Casoni saluta i Giovanissimi e si prepara a lavorare con Semplici: Sfida nuova ed entusiasmante

Al termine delle ultime partite casalinghe dei Giovanissimi Nazionali era ormai una consuetudine vedere mister Casoni e il responsabile del settore giovanile biancazzurro Ruggero Ludergnani fermarsi qualche minuto in campo a discutere di quali fossero i problemi della squadra e di come poterla rinforzare in vista dell’anno che stava cominciare. Nel giro di poco più di dieci giorni però sono cambiate tante cose, in primo luogo la promozione del mister a membro dello staff della prima squadra guidato da mister Semplici. Una chiamata che ha un po’ colto di sorpresa lo stesso Casoni, che va a premiare il lavoro e la dedizione mostrate negli ultimi anni nel settore giovanile, sin da quando aveva assunto la guida della formazione Berretti della Giacomense.

Terminata la stagione dei Giovanissimi Nazionali, con la vittoria del torneo di Noventa Padovana in finale contro il Forlì, abbiamo raggiunto telefonicamente mister Casoni, per farci spiegare meglio da lui in cosa consiste il suo nuovo ruolo e con quale spirito affronti questa nuova esperienza.

Mister, meno di due mesi fa parlava di cose potesse servire l’anno prossimo ai Giovanissimi Nazionali e ora ti ritroviamo nello staff di mister Semplici: qual è il tuo stato d’animo?
“Sicuramente c’è grande entusiasmo per questa situazione che si è prospettata e che chiaramente cambia totalmente la prospettiva degli ultimi mesi: lì si ragionava in un certo modo, mentre ora si va a ragionare su un discorso di prima squadra e di collaborazione con uno staff professionistico. Devo ringraziare il direttore e il presidente che hanno individuato nella mia figura quello che poteva esser il collaboratore che il mister aveva chiesto e spero di esser all’altezza di questo nuovo ruolo”.

Hai già avuto modo di parlare con mister Semplici per definire al meglio quali saranno i tuoi compiti operativi?
“Certo, l’ho fatto prima di dare il consenso, ma solo per capire quelle che erano le richieste del mister. Lui aveva chiesto un collaboratore tecnico che faccia sia lavoro sul campo sia quello che può essere un aiuto esterno in termini di analisi delle partite attraverso i video. Mi sembra di aver capito che questa cosa avesse impegnato molto il vice Andrea Consumi in questa stagione, quindi si è pensato a un ulteriore membro dello staff per alleggerire il suo carico di lavoro e poter entrare maggiormente nello specifico”.

È un ruolo che hai mai svolto nella sua carriera?
“Io ho sempre fatto l’allenatore una volta terminata la carriera di calciatore, ma per quanto riguarda l’analisi video si tratta di una novità, perché per quanto riguarda i giovani non c’è possibilità di farla per questioni logistiche”.

Quest’anno hai avuto modo di seguire la Lega Pro e le partite della SPAL?
“Alcune le ho viste su Sportube, dove si può però solo avere una visione parziale di quella che è la partita in sé, mentre altre allo stadio, ma spesso giocando la domenica mattina con i Giovanissimi non era possibile conciliare le due cose”.

A inizio anno ci avevi detto, scherzando, che ti mettevano sempre con ragazzi più piccoli perché, essendo molto bravo, potevi insegnare loro più cose: cosa cambia ora?
“Quest’anno mi troverò di fronte a giocatori perlopiù formati dal punto di vista tecnico, però c’è sempre da lavorare anche sui particolari, perché anche a 24-25 anni si può imparare sempre, l’importante è avere entusiasmo e voglia di mettersi in discussione”.

C’è l’ambizione di guidare, un domani, una squadra professionistica?
“No, io affronto questa situazione come un bagaglio di esperienza in più che posso avere, anche perché un conto è avere la prima squadra nel campo a fianco e allenarsi vicino, un altro è essere dentro a uno spogliatoio e a un ambiente professionistico, per quanto concerne le metodologie di allenamento, la pianificazione delle sedute, la vita di spogliatoio. Ho la fortuna di entrare a far parte di uno staff che l’anno scorso ha fatto molto bene e spero di poter dare anch’io un piccolo contributo”.

Hai già parlato con i ragazzi dei Giovanissimi Nazionali per dir loro che non sarai più alla loro guida?
“Sì, questa cosa l’ho appresa da poco più di dieci giorni e prima della finale che abbiamo giocato martedì sera avevo anticipato ai ragazzi solamente che l’anno prossimo non sarei stato più il loro allenatore, senza però aggiungere altro. Così ne approfittato per chiedere loro di regalarmi un trofeo (ride)”.

Torniamo un attimo ai Giovanissimi Nazionali e a questa annata: come la giudichi?
“A livello di risultati sicuramente non positiva, ma io sono molto contento dei ragazzi che ho avuto. Credo si siano divertiti e una delle cose più belle di questa annata è che molti sono voluti rimanere nonostante trovassero poco spazio e gli fosse stata prospettata la possibilità di andarsene in corso di stagione. Una scelta che ha dato ragione ad alcuni, che con impegno e costanza si sono ritagliati più spazio nel girone di ritorno, come ad esempio Leonardo Lodi”.

Cosa lasci al tuo successore?
“Questo è un gruppo di ragazzi abituato a lavorare e a lavorare bene. Sono seri e abbiamo fatto, secondo me, un ottimo lavoro anche grazie a Massimo Bottoni dal punto di vista fisico e coordinativo. È una squadra che può migliorare ancora, ci sono alcuni ragazzi in fase di sviluppo e con qualche giocatore nei ruoli giusti può fare bene”.

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