Curiosità ed emozione per Lorenzo Di Loreto con i Giovanissimi: Bello essere di nuovo qui

Archiviata la stagione agli ordini di mister Rossano Casoni (passato in prima squadra), i Giovanissimi Nazionali ripartono con Lorenzo Di Loreto. L’ex centrocampista di SPAL e Giacomense è al debutto con una formazione giovanile ed eredita di fatto il gruppo dei Regionali classe 2001 guidati nella scorsa stagione da Michele Borghi.

Ecco l’organico a disposizione per questa stagione:
Portieri: Thomas Campi, Teodor Bertoli
Difensori: Alex Artioli, Luca Montanari, Alessandro Rizza, Lorenzo Valesani, Giandaniele Visentini.
Centrocampisti: Riccardo Alessio, Luca Boschin, Mattia Mazzoni, Francesco Rubini, Alessandro Simoni
Attaccanti: Edoardo Mazzoni, Yuri Merighi, Nicolas Milan, Donovan Tueto Fotso, Nicolò Zanirato, Cherinet Sartori

Allenatore: Lorenzo Di Loreto
Vice-allenatore: Lorenzo Balboni
Preparatore dei portieri: Daniele Corontini

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A margine della prima sgambata abbiamo scambiato due chiacchiere proprio con un sorridente mister Di Loreto.

Mister, che sensazioni hai nel rientrare qui dopo quasi dieci anni?
“Sicuramente positive anche perché un conto è arrivare qui da giocatore e un altro da allenatore. Sono anche un po’ emozionato, devo dire la verità”.

Sei stato alla SPAL solo un anno, ma in quel lasso di tempo ti sarai reso conto dell’attenzione che c’è attorno alla squadra.
“Certo, poi ho fatto anche un anno alla Giacomense con la stessa dirigenza, persone eccezionali. Sono sicuro lavoreremo nelle migliori condizioni”.

Cosa ti ha chiesto la dirigenza per questa stagione?
“Di far migliorare i ragazzi, a livello individuale e collettivo, sia sul piano umano che tecnico, come è giusto che sia in un settore giovanile”.

Un occhio tuttavia andrà rivolto anche ai risultati, visto che incideranno sui contributi federali.
“Beh, in teoria l’allenatore a questo livello non dovrebbe guardare a questo aspetto, però giustamente cercheremo di allenarci per cogliere i risultati necessari per far bene”.

Qual è il tuo approccio tattico?
“Fatico a risponderti, perché finora ho allenato i grandi e lavorare con ragazzi così giovani per me è una novità. Prima di parlare di tattica punterò a farli migliorare tecnicamente, perché senza tecnica faranno fatica in futuro. Per il resto posso dire di prediligere un calcio d’attacco e proveremo a praticarlo sempre”.

Per te è la prima esperienza da allenatore nelle giovanili. Quale sarà la sfida più grande?
“Penso che la sfida principale sia sul piano caratteriale: con i grandi ti puoi imporre in maniera molto diretta, con i ragazzi serve per forza di cose un atteggiamento diverso. Però sono anch’io un papà, per cui vedrò di applicare quanto ho già imparato in questi anni”.

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