La vittoria di Modena ha ridato slancio agli Allievi. Perinelli: Ce la giochiamo con tutti

Ci è voluta una doppietta di Francesco Ingenito, in un finale di partita che ha ricordato ai più la finale della Champions League 1998/99 tra Bayern Monaco e Manchester United, a riportare i sorrisi sul volto degli Allievi Nazionali di mister Perinelli. I biancazzurri erano reduci da tre sconfitte consecutive, alcune delle quali nemmeno meritate per quanto mostrato in campo e domenica, a tre minuti della fine, stava per arrivare anche la quarta, scongiurata però dalla giovane punta che con i suoi due gol ha addirittura ribaltato il punteggio. Alla vigilia della partita casalinga con Pordenone, mister Perinelli ci spiega quanto può esser stata importante questa vittoria per il prosieguo della stagione dei suoi.

Mister, domenica è arrivata una vittoria rocambolesca nei minuti di recupero, che si aggiunge a quella ottenuta nel finale a Bologna. Che significato hanno questi successi costruiti negli ultimi minuti?
“Sì, hai detto bene, è stata una vittoria rocambolesca, anzi molto probabilmente il risultato più giusto sarebbe stato il pari, anche se questa si compensa alla sconfitta immeritata della settimana prima contro il Bassano. La squadra sicuramente lotta e non molla mai, ed è una buona caratteristica, anche se dobbiamo ancora crescere su molti aspetti singoli, perché poi prendiamo dei gol che sono allucinanti. Come la domenica precedente, dove da una rimessa laterale il nostro difensore ha rinviato e ha preso in testa uno dei loro che ha fatto gol”.

Eroe di giornata è stato Francesco Ingenito, classe 1998: puoi dirci qualcosa di più su di lui?
“È stato fondamentale. Ha segnato un primo gol bellissimo, girandosi al limite dell’area e tirando in diagonale sull’altro palo; sul secondo è stato un po’ fortunato, con un tiro-cross che ha colpito il secondo palo e poi è entrato. Nelle ultime partite non ho potuto utilizzarlo perché purtroppo ha dovuto rimanere fermo per una botta al polpaccio e praticamente, prima di domenica, aveva fatto un solo un solo allenamento, quindi sono doppiamente contento per lui”.

Nel post partita hai detto che questo risultato può ridare un po’ della fiducia persa negli ultimi tempi dai tuoi giocatori. Da quali segnali l’hai avvertito?
“Sai, quando perdi e gli altri non ti ‘uccidono’ o comunque non meritano di vincere, moralmente viene meno un po’ di fiducia in se stessi. Domenica, invece, dopo tre sconfitte e sotto a tre minuti dalla fine, è arrivata questa vittoria che speriamo possa darci una grandissima forza, perché secondo me possiamo giocarcela con tutti”.

Nelle precedenti interviste hai parlato di un naturale processo di adattamento alla nuova categoria. A che punto è questo percorso?
“Non è facile dirlo, anche perché dovrei avere tutti a disposizione per un po’ di partite consecutivamente, visto che tutti questi continui cambi di posizione non fanno altro che minare le poche certezze piano piano acquisite. Si tratta di lavorare, lavorare, anche quando sembra che non si veda niente, poi d’incanto prenderanno coscienza e cominceranno a fare le cose che gli hai spiegato in maniera più automatizzata e naturale. In questo momento sono bombardati di informazioni e non è semplice”.

Domenica arriva il Pordenone: qual è la situazione a livello di infortuni?
“L’emergenza difensiva dovrebbe essere finita visto che recuperiamo Scarparo che si è allenato tutta la settimana con noi e anche domenica, quando si è infortunato Beghelli, è entrato in campo. Quindi da quel punto di vista dovremmo ripresentare la difesa che ha sempre giocato. Davanti stiamo aspettando il transfer di Lionel (Tueto Fotso), quindi giustamente giocherà Ingenito che se l’è meritato, oltre ad essere l’unica punta centrale che ho ad oggi”.

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