducia e ha giocato sull’onda dell’entusiasmo e della voglia di vincere. Noi d’altra parte non siamo riusciti a ricompattarci, a ritrovare la lucidità e abbiamo subito le loro iniziative. Negli ultimi tre minuti ci sono state alcune palle perse clamorose e altre che non abbiamo sfruttato. Ci sta anche che Greene venga di là e metta quella bomba con la mano in faccia, dopo che con le sue triple nel terzo periodo Matera era ritornata prepotentemente in partita. Noi ci siamo scavati la fossa da soli, con le nostre mani. Abbiamo dato dimostrazione di essere una squadra troppo tenera e permissiva, che non ha saputo ammazzare la partita e che in certe occasioni, difensivamente parlando, si è trovata in balia delle loro iniziative”.

Oggi siete partiti molto bene e non c’era alcun presupposto che lasciasse pensare a un calo graduale dell’intensità.
“Siamo partiti bene perché Hasbrouck ha tirato con delle percentuali strepitose. Noi però abbiamo dei mali oscuri che non risaltano agli occhi della gente, perché sono latenti e a livello di spogliatoio. È da un po’ che stiamo cercando di risolvere questo problema in tanti modi diversi ed evidentemente ancora non ce l’abbiamo fatta. Io mi prendo anche le mie responsabilità, perché può darsi che abbia sbagliato delle scelte. Sto andando avanti affidandomi a giocatori che mi danno sicurezza, ma questa sera non sono stato ripagato”.

Il presidente ha detto che l’unico in grado di risollevare Huff è lei. Ci ha già provato in tanti modi diversi, cosa fare ancora per arrivare a questo scopo?
“È un argomento molto delicato. Quest’estate abbiamo fatto valutazioni che riguardavano il giocatore Troy Huff, ma non abbiamo pensato a fare valutazioni sulla persona. Il limite attuale di questo giocatore è la persona Troy Huff, non di certo il cestista. Abbiamo cercato di trovare diverse soluzioni a questo problema, ma ancora non sembrano funzionare. Io voglio che lui cresca come giocatore, ma soprattutto dal punto di vista della personalità. È un ragazzo educatissimo, ma per giocare a questo livello bisogna essere più figli di buona donna. Bisogna avere a cuore le sorti di una squadra e di un gruppo, non le prestazioni personali e lui ancora non lo capisce. Facendo così si fa molta fatica”.

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