Allievi Nazionali pronti alla sfida contro il Bologna per spazzare via le difficoltà

Un solo punto in due partite, questo dicono i risultati delle prime due sfide giocate dagli Allievi Nazionali di Fabio Perinelli in questo 2015. Se si guarda solo ai numeri, si potrebbe tranquillamente parlare di piccola crisi per i giovani spallini, ma, come si sa, il calcio è fatto di tanti fattori, tra cui gli episodi. Succede così che una partita che sembrava ampiamente sotto controllo, come quella col Cittadella, venga persa nell’arco degli ultimi tre minuti di gioco o che, in quella successiva a Vicenza, si raggiunga un pareggio nonostante la presenza di ben cinque giocatori convocati dagli Allievi Regionali. Non mancano dunque le difficoltà in questo inizio d’anno per mister Perinelli con il quale abbiamo parlato alla vigilia di una sfida sicuramente non banale per lui, quella contro il Bologna.

Mister partiamo da quello che ha detto il campo: come hai trovato la squadra in questo inizio di ritorno e come valuti queste prime due partite?
“L’ho trovata come l’avevo lasciata, cioè bene, anche se i risultati non sono stati all’altezza delle prestazioni. La prima partita non è stata positiva, nonostante l’avessimo dominata, mentre domenica siamo stati bravi a trovare il pareggio, poi l’espulsione di Miotto ci ha un po’ condizionato perché giocare in dieci non è mai facile. Noi ormai abbiamo un’identità di gioco, quindi da quel punto di vista sono contento dei ragazzi”.

Domenica, per far fronte alle numerose assenze, hai portato con te cinque giocatori degli Allievi Regionali: ci racconti un po’ il loro esordio?
“Questo è un campionato in cui giocano i ’98, e un anno di differenza sotto l’aspetto fisico a questa età vuol dire tanto. Ambrosini ha già giocato un paio di partite nel girone di andata e lo conoscevamo. Ho messo dentro una punta, ma la prima volta giocare non è mai facile, per l’emozione, per il salto di categoria, quindi è difficile valutarli adesso, dobbiamo dargli il tempo necessario”.

Sei riuscito a recuperare qualcuno degli infortunati nel corso della settimana?
“Il nostro non è un problema di troppi giocatori infortunati, in quanto gli unici ad esserlo sono Greggio e Beghelli, mentre quelli che prima della sosta avevano avuto delle fratture stiamo cercando di recuperarli piano piano, ovvero Miotto e Bianchi. Diciamo che in questo momento siamo proprio pochi a livello di organico complessivo”.

A fine partita hai sottolineato come ci sarebbe la necessità di portare a Ferrara qualche giovane in questa sessione di mercato. In quale ruoli ritieni la squadra ne abbia più bisogno?
“La mia riflessione a fine gara contro il Vicenza non voleva essere una richiesta alla società per avere rinforzi, come avviene invece nei casi di una prima squadra. Noi facciamo parte del settore giovanile e il mio era un augurio affinché da qui alla fine della finestra di mercato si possa completare l’organico a livello numerico. Non è quindi un problema di cercare una punta, un difensore o un centrocampista, l’importante è trovare ragazzi che possano stare alla SPAL, a prescindere dal ruolo specifico, anche perché se io chiamo ragazzi dagli Allievi Regionali, poi il problema numerico ricade su di loro”.

Sabato a Vigarano va in scena il derby con il Bologna, squadra terz’ultima in classifica, ma che all’andata avete battuto solo nel finale: che squadra è il Bologna e che partita ti aspetti?
“Non riesco a dirti che squadra sia il Bologna, anche perché queste società cambiano molto durante l’anno, quindi è possibile trovare una formazione molto diversa rispetto a quella che abbiamo battuto all’andata. Su che partita posso aspettarmi, invece, posso dire che questo è un campionato in cui forse noi siamo la squadra che cerca di più di giocare il pallone, poi spesso abbiamo ottenuto meno di quanto meritavamo o per errori individuali o perché eravamo inferiori a livello fisico. Sarà comunque una battaglia, anche nel caso il Bologna si presenti qui con i ’99, perché venderanno cara la pelle”.

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