I graffi de L’Aquila ancora bruciano, Vagnati chiede un atteggiamento diverso

Le sessioni video dei tempi in cui era giocatore devono essere state più che sufficienti per Davide Vagnati. Mentre l’intera squadra è riunita per analizzare i dettagli della sconfitta contro L’Aquila il direttore se ne sta alla sua scrivania, pensieroso. Pensieroso, ma non preoccupato. Almeno esteriormente. L’occasione è utile per chiedergli se negli ultimi due giorni lo abbia infastidito di più il risultato della partita o la conseguente ondata di critiche. “Senz’altro il risultato – spiega Vagnati con tranquillità – perché le critiche ci stanno dopo un risultato del genere. Stiamo parlando di una prestazione non difendibile. Quando mancano determinazione, voglia, spirito di sacrificio e cattiveria le probabilità di fare una buona partita sono davvero poche. Speriamo che questa pagata sia utile per non fare più certi errori. Di sicuro non ci possiamo permettere ancora questo atteggiamento in futuro”.

Molte delle critiche si concentrano sull’apparente incapacità della SPAL di stare al vertice in un girone che al momento non sembra avere padroni precisi. Quasi mediocre per qualità. La definizione però non trova d’accordo il ds: “Non credo sia un campionato mediocre. Direi equilibrato. Non mi pare che Ascoli, Pisa o la stessa L’Aquila siano squadre mediocri. Tutte finora hanno avuto delle pause, ma stanno comunque facendo un buon campionato. Poi c’è un discorso ancora più importante da fare: il tifoso giustamente spera sempre di vedere la sua squadra vincere il campionato, ma noi non abbiamo mai fissato obiettivi del genere. La società ha sempre parlato di parte sinistra della classifica ed è lì che ci troviamo. Crearsi delle aspettative è sicuramente lecito, ma noi abbiamo sempre detto con chiarezza quali sono i nostri progetti. Serve un po’ di equilibrio in certe valutazioni”.

Tuttavia Vagnati non è ingenuo, e sa che l’occasione di poter stare al passo delle prime della classe è davvero di quelle seducenti: “Noi per ora non abbiamo l’ansia della classifica, se poi a marzo o ad aprile saremo ancora lì in alto lotteremo sicuramente per salire, consapevoli che la società è attrezzata per il salto di categoria”. Un ragionamento che induce a porre un altro interrogativo. E se la SPAL sarà a pochi punti dal vertice a dicembre? Si interverrà sul mercato per tentare il grande salto? Quesito che Vagnati aggira con un dribbling, per quanto macchinoso: “Vedremo, è un discorso da fare con la famiglia Colombarini. Non ha davvero senso parlarne a inizio novembre. Però se ci sarà da provarci, non credo che la proprietà si tirerà indietro, perché le ambizioni non mancano”.

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