La crescita felice di Max Alvini, lo special one della Pistoiese: Che derby con mister Semplici

Nella nostra “guida” al campionato di Lega Pro l’abbiamo definito il vero top player acquistato dalla Pistoiese in estate. Non per quello che fa vedere in campo, ma per il modo di insegnare calcio dalla panchina. E’ Massimiliano “Max” Alvini, neo-allenatore degli arancioni, toscano di Fucecchio (classe 1970), arrivato a Pistoia dopo sette stagioni indimenticabili alla guida del Tuttocuoio. Per Alvini l’anno della svolta è il 1995. Gioca in Promozione e alla sera allena una formazione di amatori. Cinque anni più tardi lascia il campo per un infortunio ed inizia ad allenare la Juniores del Signa. L’anno successivo è in prima squadra in Promozione, tre anni e un campionato vinto. Passaggio al Quarrata e stesso percorso. Nel 2008 arriva la chiamata del Tuttocuoio di Ponte a Egola, frazione del Comune di San Miniato.
E’ l’inizio di un miracolo calcistico di provincia. Sette anni con tre campionati vinti (Promozione, Eccellenza e Serie D), più Coppa Regionale e Coppa Italia Dilettanti (successi che il mister tiene a sottolineare). La salvezza agli spareggi nel girone del Sud e lo storico ottavo posto nella Lega Pro unica completano la bacheca dei trofei. Per Alvini è il momento di voltare pagina e cercare nuovi stimoli in una piazza di maggior blasone come Pistoia. E sabato sera affronterà per la quinta volta la SPAL (due pareggi nell’anno della D, vincente all’andata con autorete lampo di Silvestri e sconfitto al ritorno al Paolo Mazza nella scorsa stagione.

Mister, dopo aver scritto la storia del Tuttocuoio, riparte da Pistoia. Sente la pressione dell’ambiente?
“Pistoia è una città importante, anche per la storia calcistica. Un percorso stimolante. Siamo solo al primo mese e mezzo di lavoro, ma sto bene e sono contentissimo. E’ una tappa fondamentale per la mia carriera da allenatore. Dopo sette anni a Ponte a Egola, quattro campionati vinti e due coppe volevo assolutamente un’esperienza diversa. Qui c’è una piazza importante, con la tifoseria e i media a metterti pressione. Io ho un percorso particolare rispetto a tanti colleghi. Sono partito dagli amatori e ho conquistato tutte le categorie con le vittorie. Era giunto il momento di misurarsi in un altro contesto. Pistoia racchiude tutte le mie ambizioni. Tocca a me dimostrare di poter guidare squadre di rilievo, dove c’è maggior attenzione: c’erano altre società che mi avevano cercato in estate, ma credo che Pistoia sia la più stimolante, poi volevo lavorare con una ‘persona di calcio’ come il direttore sportivo Nelso Ricci. Pistoia esige tanto, è stata una mia scelta, consapevole che qui negli anni sono passati allenatori importanti e sono stati esonerati”.

A Pistoia ha trovato una diversa filosofia nella costruzione della squadra? O l’obiettivo resta la salvezza e il lancio di qualche giovane?
“In estate ho scelto la piazza, ma i programmi non sono ‘ambiziosissimi’. Mi è stato chiesto di venire qui e fare un buon lavoro. Rispetto al Tuttocuoio dello scorso anno, la Pistoiese ha un po’ di esperienza in più. E’ una buona squadra costruita con dei parametri precisi”.

Salvezza attraverso il 3-5-2 o il 4-3-1-2? Il calendario non vi ha regalato un avvio morbido: L’Aquila (sconfitta 2 -0) e Siena (pareggio 0-0) nelle prime due giornate.
“Nel precampionato abbiamo adottato questi due moduli. Anche col Siena eravamo partiti con il trequartista, poi siamo passati al 3-5-2. Lo dico chiaro e tondo: io sono qui a Pistoia per far un campionato di media-alta classifica. Voglio fare un buon lavoro. Non mi nascondo. Ma c’è da considerare che la Pistoiese lo scorso anno, con un buon organico, è arrivata quindicesima (in realtà tredicesima, ndr). Nelle prime due partite non abbiamo brillato di certo. A L’Aquila dopo il gol, la reazione non è stata positiva, mentre con il Siena è stata una buona partita. La squadra è in costruzione, ha bisogno di tempo, vedo però una crescita”.

Squadra in costruzione e con schemi da assimilare. Parliamo dei singoli. Che impressione le ha fatto l’ex spallino Rovini? Sinigaglia può essere il Colombo della Pistoiese (a proposito, non aveva detto che si ritirava)? Metterà contro l’ex coppia del gol della Carrarese Merini-Cellini? Arriverà Tripoli?
“Rovini è un ragazzo del 1995. Deve crescere e maturare. Ma è un buon giocatore. Ad oggi, sono contento di lui. Ha segnato due reti in Coppa con Carrarese e Savona. Contro il Siena non ha giocato, perché aveva un problema, speriamo di recuperarlo per sabato. Di mercato non so nulla. Non mi risulta ci siano movimenti. Sono contento dei giocatori che ho. Per quanto riguarda Sinigaglia, è senz’altro diverso da Corrado. Davide è arrivato da quindici giorni ed è un giocatore che stiamo apprezzando. Colombo invece è un giocatore fuori categoria. Se avesse la voglia di soffrire potrebbe giocare anche oggi in una categoria superiore come la B. Ho avuto la fortuna di allenarlo per quattro anni e per me è un giocatore sopra la media. Merini? E’ probabile la sfida con Cellini, ma il ragazzo deve recuperare da una pedata rimediata col Siena.

La Pistoiese come il suo Tuttocuoio, ha un nuovo Alessandro Deiola nei vari Petriccione, Sammartino, Proia, Marchegiani e lo stesso Rovini?
“E’ una bella domanda. Per me è una soddisfazione immensa vedere Alessandro in serie B. Aver lanciato un ragazzo in cui nessuno, dico nessuno, credeva. Oggi è titolare in serie B a Cagliari con personalità. Così come Aniello Salzano al Crotone, anche lui al secondo anno di serie B (32 presenze e 7 reti nel Tuttocuoio 2013-2014, in Seconda Divisione). In questi anni il Tuttocuoio ha preso ragazzi dal nulla e ha saputo valorizzarli. Sono felicissimo per loro. Anche la Pistoiese ha giovani promettenti. Petriccione è un buon giocatore, Proia purtroppo è infortunato dal primo giorno di preparazione, Placido è un classe 95 in crescita. Dobbiamo farli crescere”.

Nel 2012-2013 la prima volta da avversario della SPAL in serie D. C’era Sassarini in panchina, che lei conosce, e nel girone tante squadre blasonate. Meglio la vittoria di quel campionato di serie D o la salvezza l’anno successivo?
“Sono state le due imprese più belle. Anche la Coppa Italia Dilettanti vinta ai tempi dell’Eccellenza la considero un’impresa. Comunque, la salvezza in Seconda Divisione, nel girone del Sud, lontano da Ponte a Egola alla prima esperienza tra i professionisti contro squadre come Messina, Foggia, Cosenza e Casertana è stata un capolavoro. Assieme agli spareggi con Arzanese e Aversa. L’anno scorso, il record del Tuttocuoio (ottavi in Lega Pro) è stata una stagione straordinaria, ma la salvezza/promozione fu un’annata incredibile. Quest’anno anche David dopo tanta gavetta è arrivato a misurarsi in un campionato importante. E’ un premio giusto. Con la SPAL sono state belle partite (una vittoria, due pareggi, una sconfitta il bilancio del tecnico)”.

Lo scorso anno una brutta sconfitta al “Mazza”. Che SPAL si aspetta e che Pistoiese vuole vedere sabato sera?
“L’ho già detto nelle passate occasioni e lo ripeto, giocare al Paolo Mazza è un’emozione bellissima. Uno stadio che impressiona. Prevedo tanta gente e sarà ancora più bello. Poi è un piacere affrontare un toscano come Semplici. Lo scorso anno non c’è stata partita, forse solo nei primi dieci minuti. Noi non abbiamo fatto bene. Eravamo matematicamente salvi, mentre la SPAL oltre ad essere superiore era in un ottimo periodo di forma e quindi con motivazioni al massimo. Dalla mia squadra mi aspetto una crescita. A livello mentale e anche perché col Siena, una buona squadra, siamo migliorati. Ho visto la SPAL contro il Rimini: è una squadra fortissima, punto. E’, assieme al Pisa, la squadra da battere. Lo scorso anno è arrivata quarta con venti punti in più della Pistoiese e ad un organico già forte ha aggiunto giocatori fortissimi come Castagnetti, Mora e Cellini”.

Un’ultima domanda. In tanti la paragonano al tecnico del Napoli Maurizio Sarri. Cosa ne pensa?
“Maurizio è un amico. Ci conosciamo da quindici anni. Da quando io allenavo il Signa in Promozione e lui la Sangiovannese e giocavamo le amichevoli. Ha fatto tanta gavetta prima di arrivare al Napoli. C’è tanta stima. Ma non solo con Maurizio, io guardo e imparo da tutti i colleghi e auguro il meglio a ognuno di loro”.

Prima di concludere la telefonata e aver risposto a tante domande, è Max Alvini a porne una: “Ma il campo? L’hanno sistemato?”.

Per la foto si ringraziano Giacomo Carobbi e i colleghi di ⁠PistoiaSport.com

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