Appuntamento a Milano per la Berretti. Varricchio: Sfida prestigiosa, ma niente calcoli

Non sembra volersi fermare la Berretti di Max Varricchio, sempre più vicina a quello che a inizio anno era probabilmente un traguardo insperato, ovvero la qualificazione ai playoff di categoria. Dopo la vittoria nell’ultimo turno contro la Reggiana, con capitan Laquaglia mattatore nell’occasione, i biancazzurri conservano ancora otto punti di vantaggio sul Forlì a sei giornate dal termine. Non sarà un finale di campionato non certo agevole: la SPAL, a parte il San Marino ultimo, deve ancora affrontare il Mantova, che ha ancora ottime possibilità di vincere il campionato, oltre a Milan, Bassano, Real Vicenza e Forlì che si contendono due dei quattro posti ancora disponibili per la fase finale del campionato. Le finali si svolgeranno a partire da sabato 13 giugno a Salò.

Il primo ostacolo da superare, sabato alle 15 al “Vismara”, è però il Milan di Stefano Nava e proprio alla vigilia abbiamo raccolto le impressioni di mister Varricchio.

Mister, siamo a sei giornate dal termine e praticamente inizia un mini campionato: con quale spirito affrontate questo finale di stagione? Avete fatto le famose tabelle, come si dice in questi casi?
“Onestamente ci serve ancora qualche punto per avere la certezza di fare le finali, ma noi non possiamo ragionare così, dobbiamo mettere sempre in campo quelle caratteristiche che ci hanno permesso di arrivare fin qui e di fare anche ottime prestazioni, ovvero intensità, determinazione, voglia di vincere le partite”.

Dopo la vittoria nel derby con la Reggiana, è arrivata la sosta: che squadra hai visto in queste due settimane di allenamenti?
“I ragazzi si allenano sempre bene, con serenità, perché ormai veniamo da un girone fatto bene. Questa settimana abbiamo iniziato a ragionare in funzione dell’avversario e sabato andiamo a giocarci una bella partita, a mente libera, contro il Milan che è una squadra sicuramente superiore sotto l’aspetto tecnico, ma se la classifica dice che abbiamo tre punti in più di loro qualche motivo c’è”.

Come procede il recupero degli infortunati, Berto, Concas e Baldon?
“Berto tornerà a disposizione da martedì prossimo, Concas sta facendo qualcosa con la squadra, ma prima di inserirlo nuovamente in gruppo aspettiamo la risposta dei medici, mentre Baldon starà fuori ancora qualche partita. Sono gli unici giocatori indisponibili in vista di sabato, oltre a Nava che è squalificato”.

Ogni volta parliamo di un giocatore diverso e inevitabilmente dopo la partita con la Reggiana non possiamo che menzionare capitan Marco Laquaglia: ci parli di lui?
“Marco si allena sempre al massimo ed è cresciuto tantissimo rispetto a inizio campionato, quando commetteva qualche errore di troppo per presunzione. Io penso che un giocatore intelligente capisca quali sono i propri pregi e i propri limiti e lui, da metà del girone di andata, sembra lo abbia capito, visto che sta facendo davvero molto molto bene. Poi è uno a cui dà fastidio perdere anche nelle partitelle in allenamento e questo è un aspetto che mi piace molto in un calciatore”.

Prima della sfida contro di voi all’andata il Milan aveva raccolto 20 punti in 9 partite, mentre dopo solamente 22 in 15 giornate: vi aspettate un avversario in difficoltà? Che squadra sono i rossoneri?
“Noi ci aspettiamo la stessa squadra dell’andata, perché loro hanno una scuola di pensiero sia livello tecnico che tattico dalla quale è difficile possano discostarsi. Sono bravi tecnicamente e molto organizzati, anche grazie movimenti, anche un po’ scolastici, che in molte società cercando di inculcare nei ragazzi sin da piccoli”.

Nell’intervallo di Spal-Forlì avete sfilato al “Mazza”, segno che le vostre imprese non stanno e non devono passare inosservate: al di là del boato del pubblico al momento del tuo nome, hai visto i ragazzi più carichi dopo quella sera?
“Ho visto che si sono fatti anche qualche foto e credo gli abbia fatto molto piacere tutto l’affetto che hanno ricevuto, come del resto ne ha fatto a me, visto che era un po’ di tempo che non mi ritrovavo sotto la Curva Ovest e colgo l’occasione per ringraziare tutti i tifosi presenti. L’unica cosa che ho detto ai ragazzi è che il calcio è strano e basta poco per dimenticarsi quanto di buono è stato fatto. Bisogna sempre martellare a livello mentale per portare a termine l’obiettivo che si sta inseguendo”.

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