Accuse di razzismo per tre tesserati del settore giovanile, la società respinge e annuncia ricorsi

Fino a ieri della partita Accademia SPAL-Modenese, giocata domenica e finita 3-2 per i biancazzurri, si conosceva solo il risultato. Il match, giocato nell’ambito del campionato Allievi Interprovinciali, (a cui prendono parte per la maggior parte i ragazzi classe 1999 e 2000), ora è salito agli onori delle cronache per un controverso episodio extra-calcistico che vede coinvolti tre tesserati biancazzurri, due giocatori e un accompagnatore.

Le squalifiche inflitte dal giudice sportivo della delegazione provinciale di Ferrara nel comunicato numero 32 fanno alzare le sopracciglia, soprattutto per alcuni passaggi che le motivano: “gravi offese di discriminazione razziale”; “espressioni derisorie di contenuto razziale”, “pugno in volto”. Vale la pena di tentare di ricostruire l’accaduto, in base alle testimonianze che è stato possibile raccogliere: dopo una partita tirata, ma nei limiti della correttezza, al fischio finale si sarebbe accesa una discussione tra avversari al rientro negli spogliatoi. In pochi attimi la questione sarebbe degenerata, tanto da richiedere l’intervento di accompagnatori e staff tecnici, oltre che degli operatori del 118 per valutare le condizioni di un giocatore spallino colpito da un pugno.

Stando alla ricostruzione dell’arbitro, la colluttazione sarebbe nata a causa di epiteti dal contenuto razzista, proferiti da due ragazzi tesserati per la SPAL. A quel punto il loro avversario avrebbe reagito con violenza, innescando a sua volta la reazione di uno degli accompagnatori dei biancazzurri. Sul comunicato si legge testualmente: “afferrava al collo a mano aperta un giocatore avversario e lo spingeva con forza all’indietro, rivolgendo gravi offese di discriminazione razziale”. Risultato: dieci giornate di squalifica ai due giocatori della SPAL (il minimo da regolamento per episodi di discriminazione), tre giornate al loro avversario della Modenese e squalifica fino al 26 luglio per l’accompagnatore. Un bilancio estremamente pesante, sia sul piano disciplinare, sia su quello dell’immagine per la SPAL. Per questo nel pomeriggio di venerdì la società ha diffuso un comunicato sull’accaduto. Lo riportiamo integralmente.

In relazione agli spiacevoli episodi occorsi in data 15.03.2015, a seguito della partita Accademia Spal-Modenese, la società Spal respinge fermamente le accuse ingiustamente ricevute dal direttore di gara e dalla Società avversaria circa atteggiamenti denigratori a sfondo razzista tenuti da qualche proprio tesserato. Da sempre la Società è impegnata nel mondo del sociale e dell’integrazione razziale e non accetta alcun comportamento discriminatorio di propri tesserati. Inoltre si precisa che l’ingiusta squalifica ricevuta dall’accompagnatore Sig. Magnanini è derivata dal comportamento tenuto dallo stesso e non per aver pronunciato espressioni derisorie di contenuto razziale. La Società, ritenendosi vittima di quanto accaduto e dei successivi ingiusti provvedimenti disciplinari, preannuncia che presenterà ricorso avverso le sanzioni subite“.

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