La SPAL cambia: esonerato Oscar Brevi. Simone Colombarini: Ci aspettavamo cose diverse

La sconfitta di Pontedera è stata fatale per Oscar Brevi e il suo staff. L’allenatore milanese è stato sollevato dall’incarico dopo la riunione dirigenziale tenuta in mattinata presso la sede della Vetroresina srl. Brevi, che aveva un contratto fino a giugno 2015, paga un rendimento altalenante che nell’ultimo mese è culminato con una caduta libera fatta di un pareggio e tre sconfitte. Con lui lasciano Ferrara anche Ottavio Strano e Fabio Martinelli, rispettivamente vice-allenatore e preparatore atletico.

Nel primo pomeriggio sono iniziati i contatti tra la dirigenza ed i potenziali sostituti. Possibile un annuncio in serata o al più tardi nella mattina di lunedì. Lunedì pomeriggio la squadra tornerà al lavoro in via Copparo con il nuovo allenatore.

Il primo a commentare la decisione dell’esonero di Brevi è stato Simone Colombarini, coinvolto nel vertice dirigenziale d’urgenza nonostante fosse appena rientrato da un viaggio di lavoro negli Stati Uniti: “Ci siamo incontrati pur consapevoli del fatto che non c’era granché da discutere visto l’andamento recente della squadra. Si può dire che si è trattato di una decisione inevitabile”. L’epilogo amaro dell’esperienza di Brevi chiama in causa anche responsabilità della società: “Quando succedono queste cose significa che qualcosa è stato sbagliato a livello di scelte. Quando abbiamo optato per Brevi sapevamo che la squadra avrebbe avuto un certo di impostazione, del tutto non spettacolare, ma il suo curriculum suggeriva che potesse essere l’allenatore giusto per fare una buona stagione. Pensavamo si potessero ottenere risultati simili a quelli ottenuti da Brevi a Catanzaro, ma le prestazioni si sono rivelate scarse e il gioco deludente”. Ora il successore di Brevi dovrà lavorare con un organico costruito a immagine e somiglianza dell’idea di gioco di Brevi, ma questo particolare non preoccupa il patron: “Credo che i nostri giocatori siano sufficientemente versatili da giocare anche diversamente. In più la rosa è ampia e il nuovo allenatore potrà usare anche i giocatori che con Brevi hanno trovato meno spazio. Poi in base alle idee del nuovo allenatore valuteremo se sarà il caso di intervenire durante il mercato di gennaio”. Tra gli aspetti più critici della permanenza di Brevi si ricorderà la sua scarsa tendenza alle pubbliche relazioni. Un aspetto che si è riflesso anche nei rapporti interni con la dirigenza: “Sicuramente tra Brevi e i tifosi non c’era un rapporto esattamente idilliaco, ma con noi non ci sono mai stati problemi. Di norma un allenatore viene scelto per la capacità di fare i risultati e qui, da un mese a questa parte, non arrivavano più. Credo sia subentrata un po’ di sfiducia anche da parte della squadra, perché sono convinto che il nostro sia un organico che può stare un po’ più in alto. Non abbiamo le potenzialità per vincere il campionato, ma nemmeno siamo così scarsi da occupare la nostra posizione attuale”.

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