Caccia alla prima vittoria nel 2015 per gli Allievi. Perinelli: Domenica conta solo vincere

Il 2015 non ha ancora portato nessuna vittoria in dote agli Allievi Nazionali di Fabio Perinelli, che a parte un pareggio contro il Real Vicenza, hanno dovuto soccombere, nell’ordine, contro Cittadella, Bologna, Unione Venezia e Sudtirol. Un inizio di ritorno diametralmente opposto rispetto a quanto successo all’andata, dove i biancazzurri avevano ottenuto 10 dei 15 punti disponibili nelle stesse cinque giornate di campionato. Ma, come sempre, i numeri nel calcio non dicono tutto sui valori e sul momento di forma di una squadra ed a pochi giorni dalla trasferta di Mantova, abbiamo cercato di capire con mister Perinelli quale sia lo stato di salute dei suoi Allievi.

Mister partiamo dall’ultima partita col Sudtirol, in cui eravate in vantaggio di due gol: com’è maturata questa sconfitta?
“La sconfitta è arrivata nell’ultimo quarto d’ora con tre gol un po’ rocamboleschi, nel senso che sul secondo ci ha messo, secondo me, lo zampino l’arbitro che su quel contatto avrebbe potuto sorvolare, mentre sugli altri due gol abbiamo commesso degli errori individuali, come ci succede spesso e siamo stati puniti. Credo che i ragazzi abbiano fatto una grandissima prestazione, eravamo 2-0, abbiamo preso un palo e una traversa; le partite ultimamente vanno così, ne prendiamo atto con molto dispiacere, perché i ragazzi danno l’anima, si impegnano e spesso non fanno uscire le altre squadre dalla loro metà campo”.

Pensi che la squadra abbia fatto qualche passo indietro o è solo una questione di risultati?
“No, non c’è un passo indietro, nel senso che nelle ultime cinque partite abbiamo perso in maniera meritata solo contro il Venezia. Nelle altre quattro se avessimo fatto 12 punti non ci sarebbe stato nulla da dire per il gioco che abbiamo espresso. Poi il calcio è fatto di episodi, e in questo periodo ne abbiamo pochi a favore”.

Siete il quarto miglior attacco del campionato, ma la vostra solidità difensiva è venuta un po’ meno con tredici gol subiti in cinque partite. C’è una spiegazione?
“La spiegazione potrebbe essere che siamo l’unica squadra che gioca con tre ragazzi del 1999 dietro, anche domenica col Sudtirol ce ne erano due. Se ci facciamo caso, le partite che andiamo a perdere noi sono tutti negli ultimi quindici-venti minuti di gioco e probabilmente c’è da considerare come a questa età un anno di differenza incida molto. Inoltre, da inizio anno, non ho mai potuto schierare per due partite difensive gli stessi difensori, cosa che accadrà anche domenica a Mantova vista la squalifica di Boccafoglia e l’infortunio di Scarparo. Detto questo, anche a Venezia o col Sudtirol abbiamo preso dei gol abbastanza banali, non su situazioni create dagli avversari, come possono essere degli uno-due. Fortunatamente segniamo molto e nel calcio non è obbligatorio non subire gol, ma farne uno in più degli avversari”.

Sono arrivato due nuovi giocatori, cioè Lucchini e Tomasi, oltre a Tueto Fotso che era con voi da inizio anno in attesa del transfert dalla federazione. Ci parli un po’ di loro?
“Abbiamo aggiunto questi due ragazzi di cui avevamo molto bisogno. Uno, Lucchini, è un terzino destro che pagherà un po’ lo scotto iniziale perché non giocava da qualche mese, mentre Tomasi è una punta che ci serviva e piano piano cercheremo di inserirli e valutarli, per poi capire a fine anno se sono in grado di fare il salto nella Berretti oppure fare altre scelte”.

Domenica andate a Mantova, che all’andata riusci a battervi in rimonta: che partita e che SPAL ti aspetti?
“Mi aspetto che i ragazzi si riconfermino sotto l’aspetto della mentalità e del gioco, anche se siamo in trasferta. Poi, visto che nella vita molte volte è meglio essere fortunati che bravi, mi auguro di dover commentare una bruttissima partita ma un risultato positivo, perché i ragazzi se lo meritano, visto che nell’ultimo mese hanno fatto molto bene, anche se vedendo i risultati non si direbbe”.

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