Priorità numero uno: tornare a vincere in campionato. Brevi chiede più concretezza

Più o meno di nuovo “con queste facce qui” si ritrova Oscar Brevi a poco più di dodici ore dalla sala stampa del Paolo Mazza dopo il successo in Coppa Italia con il Prato. Cambia la location (l’incontro con i giornalisti avviene al Centro di via Copparo), ma gli argomenti sono gli stessi: Coppa Italia, ma soprattutto la trasferta in programma sabato 6 dicembre sul sintetico di Pontedera contro il Tuttocuoio.

COPPA ITALIA – Il giorno dopo il 3 a 2 con il Prato nel pantano del Mazza è il tempo di recuperare dalle fatiche dei centoventi minuti. “Oggi lavoro differenziato – ha detto Brevi – poi domani col gruppo al completo faremo il punto della situazione. Molti dei giocatori scesi in campo ieri non avevamo mai giocato tutti quei minuti. C’è stato un gran dispendio di energia, dobbiamo cercare di recuperare le forze in fretta”. Oltre al risultato e alla prestazione, il tecnico ha sottolineato la buona condizione delle seconde linee (solo Silvestri era stato schierato nell’undici anti-Pisa): “Abbiamo avuto un’ulteriore verifica dell’ottimo lavoro a livello fisico svolto dal gruppo e dalla serietà dei ragazzi nel lavoro che portiamo avanti. Anche chi ha avuto poco spazio non ha sofferto di crampi”. La voglia di mettere in difficoltà il mister ha anche generato il siparietto tra Veratti e De Cenco che si contendono il pallone del secondo penalty (calciato e sbagliato da quest’ultimo, mentre Veratti siglerà il terzo e decisivo rigore nei supplementari). Fa chiarezza e ironizza sull’episodio, lo stesso Brevi: “In ogni partita vengono identificati due o tre rigoristi. Poi si lascia a chi se la sente di più. Ci sono Filippini, Fioretti e Germinale, mentre Di Quinzio e Togni non mi sembrano abbiano quest’attitudine. Il pallone conteso è il segno che i ragazzi ci tengono tanto a far gol. Poi alla fine ne hanno tirato uno ciascuno e di tre ne abbiamo messi dentro il 66% e forse ce n’era un quarto su De Cenco”. Ora i quarti contro il Bassano: “Questa competizione spesso è snobbata, ma i ragazzi sono scesi in campo con l’impegno giusto. Ora siamo nei quarti e proviamo a giocarcela. Vedete, bisogna anche essere fortunati in questa competizione e cioè non avere infortuni e squalifiche per poterla preparare. Ad esempio, col Venezia eravamo in piena emergenza in difesa. E’ una Coppa che ha vari cicli: inizialmente è utile per testare il lavoro estivo, poi è utile a chi gioca meno, infine diventa più interessante”.

SCELTE ANTI-TUTTOCUOIO- In Coppa si sono viste buone cose da Di Quinzio, Gentile e Finotto. Giocatori che scalpitano per avere qualche chance in più dal primo minuto in campionato. “Faccio i complimenti a tutti. Hanno dimostrato di star bene a livello fisico e il lavoro alla fine paga. Penso a Veratti, che ha giocato meno, ha dimostrato gran rispetto del lavoro. Ora valuteremo il recupero dopo i centoventi minuti. C’è anche da considerare che Gentile e Bellemo, giocatori che fanno dell’aggressività e della forza fisica la propria forza erano più adatti al terreno pesante contro il Prato, mentre sul sintetico di Pontedera magari servirà gestire di più la palla”. Dietro a tre o a cinque? Il tecnico sembra orientato alla conferma dei tre centrali visti col Pisa: Gasparetto, Giani e Silvestri. Quest’ultimo però, impiegato anche ieri, è da valutare. In alternativa è pronto Aldrovandi.

L’AVVERSARIO- Con il Tuttocuoio l’obiettivo sono i tre punti, su questo punto è esplicito l’allenatore milanese: “Nelle ultime due gare abbiamo avuto una crescita dal punto di vista del gioco, ma ci sono stati due risultati negativi. Il gioco è un aspetto importante, ma preferisco giocare meno bene e far risultato. Come ha fatto il Pisa che è stato più cinico, ma che nel complesso ha fatto molto meno della SPAL. Dobbiamo concretizzare di più. Ma attenzione, non mi riferisco solo agli attaccanti, ma anche sulle palle inattive”. Qualcuno agita come spauracchio il sintetico di Pontedera, sul tema così si è espresso Brevi: “Affronteremo una buona squadra. Tra le insidie potrebbe esserci il terreno, ma solo perché non abbiamo avuto modo di lavorare su una superficie simile per adattarci. Questa settimana abbiamo lavorato su terreni resi pesanti dalla pioggia. Ci sono caratteristiche differenti, ad esempio, il rimbalzo”. Il Tuttocuoio, appaiato in classifica ai biancazzurri, ha perso in casa una sola volta contro l’Ancona. Max Alvini aspetta risposte sul recupero di capitan Corrado Colombo, ma attenzione ai vari giovani della squadra toscana: Tempesti, Gioé, Deiola, Gargiulo e Konaté, una formazione che ha mandato in rete dieci giocatori. “Loro giocavano con un 4-3-1-2, ma nelle ultime gare hanno optato per un 3-5-2. E’ una formazione organizzata, che da anni lavora assieme. Sono partiti bene, poi un periodo di flessione e hanno cambiato modo di giocare ora si appoggiano di più su Colombo e Tempesti. Davanti hanno giocatori interessanti. Dobbiamo fare la massima attenzione per far risultato”.

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