Gentile, l’equilibratore che divide pubblico e critica e che finirà per mancare alla SPAL

Fin dal suo arrivo a Ferrara la scorsa estate, Federico Gentile ha diviso pubblico e critica. Nella critica sono compresi i giornalisti, quindi anche chi scrive. Mi tocca ammettere che Gentile col tempo ha finito col dividere anche me.

Quando nell’agosto del 2014 chiesi a un addetto ai lavori del settore di descrivermi questo centrocampista, che non conoscevo, mi venne risposto che si trattava di un giocatore completo, in grado di coniugare con profitto il lavoro sporco della copertura e l’impostazione del gioco. Dopo le prime uscite della SPAL breviana pensai che quell’addetto ai lavori si fosse divertito a prendermi per il culo. Poi è arrivato Semplici, che dopo un comprensibile periodo di studio e rodaggio, gli ha cucito addosso un ruolo che gli si addice in pieno. Quello dell’equilibratore. Qualche mese fa, era aprile, chiesi (informalmente) a bruciapelo al mister: “Cosa fa di Gentile un titolare inamovibile?”. Semplici mi rispose con una cosa del tipo: “E’ uno che rincorre tutti e tiene in equilibrio la squadra”. Devo dire che mi ha convinto, anche alla luce della lunga serie positiva aperta dalla SPAL. Le prestazioni sul campo hanno dimostrato che effettivamente, sotto il profilo tattico e psicologico, Gentile è prezioso – se non proprio irrinunciabile – per il tipo di gioco applicato da Semplici. Principalmente perché fa molto di quel “lavoro sporco” che tanto piace agli allenatori e poco agli osservatori. Ma c’è di più: lui stesso è interprete di una strana forma di equilibrio in grado di unire errori ai limiti dell’allucinante a giocate sorprendentemente risolutive.

E’ in fondo questo a renderlo un giocatore così complicato da valutare. Il dato di fatto è che il suo dinamismo e la sua eccentricità finiranno col mancare al centrocampo spallino nei prossimi mesi. Così come mancherà la sua personalità all’interno dello spogliatoio. Non a caso in via Copparo hanno preso abbastanza male la notizia del suo infortunio e ancora meno a caso la società sta meditando sulla possibilità di correre ai ripari, magari con un profilo di categoria superiore (Troiano?). Resta da vedere quanto un intervento simile finirà per incidere su budget e sui meccanismi interni. Non si vuole certo alterare un equilibrio così faticosamente costruito.

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